Perché Bruce Dickinson lasciò gli Iron Maiden

Trenta anni fa il cantante decise di separarsi dalla band, salvo poi riunirsi nel 1999
Perché Bruce Dickinson lasciò gli Iron Maiden
Credits: Giuseppe Pappalettera / Concessione in uso a Rockol

Bruce Dickinson entrò negli Iron Maiden nel 1981 a sostituzione di Paul Di Anno, facendo il suo debutto discografico con la formazione di Leyton nell’album del 1982 “The number of the beast”, Dickinson lasciò poi la band britannica nel 1993 per perseguire la sua carriera da solista e concentrarsi su qualcosa di diverso. Nel 1999, dopo aver lasciato per circa sei anni il microfono a Blaze Bayley e aver dato alle stampe quattro dischi solisti - “Balls to picasso” (1994), successore del suo primo “Tattooed millionaire” (1990), “Skunkworks” (1996), “Accident of birth” (1997) e “The chemical wedding” (1998) -, decise di riunirsi al gruppo che nel frattempo aveva pubblicato due prove di studio, "The X factor" del 1995 e "Virtual XI" (leggi qui la recensione) del 1998.

Un paio di anni fa, a quasi trent’anni da quando il cantante decise di prendere una strada diversa da quella della band, durante uno spettacolo della sua serie di show spoken word “An evening with Bruce Dickinson”, il musicista inglese - che oggi compie 65 anni - ha spiegato perché al tempo sentì di “dover lasciare” gli Iron Maiden per capire e imparare come poter stare lontano dal gruppo. A margine di una sessione di domande e risposte, svoltasi a margine del suo evento al MTelus di Montreal, in Canada, Dickinson raccontò: “Onestamente, ero sorpreso come chiunque altro. Non credo che la gente ci credesse davvero in quel momento. Il mio pensiero fu che se fossi rimasto con gli Iron Maiden per sempre, tutto quello che avrei imparato sarebbe stato cosa significava fare parte degli Iron Maiden. E per scoprire come poteva essere fuori dalla band, dovevo andarmene. A meno che tu non te ne vada, nessuno prenderebbe sul serio ciò che hai fatto, avrebbero tutti detto: ‘Oh, sta facendo un disco da solista. Lascia che si diverta e poi potrà tornare a suonare negli Iron Maiden’. Odiavo questa cosa. E ho pensato: ‘Fanculo, me ne vado’. E tutti mi chiedevano: ‘Cosa succederebbe se la sua carriera solista non funzionasse?’. Io rispondevo: ‘Beh, vuol dire che secondo Dio o il destino è meglio così’. E dicevo anche che al momento era meglio rischiare e cogliere l’opportunità di fare qualcos’altro ora nella vita piuttosto che fossilizzarsi e diventare semplicemente scontroso”.

Bruce Dickinson in una intervista radiofonica rilasciata alla stazione spagnola RockFM nel 2019 aveva ricordato il momento in cui era rientrato nella band prendendo una decisione non semplice e - soprattutto - presa alle proprie condizioni. "Volevo essere certo che non fosse una specie di reunion. Non volevo fare un tuffo nel passato”, aveva raccontato il cantante: “Doveva essere un processo per cui si rimetteva insieme una band che guardasse al futuro - per incidere un bel disco nuovo e per ricominciare con una nuova spinta e una nuova direzione. Steve Harris mi assicurò che era ciò che desiderava anche lui e io gli dissi: 'Ok. Facciamolo'. E, ovviamente, il primo disco che facemmo, 'Brave New World' è, per me, uno dei migliori che abbiamo mai realizzato".

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