«VIRTUAL XI - Iron Maiden» la recensione di Rockol

Iron Maiden - VIRTUAL XI - la recensione

Recensione del 08 apr 1998

La recensione

Beh, visto che lo spunto ce lo dànno loro, intitolando l’undicesimo disco in studio a un "undici" (calcistico) virtuale, partiamo proprio da questa idea, con un’occhiata ai giocatori che i Maiden hanno scelto come comprimari ideali. Tino Asprilla, Gazza Gascoigne, Stuart Pearce (che, per i non calciofili, è soprannominato "Psycho"...), Ian Wright, l’ex milanista Patrick Vieira e l’olandese Marc Overmars. Giocatori molto glamour, ma la squadra sembra un po’ troppo fantasiosa e poco concreta. E allora il risultato, alla fine del primo tempo (ovvero dopo qualche giorno di ascolto) è di parità. Perché inevitabilmente qualsiasi fan del periodo di "Piece of mind" commenterà indignato: "Non sono più i vecchi Iron"...

E certo che no, bella scoperta. Del resto anche quelli che tanti anni fa stravedevano per il macilento Eddie oggi hanno messo la testa a posto e ascoltano Loreena McKennitt... Pure, a Steve Harris va riconosciuto di aver ancora voglia di giocare e di avere in repertorio parecchi numeri compositivi di alta scuola, quelli che valgono il prezzo del biglietto, specie in un periodo in cui il calcio - pardon, l’hard rock, non è più quello di una volta. Riuscissero i Metallica (tanto per fare un nome a caso...) a credere in ciò che fanno quanto questi vecchi ragazzi! "The angel and the gambler", "Como estais amigos", "Futureal" occhieggiano a nuove generazioni di ascoltatori con un po’ di mestiere, e a volte si fanno persino orecchiabili (!); eppure gli Iron non sono in svendita: sotto la cenere, il fuoco continua ad ardere - e lo stesso si può dire dei loro fans di un tempo: quindi, anche le loro orecchie più esigenti non rimarranno deluse da questo disco. Quanto ai campioni che hanno abbandonato la squadra, è inutile menarsela: certi impasti tra voce e chitarre non possono più essere quelli di una volta; ma brani come "The clansman" e "When two worlds collide" mantengono il potere evocativo di certe "ballate di vecchi marinai" che fanno parte della piccola leggenda degli Iron Maiden.

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