«YES I KNOW MY WAY - Pino Daniele» la recensione di Rockol

Pino Daniele - YES I KNOW MY WAY - la recensione

Recensione del 01 apr 1998

La recensione

Non è il primo greatest hits di Pino Daniele, questo, anche se forse è il primo pensato e progettato da lui. Infatti l’intento di questo lavoro è dichiarato dallo stesso Pino Daniele nelle note introduttive all’album: "Questo progetto, pensato da tempo, è stato finalmente realizzato seguendo il desiderio di dare vita ad un’idea che rappresentasse Pino Daniele in maniera completa". Un’impresa senza dubbio non facile, visto che Daniele ha vissuto la propria carriera proprio all’insegna di quello "Yes I know my way" che adesso, neanche troppo curiosamente, dà il titolo a questa raccolta. La sua è stata una strada musicale unica, partita sul finire degli anni ’70 con album che mescolavano sin da subito modernità e tradizione, acustico ed elettrico. A quei tempi Daniele era un ragazzo scontroso, o quanto meno molto poco disposto alle interviste, alle dichiarazioni, ad avere a che fare con un certo mondo, insomma. Poi, quando saliva sul palco, si trasformava, e regalava tutto, rapito dalla sua stessa musica e dalle diverse partnership realizzate nel corso del tempo. Anche su questo album troverete musicisti illustri, come del resto succede ormai da anni nei dischi di Pino Daniele. Una strada unica, quindi, che lo ha portato, sul finire degli anni ’80, ad una vera e propria rinascita artistica: un po’ come era stato per il Lucio Dalla di "Anna e Marco", il Pino Daniele 35enne di "O’scarrafone" viene riscoperto dai giovanissimi, che si uniscono a quanti, tra i fratelli ‘maggiori’, continuano a portarlo in palmo di mano. Non c’è dubbio però che la seconda produzione di Pino Daniele, dai tratti più giovanilisti e meno complessi della precedente, abbia in alcuni casi deluso: per un album capolavoro come "Non calpestare i fiori nel deserto" ci sono prove come "Un uomo in blues" e "Dimmi cosa succede sulla terra" che sembrano, sinceramente, molto meno riuscite. Ma "Yes I know my way" significa anche questo: che Pino Daniele conosce la sua strada meglio di tutti, e quindi non è senza sconcerto che si scopre che "Dimmi cosa succede..." diventa il suo album più venduto nonostante la bagarre con i critici, segno che il suo pubblico, comunque, continua a rafforzarsi. Tutto questo per dire che il Pino Daniele di questo greatest hits è sicuramente più legato alla seconda fase della sua produzione, ampiamente privilegiata su questa raccolta, mentre il contrappunto temporale è offerto solo da un pugno di brani come "Quanno chiove", "Napule è", "A testa in giù", "Je so’ pazzo" e "A me me piace o’ blues". Per il resto non manca niente della recente hitology di Daniele, a partire dal suo classico per eccellenza, "Quando" e con l’unica eccezione, forse, di "O’ scarrafone". Nonostante il titolo però, non troverete su questa raccolta "Yes I know my way": nel corso degli anni tutto si trasforma e di quel brano è rimasto solo il refrain, contenuto nel brano "Senza peccato", scritto e realizzato con la complicità dei Simple Minds (a dire il vero abbastanza brutto). Tra gli inediti, "Amore senza fine", il singolo in rotazione radio, è una classica canzone di Pino Daniele ultima maniera, con un ritornello fortissimo, mentre una vera perla è il brano che chiude il cd, intitolato "Per te": si tratta di uno strumentale per chitarra e orchestra (Accademia Musicale Italiana), malinconico e cinematografico, capace di ricordare il alcuni passaggi il Pino Daniele di "Voglio di più". In conclusione una raccolta che riesce nell’intento di fotografare a 360° la sfera artistica di Pino Daniele soprattutto in quanto fatto nell’ultimo decennio: ma forse, per fare di più, un solo cd non sarebbe bastato.

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