Il nuovo disco 'new wave' di Ric Ocasek : 'Ma i Cars non torneranno'

Il nuovo disco 'new wave' di Ric Ocasek : 'Ma i Cars non torneranno'
Magrissimo e a suo modo molto “cool”, sposato (in terze nozze) a una ex top model russa e padre di sei bambini, confezionatore di canzoni di successo e produttore di grido, per un certo periodo a cavallo tra i Settanta e gli Ottanta Ric Ocasek ha messo d’accordo un po’ tutti, con i suoi Cars: seguaci del pop usa e getta e intellettuali del rock, dirigenti discografici attenti ai numeri e critici dal palato fine. Progenitore della new wave americana (ha lavorato in studio con Suicide, Bad Brains, Romeo Void), amato anche dai rocker di nuova generazione che ne hanno spesso richiesto la collaborazione (Weezer, No Doubt, Guided By Voices; mentre Billy Corgan gli ha prodotto nel ‘97 l’album “Troublizing”) Ocasek oggi vive a New York – e dove, se no? - , ha una sua piccola etichetta, Inverse Records, e un contratto con la Sanctuary per produrre altri artisti (vedi News). Ma anche, finalmente, un disco nuovo a suo nome in circolazione dal 27 settembre, “Nexterday”: quasi un rimando ai bei tempi che furono, con quei suoni secchi ed elettrici e quell’etica fai da te che rievoca il 1977 o giù di lì. Una specie di “ieri prossimo venturo”, per l’appunto: “E’ stato uno dei miei figli a inventarsi quella parola”, ci spiega al telefono dalla Grande Mela. “Lui non sa ancora pronunciare ‘ieri’ e ‘domani’, e così se ne è venuto fuori con quella divertente combinazione. Mi è piaciuta subita e mi è sembrata molto adatta a rappresentare il mondo d’oggi e un disco come questo, anche se l’unica canzone vecchia è l’ultima in scaletta, ‘It gets crazy’ ”. Il suono, però… “E’ vero, ricorda un po’ i miei inizi forse perché stavolta non ho scritto seduto alla tastiera ma ho cercato, sostanzialmente, di suonare le canzoni alla chitarra. Avevo 30 brani a disposizione e ho scelto gli 11 che si adattavano meglio a quello che volevo realizzare, un disco estremamente semplice, elementare: anche perché la mia idea iniziale era di distribuirlo solo attraverso Internet. A quelli della Sanctuary però è piaciuto e hanno deciso di pubblicarlo loro. Il 90 % l’ho realizzato in casa, come molti oggi usano fare. Non ho riregistrato nulla, quel che si ascolta nel Cd sono sostanzialmente i miei provini casalinghi. Non ho voluto ricercare suoni grandiosi, questa volta, ho tenuto volontariamente la produzione al minimo. Sono andato in studio giusto per far registrare a Rob Joanisse dei Bran Van 3000 una batteria vera su due tracce, mentre Darryl Jenifer dei Bad Brains ha suonato il basso qua e là. Per il resto mi sono arrangiato da solo, programmando i ritmi alla tastiera”. Una svolta, un cambio di stile? “Non direi. Non credo di aver cambiato il mio modo di scrivere, se non forse nei testi. Penso che chiunque resti fedele allo stile delle sue prime cose, utilizzando le strutture musicali che più riflettono la sua personalità. Qualunque canzone di Bob Dylan suona come una canzone di Bob Dylan, e questo in fondo vale per chiunque faccia musica”.
Certo, però, suonano distanti da “Nexterday” i suoni “radiofonici” e carezzevoli di una ballata come “Drive”, forse il titolo più noto nel repertorio Cars: inopinatamente scelta come commento musicale ad un toccante “spot” sulla carestia in Africa trasmesso dalla Bbc ai tempi del Live Aid e riproposto in occasione del nuovo megaraduno organizzato da sir Bob Geldof in agosto. Come andarono le cose, allora? “Quando decisero di usare la canzone per quel filmato, in Inghilterra, io ne venni informato solo a cose fatte. Nessuno mi aveva chiesto niente…Decisi di lasciarli fare comunque, date le finalità meritevoli della campagna. E poi certo la situazione non danneggiava i Cars, dunque non avevo motivo di lamentarmi. Non potevo dirgli di no, se lo avessi fatto probabilmente mi avrebbero fatto una testa così oppure ricoperto di improperi! Lo stesso discorso vale oggi…Va bene così, anche se non ho mai capito cosa c’entrasse la nostra canzone con la carestia. Forse certe parole del testo, se estrapolate dal loro contesto, potevano avere un senso: ‘Who’s gonna hold you down when you shake’ (‘Chi si cura di te quando stai tremando’)…chissà”. Al primo periodo dei Cars risale invece l’innamoramento per New York, dopo l’apprendistato musicale vissuto a Boston e dintorni: e anche Ocasek sarà della partita, il 29 settembre, per un concerto di beneficenza a sostegno del CBGB’s, lo storico covo newyorkese di punk e new waver che dopo tanti anni rischia lo sfratto dalla sua sede sulla Bowery (vedi News). “Io e i Cars ci arrivammo dopo la prima ondata, qualche anno dopo i Ramones e gli altri”, ricorda. “Una volta a New York avemmo delle grosse difficoltà a trovare un ingaggio e Hilly Kristal, il gestore del locale, fu il primo a credere in noi e a farci suonare. Io vivo tuttora da quelle parti, a meno di dieci isolati di distanza… Il CBGB’s ha sempre tenuto fede alle sue intenzioni originarie, continua ancora oggi a dare una possibilità ai gruppi nuovi che si affacciano sulla scena. Gode tuttora di un’ottima reputazione tra i musicisti e nel panorama culturale di New York rappresenta un luogo di interesse storico, da preservare. Praticamente, dopo la chiusura del Bottom Line, è rimasto l’unico vecchio rock club in città”.
Suonerà per conto suo, perché di rimettere insieme la vecchia band proprio non se ne parla, neppure ora che Ocasek stesso sta confezionando un Dvd antologico intitolato “Unlocked Cars”: “Il lavoro è praticamente finito, si tratta solo di dare gli ultimi tocchi all’editing, di compilare i crediti e di inserire i menù nel supporto. Considerando i tempi di stampa, immagino ci vorranno tra i tre e i sei mesi per vederlo nei negozi. Contiene circa 25 pezzi ripresi dal vivo nelle situazioni più diverse, dai piccoli club alle grandi arene, e molto materiale filmato nei backstage. Credo che racconti i Cars molto meglio e più sinceramente di qualunque altra cosa uscita finora – mi risulta ci sia un concerto su Dvd in circolazione – attraverso una chiave di lettura intima e personale. A me ha riportato alla memoria bei ricordi, ma credo che possa risultare divertente da guardare per tutti e forse per qualcuno risulterà anche sorprendente… Riunirsi? Non mi interessa proprio, specie ora che Ben (Orr, cantante e bassista) non è più tra noi… Sono troppo impegnato col presente per pensare di far rivivere il passato. Oddio, non si può mai dire nella vita. Ma dubito fortemente che possa succedere”. I Cars, intanto, sono diventati una band di riferimento, spesso citata dalle nuove generazioni come fonte di ispirazione. “Weezer, No Doubt, i Killers mi hanno detto di essere stati influenzati da noi, è vero: forse per quei suoni di tastiera, non so. Sono sempre sorpreso di sapere quanta gente ha ascoltato la nostra musica!”. Molti di quei gruppi sono ricorsi a lui anche come produttore, e Ocasek continua a darsi da fare per scovare e portare in studio nuovi talenti: “Per la mia etichetta ho prodotto gli Hong Kong, un giovane quintetto con una cantante solista che a me ricorda una via di mezzo tra gli Abba e i Velvet Underground…Oggi come in passato lavoro sempre con band che mi piacciono e che ritengo artisticamente credibili. I Weezer e i Guided By Voices come Iggy Pop e i Bad Brains. Ricordo che questi ultimi li vidi suonare una sera in un club di Boston. Siccome avevo uno studio di registrazione in città gli chiesi se volevano venire a incidere da me. Dissero di sì e cominciammo il giorno dopo. Gli avevano appena rubato l’amplificazione dal camion e così usarono le mie apparecchiature. Registrammo l’intero album in appena tre giorni. Quelli sì che erano tempi!”.
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