Barry White, il Re Nero della discomusic anni Settanta
Tre Grammy Awards, 106 dischi d’oro e 41 di platino (ai tempi in cui per ottenerli bisognava venderne tanti davvero, e in vinile), oltre 100 milioni di dischi venduti nel mondo: il picco della carriera di Barry White, da solo o con la sua Love Unlimited Orchestra, magari non è durato molto, ma certamente è stato molto produttivo. E pensare che, secondo la leggenda, Barrance Eugene Carter decise di dedicarsi alla musica appena sedicenne, quando – detenuto in carcere per aver rubato dei pneumatici ad alcune Cadillac – gli capitò di ascoltare “It’s now or never” (la versione di Elvis Presley di “’O sole mio”).
E’ del 1973 il suo esordio da solista, è del 1977 l’ultimo piazzamento in classifica: in questo arco di tempo Barry White ha allineato una serie impressionante di hit, tutti caratterizzati dal suo vocione profondo e da una ballabilità romantica che ne fecero il re nero delle discoteche. Se ne andò a causa di un blocco renale il 4 luglio 2003. Aveva 58 anni.
1973: I'm gonna love you just a little more baby
1973: I've got so much to give
1974: Never, never gonna give you up
1974: Rhapsody in White
1975: Can't get enough of your love babe
1975: You're the first the last my everything
1975: What am I gonna do with you
1975: I'll do for you anything you want me to
1976: Let the music play
1976: Don't make me wait too long
1976: You see the trouble with me
1977: I'm qualified to satisfy you
1977: It's ecstasy when you lay down next to me