John Lydon agli ex compagni nei Sex Pistols: ‘Andate affanculo’
I lettori più attenti avranno capito che a togliere il buon umore di John Lydon è - ancora una volta - “Pistol”, la serie di Disney+ diretta da Danny Boyle dedicata al gruppo simbolo del punk britannico che arriverà sulla piattaforma on demand americana a partire dal prossimo 22 maggio. All’ex Johnny Rotten l’operazione proprio non è andata giù, e non ha mancato di farlo sapere, sia per mezzo di una nota ufficiale pubblicata sui canali social del suo progetto post-Pistols, il PIL, sia con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook personale, dove l’artista - causticamente, come da sua prerogativa - lamentava il fatto che la band di “Never Mind the Bollocks” fosse diventata “di proprietà di Topolino”.
A ferire di più il frontman, tuttavia, è stato il fatto di essere tagliato fuori dalla produzione. Mentre gli altri ex Pistols - Steve Jones, Paul Cook e Glen Matlock - sono stati coinvolti nella lavorazione del progetto, Lydon è stato tenuto all’oscuro di tutto. La serie di sei episodi è infatti basata sul libro scritto da Jones “Lonely Boy: Tales from A Sex Pistol”, adattato per il piccolo schermo da Craig Pearce. Intervistato dal Sun, Lydon ha espresso tutto il suo disappunto per essere stato tagliato fuori dai suoi ex compagni di band.
“Tagliarmi fuori dalla produzione è stata una mossa estremamente stupida, ridicola e assurda”, ha dichiarato l’artista: “Per quello che mi riguarda [Jones, Cook e Matlock] possono andare affanculo. Ho cercato di aiutarli per tantissimi anni, sapendo che sono solo dei rami secchi. Nessuno di quei cazzoni avrebbe avuto una carriera senza di me. Non hanno fatto nulla prima [dei Sex Pistols], né dopo”.
“Non voglio davvero guardarla [la serie], ma mi toccherà controllare [il contenuto]”, ha proseguito il cantante: “Non ne ho visto nemmeno un secondo, né mi è stato dato uno straccio di copione. Sono stato completamente ostracizzato. Venire ignorari in modo così scortese è inaccettabile. Se avessero voluto raccontare le cose come sono andate davvero, mi avrebbero coinvolto. Invece hanno passato tre anni buoni a lavorare a questo progetto senza coinvolgermi in nessun modo. Io, per come sono, non sarei mai riuscito a fare una cosa del genere. L’assurdo assunto che io sarei stato negativo fin dall’inizio [nei confronti del progetto] è ridicolo di per sé. Tutte quelle canzoni le ho scritte io. Io ne ero l’immagine. E mio è il nome che usano per promuoverla [la serie]”.
Una controversia relativa all’utilizzo dei brani del gruppo nella serie era già finita davanti a una corte la scorsa estate. Dalla vertenza Lydon, che ovviamente aveva tentato di impedire che il catalogo dei Pistols diventasse la colonna sonora del lavoro, era uscito sconfitto in virtù di un accordo stipulato tra i membri del gruppo nel 1988, secondo il quale le decisioni relative alla gestione degli interessi della formazione sarebbero state prese in base all’orientamento della maggioranza degli elementi della disciolta band.