Queen, Roger Taylor ancora in difesa di 'Bohemian Rhapsody’: ‘È un film, non un documentario’

Il batterista della band un tempo guidata da Freddie Mercury risponde ad alcune delle critiche rivolte al biopic sulla formazione britannica
Queen, Roger Taylor ancora in difesa di 'Bohemian Rhapsody’: ‘È un film, non un documentario’

Roger Taylor, che già nel 2019 aveva risposto con un duro commento alle critiche mosse contro il biopic sui Queen “Bohemian Rhapsody” al tempo della sua uscita nelle sale cinematografiche, è recentemente tornato a prendere le difese del lungometraggio diretto da Bryan Singer. 

Nonostante il grande successo al botteghino e i quattro premi Oscar vinti, tra cui quello nella categoria “Miglior attore protagonista” a Rami Malek che nella pellicola interpreta il leggendario frontman della band britannica Freddie Mercury, al film è stata da alcuni criticata l’eccessiva licenza poetica presa nel ripercorre i primi quindici anni di carriera del gruppo di “We will rock you” e raccontare parte della storia del suo leader. Nel lungometraggio, per esempio, Freddie svela ai proprio compagni di aver contratto l’AIDS durante le prove per storica performance dei Queen al Live Aid nel 1985. Nella realtà, la malattia è stata diagnosticata al cantante solo un paio di anni dopo. A proposito della scelta di cambiare la sequenza temporale degli eventi della storia reale a favore della sceneggiatura del film, in una recente intervista rilasciata a Classic Rock il batterista della band un tempo guidata da Freddie Mercury - e oggi attivo con Adam Lambert alla voce solista - ha detto: “Il film non romanza la storia vera, solo nei dettagli”. Ha aggiunto:

“È stata un po’ rivista la sequenza temporale. Quando stai girando un film, della dura di circa un centinaio di minuti, devi mettere mano alla cronologia degli eventi per farlo funzionare. La priorità è che il film deve funzionare. Anche i documentari non si attengono fedelmente e in modo assoluto alla sequenza temporale degli eventi, che viene invece asciugata, rivista e ottimizzata per  rendere il progetto efficace. E poi è un fottuto film! Non pretende di essere un documentario”.

Nel corso della chiacchierata, oltre a parlare dell’impatto positivo che ha avuto l’uscita di “Bohemian Rhapsody” sulla fama dei Queen e sulla vendita dei biglietti per i loro concerti con Adam Lambert - che riprenderanno nei prossimi mesi, includendo anche due date in Italia a Bologna il 10 e 11 luglio - Roger Taylor ha, come già riportato, anche parlato delle voci circolate tra il 2010 e il 2015 relative al coinvolgimento del comico e attore Sacha Baron Cohen nel biopic per il ruolo di Freddie Mercury.

“Credo che [Sacha Baron Cohen] sarebbe stato una merda assoluta”, ha spiegato Taylor, che ha aggiunto: “Ho visto i suoi ultimi film e sono giunto alla conclusione che non è un grande attore. Lo vedevo più come un comico sovversivo brillante: ecco, quella sì che è una cosa che gli riesce bene”.

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