La seconda vita degli Oasis, a più di dieci anni dallo scioglimento

Gli organizzatori dei grandi festival internazionali sognano di farli tornare a suonare insieme, anche solo per una sera. La loro storia viene raccontata in film e libri. Intanto i fratelli Gallagher continuano a spadroneggiare anche divisi.
La seconda vita degli Oasis, a più di dieci anni dallo scioglimento

Gli organizzatori dei grandi festival internazionali sognano di farli tornare a suonare insieme, anche solo per una sera. La loro storia viene raccontata in film e libri. Intanto i fratelli Gallagher continuano a spadroneggiare anche da sciolti. È agli Oasis che è dedicata la copertina di questa settimana di "I wanna rock", la playlist che raccoglie le uscite più importanti del genere e che fotografa la generazione rock contemporanea, guardando con rispetto ai grandi del passato mentre cerca le voci e i protagonisti di oggi. 

L'affetto del pubblico nei confronti della band simbolo del britpop non è mai tramontato, in tutti questi anni. Il film "Oasis Knebworth 1996", testimonianza dei due leggendari concerti che nell'estate del '96 videro Noel, Liam e soci esibirsi di fronte a oltre 200 mila spettatori complessivi a Knebworth, ha reso ancora più affascinante il marchio Oasis, invitando il pubblico ad ammirare ancora una volta la grandezza della band, peraltro attraverso le immagini di due concerti che fotografarono il momento d'oro che gli Oasis stavano vivendo dopo il boom del successo mondiale dell'album "(What's the story) Morning glory?".

Noel Gallagher ha rivelato di aver ricevuto pure delle proposte per .trasformare la storia degli Oasis in un musical. I fan che aspettano la reunion da oltre dieci anni, dodici per l'esattezza, tanti quanti ne sono passati da quella furibonda lite nel backstage del Rock en Seine di Parigi che nel 2009 mise la parola fine alla storia del gruppo, si consolano riascoltando ancora una volta hit come "Wonderwall", "Champagne supernova" e "Don't look back in anger", che suonano attualissime, in grado di comptere tanto con quello di band che negli Anni '90 c'erano già - non si sono sciolte e si sono evolute - quanto con quello di gruppi di nuovissima generazione. 

Punta sull'effetto nostalgia anche Bruce Springsteen, che ha appena pubblicato il disco - e il film - delle due esibizioni al Madison Square Garden di New York nel 1979 in occasione dell'evento di beneficenza contro il nucleare voluto da Jackson Browne, Graham Nash, Bonnie Raitt e John Hall, che dopo l'incidente del marzo di quell'anno alla centrale di Three Mile Island, vicino a Harrisburg in Pennsylvania, si erano uniti nel collettivo Muse (Musicians United for Solar Energy) per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'utilizzo dell'energia pulita al posto del nucleare. Le due esibizioni si svolsero in una fase di svolta della carriera di Springsteen: il Boss aveva appena chiuso il tour legato all’album “Darkness on the Edge of Town” – dal quale sono estratte diverse canzoni suonate sul palco del Madison Square Garden – e aveva già cominciato ad incidere il successivo doppio album “The River”, che sarebbe uscito nell'ottobre del 1980 (qui potete ascoltare proprio la title track, all'epoca ancora inedita). Da “Prove It All Night” a "Born to run", passando per “Badlands”, “The Promised Land”, “Sherry Darling”, “Thunder Road”, “Jungleland”, “Rosalita Come Out Tonight”, il disco suona esplosivo. "È uno spettacolo di rock puro dall'inizio alla fine - ha commentato Jon Landau, storico manager di Springsteen - il livello di energia è trascendente e la padronanza dell'arte della musica rock live lascia tutti a bocca aperta".

È in un certo senso nostalgico anche il suono dei Foo Fighters di "Medicine at midnight", il loro ultimo album in studio. Dave Grohl e soci hanno rinunciato in parte al loro sound abituale per andare a recuperare quello del rock Anni '80, mischiando i chitarroni con i sintetizzatori e le tastiere. "È il nostro 'Let's dance'", ha più volte ripetuto il frontman, riferendosi al disco che nell''83 vide David Bowie buttarsi sulla disco music, complice la collaborazione con Nile Rodgers degli Chic. Ne fa parte anche il singolo "Love Dies Young".

Il presente? Si chiama Jack Kays. Classe 1998, il giovane cantautore - originario di Cincinnati, nell'Ohio - è l'ultima scoperta del batterista dei Blink-182 Travis Barker, che suona con lui nel singolo "Outrun myself". La sua musica spazia dall'hip hop all'alternative, passando per il folk. In primo piano ci sono però i testi, nei quali Kays racconta tutto il suo disagio: i problemi mentali, la dipendenza dalle droghe, la voglia di riscatto. Tenetelo d'occhio.

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