Gli Who a Cincinnati, la notte che cambiò il rock

Il 3 dicembre 1979 ebbe luogo una delle peggiori tragedie della storia del rock
Gli Who a Cincinnati, la notte che cambiò il rock

Il 3 dicembre 1979 ebbe luogo una delle peggiori tragedie che, purtroppo, non hanno mancato di funestare il rock nel corso della sua lunga storia. Al Riverfront Coliseum di Cincinnati, negli Stati Uniti, prima di un concerto degli Who persero la vita ben undici persone e altre otto riportarono delle ferite.

Accadde che le 8.000 persone in attesa da ore di poter entrare al luogo del concerto, trascinate dalla frenesia, si accalcarono schiacciandosi mortalmente l’una contro l’altra. La causa che portò alla morte quelle undici persone fu infatti l'asfissia. La più giovane di queste vittime aveva 15 anni, la più vecchia solo 27.

Due anni fa, in occasione del 40esimo anniversario di quella tragedia, il canale televisivo di Cincinnati WCPO, trasmise un documentario curato dalla giornalista Tanya O’Rourke intitolato ‘The Who: The Night That Changed Rock’. Il dirigente della WCPO Mike Canan dichiarò al proposito: "Sono orgoglioso del lavoro del nostro team per commemorare quanti persero la vita quella sera. Sono altrettanto orgoglioso di Tanya e dell'empatia del nostro team per le vittime e per coloro che ne hanno affrontato la perdita e il senso di colpa di questo incidente da 40 anni a questa parte."

Per evitare che la folla perdesse ulteriormente la testa, l’organizzazione non fermò il concerto ma permise allo show di continuare. Alla band inglese non venne comunicato l’accaduto se non alla fine dello spettacolo. Gli Who ne rimasero profondamente scioccati: il cantante Roger Daltrey non voleva sentire ragioni ed era deciso a cancellare il resto del tour, ma il chitarrista Pete Townshend esortò il gruppo ad andare avanti dicendo: "Se non suoniamo domani, non suoneremo mai più". Così il giorno seguente la band si esibì a Buffalo nell’ultimo concerto della branca statunitense del ‘Who Are You’ tour.

Nello speciale televisivo sono incluse interviste a Pete Townshend e Roger Daltrey.

A distanza di tutti questi anni Townshend dichiara: “Ne sono ancora traumatizzato. È una cosa imbarazzante avere nella propria autobiografia undici ragazzi morti a uno dei tuoi concerti. È uno strano, inquietante, pesante carico da trasportare”. E Roger Daltrey aggiunge avvilito: “Quella terribile notte del tre dicembre è diventato uno dei peggiori sogni avuti in vita mia.” Anche il manager della band Bill Curbishley, che prese la decisione di non fermare il quartetto britannico facendo continuare il concerto, è rimasto segnato a vita da quanto accadde quel giorno: “Nonostante tutto, mi sento ancora inadeguato. Non so i ragazzi, ma io ho lasciato parte della mia anima a Cincinnati." Oltre alle testimonianze degli Who il documentario dà voce al ricordo dei familiari delle vittime.

Questa la scaletta di quel concerto:

  1. Substitute

  2. I Can't Explain

  3. Baba O'Riley

  4. The Punk and the Godfather

  5. My Wife

  6. Sister Disco

  7. Behind Blue Eyes

  8. Music Must Change

  9. Drowned

  10. Who Are You

  11. 5:15

  12. Pinball Wizard

  13. See Me, Feel Me

  14. Long Live Rock

  15. My Generation

  16. I Can See for Miles

  17. Sparks

  18. Won't Get Fooled Again

  19. Encore:

  20. Summertime Blues

  21. The Real Me

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