Little Steven e il tour della E Street Band: "San Siro? Vaffanculo, non va abbattuto"

Il cantante, in Italia per presentare "Memoir - La mia odissea fra rock e passioni non corrisposte" ( Il Castello/Chinaski Edizioni), dice la sua sulla sorte dello stadio casa italiana di Bruce Springsteen, e racconta aneddoti sul Boss
Little Steven e il tour della E Street Band: "San Siro? Vaffanculo, non va abbattuto"

"Io non sono una fonte di notizie per la E Street Band, è meglio che aspettiate il libro di Max Weinberg o di Garry Tallent…" Little Steven, di passaggio a Milano per presentare la sua autobiografia, ha messo subito le cose in chiaro: del tour non parla. Lo ha fatto in passato, prima che fosse ufficiale, e si è creata un po' di confusione. I fan di Bruce, che lo hanno seguito con affetto per la città per due giorni, hanno capito che se Springsteen deciderà di riportare la E Street Band in tour lo sapranno direttamente dal Boss.

Però se non è una fonte di notizie, Little Steven è sicuramente un pozzo di aneddoti ed opinioni, anche sul suo collega. Nel corso della nostra intervista (che uscirà in tarda mattinata in versione integrale qua), siamo inevitabilmente finiti a parlare di Italia, e di San Siro - lo stadio in cui la band ha suonato sette volte e che - se non fosse arrivata la pandemia - avrebbe dovuto aprire il tour di "Letter to you". Il commento di Little Steven è spontaneo ed è sui piani di abbattimento dello stadio: 

La band ha una relazione speciale con il paese, soprattutto con San Siro. Dovete proteggerlo, non farlo abbattere: ma poi perché lo vogliono abbattere? per fare più “luxury boxes”? Ma vaffanculo. Se volete farne uno nuovo, fatelo, ma non abbattetelo.

In questo video, Little Steven invece racconta i suoi album della vita, a partire da "The river", l'album che coprudusse con il Boss:

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