Machete: le 8 caratteristiche che deve avere un rapper per entrare nella cantera della crew

Stabber, direttore musicale di “Cantera Machete vol. I”, racconta come sono stati scelti gli emergenti del progetto. E stila 8 qualità imprescindibili per essere notati.
Machete: le 8 caratteristiche che deve avere un rapper per entrare nella cantera della crew

“Cantera Machete vol. I” è come il Leicester che vince la Premier prendendo a pallonate le squadre big del calcio. Sono undici le tracce contenute in questo lavoro che la Machete crew, fondata nel 2010 a Olbia da Salmo, Slait e Hell Raton, ha fortemente voluto per affermare il suo impegno nello sviluppo e la promozione di nuovi talenti. Cantera, termine utilizzato in spagnolo per indicare le scuole giovanili gestite dalle società sportive, incarna perfettamente l’idea di gioco di squadra e il progetto di investire su giovani artisti promettenti, creando per loro uno spazio dedicato nel mercato discografico italiano.

La scelta è ricaduta su 11 veri talenti: Jani, Ince, Gori, Pit, Zoelle, Spika, Alphred locura, Gioac, Sevaram, Rod’s Royce e Digame. I partecipanti sono stati scelti nel corso delle dirette del format di “Cantera Machete”, contest per giovani rapper che è andato in onda sul canale Twitch di Machete da marzo a giugno di quest’anno. Jack the Smoker e Charlie KDM, insieme agli ospiti delle otto puntate (Young Miles, Nitro, Slait, Tredici Pietro, Massimo Pericolo e Hell Raton), hanno ascoltato e valutato, con il supporto della community, i brani degli 80 artisti emergenti selezionati da un totale di circa 10.000 candidati. Ad aggiudicarsi il primo premio in palio è stato Gori, rapper italo-brasiliano classe 1996, ma l’iniziativa non si è conclusa con la nomina del vincitore. Altri 10 individuati come promettenti sono confluiti nel primo volume di questo nuovo progetto.

L’album vede la partecipazione di Stabber come direttore musicale, di Enrico Brun come fonico e, insieme a Marco Vialardi, al mixing e mastering. Proprio a Stabber, artista che ha lavorato con una lunga serie di nomi del mondo rap, pop e cantautorale, abbiamo chiesto quali caratteristiche (non in ordine di importanza) deve avere un rapper emergente per colpire lui, la Machete crew e sognare di entrare nella cantera.

Saper rappare

“Saper rappare è la prima caratteristica che bisogna avere per essere notati e soprattutto per fare rap. Sembra scontato, ma non lo è. È imprescindibile, è la dote più importante. Oggi molti vorrebbero essere rapper, ma non sanno rappare, non fanno rime, non sanno stare sul sample. Per iniziare un vero percorso bisogna sfoggiare tecnica e anche attitudine, cioè avere un proprio linguaggio e immaginario”.

Scrivere testi intriganti

“Quello che si racconta è importante, ma anche come lo si racconta lo è. Perché io mi possa concentrare su quello che dice un rapper, questo deve rappare in modo intrigante, comunicando qualche cosa di altrettanto coinvolgente”.

Osare nelle produzioni

“La scelta della produzione è un altro tassello centrale. C’è chi ama le produzioni standard, chi si trova bene su una base trap: in fin dei conti vale tutto. Ma mettersi alla prova vale di più. Per me fare musica significa anche fare ricerca e chi fa ricerca, osa. Per la mia generazione è sempre stato così: l’obiettivo era uscire dalla propria comfort zone. Chi ci riesce è già un passo avanti”.

Avere rabbia creativa

“Tutto quello che si fa con la fotta, alla fine, ha un esito diverso. Machete, in fondo, nasce così: l’idea alla base era ed è ‘arriviamo e ci prendiamo tutto’. Collaboro con la crew sin dagli inizi, ho visto crescere il loro mondo in tutti gli aspetti, dal più piccolo al più grande. Oggi ci sono artisti considerati grandi, perché fanno numeri importanti con lo streaming, che poi ai live non hanno pubblico. Questo perché bisogna crescere in modo organico, passo dopo passo. Avere una scintilla, avere la fotta, una rabbia creativa, significa possedere qualche cosa in più. Un emergente con questo tipo di energia si vede subito”.

Mostrare una personalità musicale

“Quando abbiamo selezionato le tracce di questo mixtape, ci siamo subito resi conto di come tutti questi ragazzi avessero una loro personalità musicale. In Italia esistono giovani che non sono fotocopie di artisti già affermati. E vanno valorizzati e premiati. Scrivere delle tracce personali che, una volta sentite non fanno dire ‘mi ricorda…’, è un’altra caratteristica per entrare nella nostra cantera”.  

Curare l’immagine

“È importante, ma è un qualche cosa in più. Oggi si confonde l’avere stile nell’immagine con l’essere personaggio. È innegabile: nell’hip hop l’immagine ha sempre avuto un ruolo importante. Penso, per esempio, a come si posero agli inizi il Wu Tang Clan e Busta Rhymes. Avevano un’estetica potentissima, che raccontava e riguardava un contesto. Oggi non è più così, l’immagine rimane importante, ma non deve essere artificiale”.

Lavorare duramente

“Molti miei coetanei sognavano di fare i calciatori. Beh, ma per farlo serve talento, dedizione, allenamento, sacrifici. Oggi i giovani allo stesso modo vogliono diventare dei rapper, come se quest’ultimi fossero i nuovi calciatori. Ma per arrivare in cima, nello sport come nella musica, ci vogliono impegno e sacrificio. Bisogna dirlo a chiare lettere: il duro lavoro paga. Ci sono realtà che basano i loro investimenti sui follower che un artista ha sui social: per me è qualche cosa di inconcepibile. Come è inconcepibile questa corsa smodata alle hit, come se ci fossero formule magiche per realizzarle. Le grandi canzoni non nascono grazie a degli schemi. Con i ragazzi della cantera di Machete ho lavorato duramente: un giorno per ciascuno, per un totale di undici giorni. Ognuno di loro, entrato negli studi della Sony, ha dato tutto. Ma davvero tutto. In quella giornata dedicata a loro, in cui erano seguiti da dei professionisti, viaggiavano a 200. Quello è il modo giusto di lavorare”.

Spaccare sul palco

“Questo è uno dei punti più importanti. Totò diceva ‘la morte è 'a livella’. Anche il palco lo è. Oggi in Italia ci sono artisti importanti che sul palco sono imbarazzanti. Salmo è così forte perché quando sale sul palco nessuno è come lui. Il palco è la verità, non si scappa da lì. Se sei forte dal vivo il tuo livello salirà, se sei scarso prima o poi affonderai. Questo va tenuto a mente anche quando si realizzano le canzoni: i brani, quando si producono, devono essere già pensati per la dimensione live. Primo Brown diceva che tutto dovrebbe essere fatto con una take. Ho bacchettato diversi ragazzi che mi hanno portato dei pezzi registrati e prodotti in un modo che palesemente non poteva essere riportato sul palco. Ho chiesto: scusa, ma quando respiri? Le canzoni devono essere portate nelle esibizioni, se no sono solo costruzioni artificiali”.

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