Salmo: aperta un’inchiesta sul concerto a Olbia. Il governatore della Sardegna: ‘Non autorizzato dalla Regione’

La Procura di Tempio Pausania ha aperto un’inchiesta contro ignoti sullo show gratuito tenuto dal rapper lo scorso venerdì sera. Christian Solinas è intervenuto per rispondere alle dichiarazioni di Fedez
Salmo: aperta un’inchiesta sul concerto a Olbia. Il governatore della Sardegna: ‘Non autorizzato dalla Regione’
Credits: Marina Mazzoli / Concessione in uso a Rockol

Come riportato da diverse testate locali e ripreso dal “Corriere della Sera”, la Procura di Tempio Pausania ha aperto un’inchiesta contro ignoti sul concerto che Salmo ha tenuto lo scorso 13 agosto a Olbia, annunciato pochi giorni prima dal rapper sardo per sostenere la sua regione colpita dagli incendi ma senza indicazioni sul luogo e orario dell'evento.

Lo show ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso che, grazie al passaparola sui social delle informazioni relative al live, si è radunato sotto al palco allestito ai piedi della ruota panoramica del Molo Brin. A causa della quantità di persone e del mancato rispetto delle norme di sicurezza anti-Covid, diverse personalità e artisti italiani hanno detto la loro riguardo alla situazione creatasi durante il live della voce di “90MIN”, che ha successivamente risposto con un post sui social. “Ieri non c’è stata nessuna raccolta fondi, ho messo i soldi di tasca mia per aiutare la Sardegna”, ha scritto Salmo: “Il centro di Olbia è sempre affollato, esattamente come le spiagge. Gli assembramenti creati dalla finale degli europei andavano bene, il mio concerto gratuito no. Ora avete una persona con cui prendervela. Non definitevi artisti se poi non avete le palle di infrangere le regole”.

Tra coloro che sono intervenuti sulla questione, in una serie di storie condivise su Instagram Fedez ha dichiarato: “Sfruttare la nostra condizione di privilegio, aggirare le regole per soddisfare capricci personali. Questo non aiuta nessuno. Avete sputato in faccia a migliaia di onesti lavoratori dello spettacolo”. Ha poi aggiunto: “E mi rivolgo alla regione Sardegna e al sindaco di Olbia. In che modo pensate di rappresentare le persone che hanno scelto di seguire le regole per difendere i lavoratori e la comunità? Come fate a non rendervi conto (o a far finta) che una cosa del genere fatta alle spalle di chi con sacrificio rispetta le regole, nella regione con più alta incidenza di ricoveri legati al Covid, non farà altro che peggiorare le condizione della nostra amata Sardegna”.

In risposta alla voce di “Bella storia” è intervenuto il governatore della Sardegna Christian Solinas che - come riportato da “Il Giornale”, ha affermato: “Non si rimedia ai danni di un incendio appiccandone un altro. Il concerto improvvisato ad Olbia con l'intento, almeno così è stato detto, di sostenere le popolazioni danneggiate dai roghi, potrebbe averne acceso un altro, pandemico, considerata la grande folla di giovani accalcati e privi di protezione”. Solinas, che ha definito il concerto di Salmo "un grave e pericoloso errore”, ha continuato dicendo: “Come è un errore affermare che l'evento è stato autorizzato dalla Regione, come scritto dal cantante Fedez, che ha ingaggiato con il collega un tiro incrociato di accuse e insulti che, pur appassionandomi assai poco mi spinge ad intervenire per chiarire la verità". Il governatore ha successivamente dichiarato: "Quindi l'amico Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, sappia che non ho autorizzato alcun evento”.

Come dichiarato ieri al “Il Fatto Quotidiano” dal vice questore aggiunto e dirigente della Digos di Sassari Luca Franchi, la Questura di Sassari è al lavoro sul materiale raccolto dai suoi agenti relativo al concerto di Salmo. Franchi ha fatto sapere: “Stiamo indagando, l’intera dinamica dei fatti è al vaglio degli inquirenti, sia dal punto di vista amministrativo che penale”. Ha aggiunto: “Anche noi non abbiamo saputo niente del concerto fino all’ultimo, circolavano delle voci ma niente di più. Appena abbiamo intuito indicazioni più precise i nostri uomini hanno preso servizio sul posto, sia in divisa che in borghese: non c’erano le condizioni per sgomberare in sicurezza tutti quei giovani, contando che oltretutto tra loro c’erano anche minorenni. Per questo ci siamo limitati a documentare tutto quanto stava avvenendo: ora quel materiale è al vaglio e nei prossimi giorni verrano resi noti gli esiti di queste verifiche. Se ci sono responsabilità, nessuno resterà impunito”.

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