Affinità e divergenze fra Robert Plant e Jack White

Il rapporto dell'ex cantante dei Led Zeppelin con il musicista statunitense
Affinità e divergenze fra Robert Plant e Jack White

Nel giugno del 1999 i White Stripes hanno pubblicato il primo dei loro sei album, dal titolo "The White Stripes". Il secondo brano della tracklist è una cover di Robert Johnson, "Stop Breaking Down". Più di qualcuno, ascoltando Jack White e Meg White, può avere mandato il pensiero ai Led Zeppelin. Anche lo stesso Jack White si rese conto che era innegabile un certo legame tra la sua band e quelle leggende del rock che chiusero bottega nel 1980 all'indomani della morte del batterista John Bonham.

Nel volume di Barney Hoskyns 'Led Zeppelin: The Oral History of the World’s Greatest Rock Band' Jack White ha infatti dichiarato: "Per quanto riguarda la scrittura delle canzoni, io vengo dagli stessi posti di Jimmy [Page] e Robert [Plant]. Robert Johnson, Tommy Johnson, Blind Willie McTell. Ci siamo nutriti nella stessa mangiatoia".

Il cantante dei Led Zeppelin Robert Plant, nei decenni, ha ascoltato diversi imitatori della sua band.

Alla fine degli anni Ottanta si è anche divertito a scherzare i gruppi hair-metal come i Whitesnake, Plant prendeva in giro il cantante David Coverdale chiamandolo 'David Cover-version'. Più che altro trovava le rock band di quel periodo troppo stereotipate per poterle prendere davvero sul serio.

Plant comunque non ha mai bocciato i White Stripes, al contrario. Parlando sempre con Hoskyns per la storia degli Zeppelin, ha riconosciuto che Jack White e la sua compagna di band non erano affatto male: "Quel suono non si sente nel mondo contemporaneo, nella terra dei bedsit-college, dal 1970." Plant ha inoltre ricordato di avere avuto la stessa reazione di molti fan degli Zep. "La sua improvvisa ricomparsa attraverso i White Stripes è stata una cosa del tipo, 'Ehi, cos'è quella roba?'" Nonostante Jack White non fosse stato del tutto carino nei suoi confronti, riferendosi a Robert Plant disse che il cantante fosse la cosa che "mi piaceva meno" dei Led Zeppelin.

Sempre nel libro di Hoskyns, Plant a questo proposito commentò, "Penso, beh, va bene, ragazzo, ma se dovessi suonare "In My Time of Dying", ascolta il maestro. O anche "Jesus Gonna Make Up My Dying Bed" del 1930. Te lo dico, non c'è Blind Willie Johnson lì." Detto questo, White e Plant si rispettano molto. In un messaggio su Facebook del 2014, Plant scrisse che gli sarebbe piaciuto registrare un singolo insieme a White. "Adoro lo spirito da bucaniere di Jack White e il modo in cui si scansa attraverso gli orizzonti musicali".



L'anno successivo a quel messaggio affidato ai social network, sul palco del Lollapalooza 2015, i due ricrearono in parte l'energia che faceva grandi i Led Zeppelin, durante un'esibizione di White e della sua band, Robert Plant li raggiunse per cantare "The Lemon Song", canzone inclusa nel loro secondo album uscito nel 1969. Finita la performance Jack White si avvicinò al microfono e disse: "Sapete chi era? Non ve lo dirò." Plant salutò sorridendo: “The Jack Black and Salmon!”.
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