L'ultimo concerto dei Talking Heads? Il loro peggiore di sempre

La band capitanata da David Byrne si esibì dal vivo per l'ultima volta in concerto nel febbraio 1984
L'ultimo concerto dei Talking Heads? Il loro peggiore di sempre

La storia dei Talking Heads è iniziata a New York nel 1974 e si è conclusa tre lustri abbondanti più tardi nel 1991. L'epopea del gruppo - composto da David Byrne, Tina Weymouth, Chris Frantz e Jerry Harrison – si è snodata lungo otto album in studio e centinaia di concerti, dal forte impatto emotivo. O almeno la gran parte di questi, di certo non il loro ultimo che, a detta di alcuni membri del quartetto, è stato il loro peggiore di sempre.



L'ultimo concerto dei Talking Heads (lasciamo in un angolo l'esibizione – tre brani, "Psycho Killer", "Life During Wartime" e "Burning Down the House" - del 18 marzo 2002 a New York alla cerimonia di inclusione del gruppo nella Rock and Roll Hall of Fame) si è tenuto il 6 febbraio 1984 al Queen Elizabeth II Park di Christchurch, in Nuova Zelanda, nell'ambito dello Sweetwaters South Festival.

Secondo quanto riportato dal sito setlist.com la band suonò solo dodici canzoni e portò a termine il live con molta fatica come ha avuto modo di raccontare lo scorso anno il batterista Chris Frantz al Pittsburgh Post-Gazette: "David lasciò il palco a metà del set, sono dovuto andare a prenderlo e praticamente a trascinarlo di nuovo sul palco. La sua scusa per essersene andato era che era 'stufo di suonare per persone che avevano i piedi nel fango'. Non era nemmeno una giornata particolarmente fangosa. Potrebbe esserci stato del fango davanti al palco. Semplicemente non voleva più stare con la band." .

In un'intervista del 2011 rilasciata al quotidiano britannico The Guardian, la bassista Tina Weymouth si spinse a definire quella performance il loro "concerto in assoluto peggiore di sempre", ricordando come il pubblico si mise a fischiare e a lanciare roba sul palco dopo che Byrne aveva parlato con un paio di ragazze che stavano protestando a favore del movimento Maori per i diritti degli indigeni della Nuova Zelanda.

"Era stato tutto già abbastanza difficile. Comunque sia, siamo finalmente saliti sul palco, ma dopo cinque canzoni David Byrne se ne andò e si rifiutò di tornare. Disse, 'Non suonerò per un gruppo di persone che ballano nel fango'. Vai a capire. David da quando diventò una grande star aveva molti attacchi di rabbia. Non riusciva a controllarli, la fama e l'essere la primadonna lo avevano semplicemente travolto".

La band aveva organizzato una "grande festa" per il dopo concerto, ma David Byrne non si fece vedere. La Weymouth a tal proposito commentò: "Fu una cosa davvero triste, la gente si ubriacava in un angolo. Il tour non si concluse con il botto, ma con un piagnisteo. È stato terribile che tutto ciò a cui avevamo lavorato finisse in quel modo". Chris Frantz al New York Post ricordò lo stato d'animo di quella sera: "Fu una festa triste. Tutti avevano ricevuto il messaggio." Nonostante l'imbarazzante conclusione del loro ultimo concerto, i Talking Heads pubblicarono ancora tre album in studio: "Little Creatures" nel 1985, "True Stories" nel 1986 e "Naked" nel 1988.

Nel libro di memorie 'Remain in Love', pubblicato da Chris Frantz lo scorso anno, la fine della band viene descritta come lenta e dolorosa, con David Byrne che si allontana sempre più dai suoi compagni di gruppo.

Il frontman di natali scozzesi, addirittura, annunciò lo scioglimento dei Talking Heads prima a un giornalista che non ai suoi compagni. Scrive Frantz, "smise di rispondere alle telefonate e si chiusero tutte le vie di comunicazione con lui. Tina provò a chiamare il suo ufficio, la sua segretaria disse che era fuori città, anche se sapevamo che non lo fosse e Tina sentì chiaramente la sua voce in sottofondo." Nel volume Frantz scrive inoltre che il leader dei Talking Heads licenziò il manager della band Gary Kurfirst "dopo aver molto insistito che avrebbe dovuto gestire solo lui e lasciare noi".

Dopo di allora David Byrne – che oggi compie 69 anni - sviluppò una carriera solista.

Jerry Harrison si dedicò alla produzione (tra gli altri, ha lavorato con Live, Crash Test Dummies e No Doubt). Frantz e Weymouth, che sono marito e moglie, continuarono con i Tom Tom Club. Nel suo libro Chris Frantz riporta ancora: "Io e Tina dovevamo fare qualcosa. Sapete cosa abbiamo fatto? Abbiamo messo in piedi un grande studio di registrazione tutto nostro e abbiamo ricominciato a fare e produrre dischi. Abbiamo trascorso più tempo con la nostra famiglia e con gli amici. Siamo stati più attivi all'interno della nostra comunità. Nel 1990, come Tom Tom Club abbiamo fatto un tour con Jerry Harrison, Debbie Harry e i Ramones l'Escape From New York tour in tutto il Nord America. Perry Farrell dei Jane's Addiction vide una tappa del tour al Greek Theatre di Los Angeles e poi disse che quello gli aveva dato l'idea per creare il Lollapalooza.".

Nei trenta anni trascorsi dallo scioglimento dei Talking Heads i fan del gruppo si sono augurati, a più riprese, una reunion della loro band preferita, ma David Byrne da quell'orecchio proprio non ci ha mai sentito. In una intervista con Rolling Stone, nel 2018, ribadì chiaramente: "Vedo cosa accade agli altri quando fanno le loro reunion. Che poi si trasformano in una seconda reunion e poi in una terza. Per qualcuno come i Pixies, è diverso: ora stanno avendo il pubblico che si meritavano secoli fa. Ma molti di loro, sembra che non abbiano niente di nuovo da dire, e allora penso, 'Ok, questo è solo una sorta di esercizio nostalgico.' E a me non interessa."

Setlist ultimo concerto:

Psycho Killer

Heaven

Thank You for Sending Me an Angel

Found a Job

Slippery People

Cities

Burning Down the House

Making Flippy Floppy

Swamp

What a Day That Was

This Must Be the Place (Naive Melody)

Encore:

Genius of Love (cover dei Tom Tom Club)

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