Pooh, "Tanta voglia di lei" compie 50 anni 

Domani su Rockol le videointerviste a Roby Facchinetti, compositore della canzone, e Giancarlo Lucariello, produttore del disco
Pooh, "Tanta voglia di lei" compie 50 anni 

Usciva il 28 aprile 1971 "Tanta voglia di lei", il 45 giri con la canzone di Roby Facchinetti e Valerio Negrini che aprì la strada al successo pluridecennale dei Pooh.
Domani alle 10 del mattino Rockol pubblicherà una videointervista a Roby Facchinetti, che della canzone scrisse la musica, e a Giancarlo Lucariello, artefice, come produttore, del successo del gruppo.

Qui, intanto, la storia di come si arrivò alla stesura definitiva del brano.

Giancarlo Lucariello:

La nascita di "Tanta voglia di lei" avvenne con un parto piuttosto travagliato.

La melodia era a posto, ma il primo testo non ci convinceva - e "Meno male" non era nemmeno la prima versione, ce n'erano già state altre, una intitolata "Tutto il tempo che vorrai". Valerio Negrini non ne veniva a capo. Eravamo in difficoltà. Il provino oggi incluso nel box, cantato da Dodi Battaglia, fu registrato all'inizio del 1971 negli studi della Milano Recording, con Gualtiero Berlinghini. Ne fu fatta una lacca, che portai a far sentire in CGD. Il testo non convinceva nemmeno Franco Crepax, che propose di far intervenire Daniele Pace, paroliere "di casa", che produsse un testo intitolato "La mia croce è lei" - titolo terribile e testo improponibile. Oltretutto Crepax voleva che il lato A del 45 giri fosse "Tutto alle tre" - fui io a oppormi fermamente. Poi Valerio scrisse quello che sarebbe diventato il testo definitivo, "Tanta voglia di lei", e il 45 giri andò primo in classifica, dando il via al grande successo dei Pooh.
Dopo un trasloco, rimettendo a posto un po' di vecchie cose, tempo fa mi ricapitò fra le mani quella lacca, che ad ogni buon conto feci trasferire in digitale. E adesso tutti possono ascoltare il provino di quella che poi è diventata "Tanta voglia di lei".

Roby Facchinetti:

Lucariello aveva deciso di fare produzioni di questo tipo, cercava un suono pieno, sinfonico - per noi inizialmente, data la nostra provenienza dal beat, fu un tentativo dal quale non sapevamo bene cosa aspettarci.

Però avevamo già inciso dei brani insaporiti da un'orchestra, e Giancarlo aveva intuito che nel nostro modo di avvicinarci alla melodia italiana c'era una chiave moderna. Penso che ciò che ci permise di distinguerci da altri gruppi italiani, che si ritrovarono invece a subire l'orchestra più che usarla, fu il fatto che nella nostra musica riuscivamo a far sentire anche la forza del gruppo, come avrebbero dimostrato dopo album come 'Alessandra' e 'Parsifal'. Così, davanti al successo di 'Tanta voglia di lei', tutti noi capimmo che dopo i primi anni più in sordina durante i quali avevamo cercato la nostra strada, l'avevamo finalmente trovata, e quel tipo di approccio ci avrebbe permesso di esplodere a livello di personalità. In tutto questo devo ringraziare il Maestro Franco Monaldi che è stato uno dei più grandi arrangiatori per orchestra, con il suo modo particolare di mescolare gli strumenti negli arrangiamenti e la sua grande sensibilità.

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