Selton, il nuovo album realizzato tra il Brasile e l’Italia: “Un invito a un modo di vedere il mondo”

La formazione brasiliana ma di stanza a Milano racconta a Rockol il suo nuovo disco, che include - tra le altre cose - le collaborazioni con Willie Peyote, Priestess e Margherita Vicario.
Selton, il nuovo album realizzato tra il Brasile e l’Italia: “Un invito a un modo di vedere il mondo”

Sono passati quasi quattro anni da quando i Selton hanno pubblicato il loro quinto album in studio, “Manifesto tropicale”. Dopo il disco del 2017 la formazione brasiliana ma di stanza a Milano ha intrapreso una serie di concerti che l’ha vista portare la sua musica in tutta Italia per un paio d’anni ed esibirsi - tra le altre cose - alla tappa del Jova Beach Party di Jovanotti al Lido di Fermo nell’agosto del 2019. A un certo punto, però, la band formata da Ramiro, Daniel ed Eduardo si è fermata e ha deciso di dedicarsi alla realizzazione di un nuovo disco, registrandolo tra il Brasile e l’Italia e con la collaborazione di diversi artisti per “provare a mettersi in gioco” e lavorare in modo diverso rispetto al passato.

.I Selton hanno così realizzato “Benvenuti”, la loro nuova prova sulla lunga distanza uscita il 16 aprile 2021.

Un album realizzato tra il Brasile e l’Italia, che ha coinvolto anche altri artisti

“Sono successe tante cose da quando è uscito ‘Manifesto tropicale’. Abbiamo suonato tanto in giro, abbiamo intrapreso diversi tour, abbiamo girato veramente parecchio fino al punto in cui ci siamo fermati e abbiamo detto: ‘Ok, adesso iniziamo a pensare al prossimo disco’”, ha spiegato Ramiro a Rockol durante una conversazione via Zoom con i suoi compagni di band, in collegamento da Casa Selton, una sorta di quartier generale del gruppo a Milano. Ha aggiunto: “‘Benvvenuti’ è stato un disco che ha avuto un processo particolarmente lungo proprio perché noi di partenza abbiamo voluto farlo in modo diverso. Quindi di base c’era un’idea di farci produrre da altre persone e collaborare con tante altre persone. Siamo anche andati in Brasile a fare parte del disco”.

Per il loro nuovo album i Selton sono volati fino in Brasile per lavorare insieme al produttore brasiliano Guilherme Kastrup, invitando a seguirli Priestess e Willie Peyote, con cui hanno collaborato rispettivamente alla cover di “Estate” di Bruno Martino e “Fammi Scrollare” con Emicida - tracce di “Benvenuti” pubblicate come singoli nel 2020 dopo il brano “Pasolini” dell’anno precedente.

Il trio ha, inoltre, coinvolto alla realizzazione di “Benvenuti” strumentisti brasiliani, il gruppo Bixiga 70, che Ramiro Levy ha descritto come “una specie di Calibro 35 brasiliani”, il produttore italiano Ceri e Tommaso Colliva, già al lavoro sui precedenti quattro album in studio del gruppo. Al disco hanno collaborato anche, tra gli altri, Dente e Rodrigo D’Erasmo, che ha contribuito con la parte di violino in  “Vieni a dormire da me”, quarta traccia del nuovo “Benvenuti”. Con Margherita Vicario, invece, la band ha registrato il brano “Karma sutra”, pubblicato dopo “Sigaretta in mano a Dio” e offerto come ultima anticipazione del nuovo album dei Selton che hanno descritto la traccia come “un esempio di un processo totalmente collaborativo: noi avevamo un’idea e abbiamo chiesto a Margherita di provare a scrivere la parte della ragazza della storia della canzone”.

Per questo nuovo disco, ‘Benvenuti, abbiamo voluto provare a fare qualcosa di nuovo per noi stessi, ovvero sperimentare e provare a collaborare con altre persone, ma non solo produttori ma anche provare a scrivere con altri musicisti. Quindi abbiamo fatto tantissime session di scrittura, abbiamo provato a collaborare noi su pezzi di altri e altri hanno collaborato con noi su nostri pezzi”, ha raccontato Daniel a proposito della scelta dei Selton di realizzare il disco con altri artisti. 

Lo sguardo di benvenuto dei Selton 

I componenti della band originaria di Porto Alegre vivono in Italia da più di dieci anni e con “Benvenuti”, ha spiegato il gruppo, vogliono in un certo senso “dare il benvenuto” alla penisola italiana in cui hanno scelto di vivere e trasmettere un messaggio di inclusione. Proprio un passaggio della title track del disco recita: “Tutti benvenuti a casa mia”. 

 “Nel corso di questo lungo percorso di più di dieci anni - vivendo in Italia - l’Italia è in qualche modo entrata in noi e forse siamo noi che stiamo dando il benvenuto a questo paese che abbiamo scelto e che ci ha accolti”, ha narrato Daniel: “E dall’altra parte è anche un invito a un modo di vedere il mondo. Avere questo sguardo di benvenuto perché, sempre citando la nostra canzone, ‘il mondo è uno’, quindi dobbiamo trovare un modo di convivere”. Quest’idea è racchiusa anche all’interno del significato dietro al titolo del disco ed è veicolata come messaggio all’interno delle canzoni di “Benvenuti”. 

“Il disco, in realtà, è partito da questa idea: prima di avere le canzoni noi sapevamo che volevamo fare un disco che si intitolasse ‘Benvenuti’”, ha spiegato Eduardo: “È una parola che a noi piace molto, perché è molto versatile: può essere una cosa innocua che leggi sullo zerbino all’ingresso di un’abitazione o può essere la cosa che dici quando qualcuno arriva a casa tua, ma può essere anche scritta su un palazzo gigantesco e diventare politica e fare paura.

È una parola molto interessante”. Gli ha fatto eco poi Ramiro: “Ci piaceva parlare di questa reciprocità: non c’è un vero incontro se entrambe le parti non sono aperte. Noi ci rendiamo conto che, nonostante siano dieci anni che viviamo qua, il processo di integrazione e di apertura verso il posto dove sei è comunque faticoso, è lungo perché - come anche nel processo del disco abbiamo sentito - hai sempre un po’ paura di perdere quello che sei”. Ha continuato: “Però, dal momento in cui inizi a capire chi sei aprendoti, semplicemente, scopri delle altre cose su di te. E cresci perché alla fine .l’identità è una cosa costantemente in evoluzione, come la cultura. E’ un po’ questo il messaggio di questo disco.”

L’"estetica brasiliana, però contemporanea” di “Benvenuti”

Con il precedente “Manifesto tropicale” i Selton avevano trovato la loro dimensione, fissando la propria cifra stilistica tra sonorità etno ed elettroniche con un po’ di pop e passaggi di bossa nova, e presentando sia canzoni cantante in italiano che in altre lingue. “Benvenuti”, invece, è frutto di una “ricerca di un’estetica brasiliana, però contemporanea”, come ha detto Daniel, oltre che dal desiderio di “provare a scrivere in italiano”, come a voler tracciare una linea di unione fra il paese d’origine della band e quello in cui ha scelto di vivere e portare avanti la propria carriera.

Di base c’è stata una ricerca di un’estetica brasiliana, però contemporanea. Con il fatto che abbiamo scritto il disco in italiano ci sembrava che musicalmente non volevamo fare una cosa strettamente italiana perché altrimenti sarebbe stato poco interessante per noi”, ha raccontato Daniel. Ha aggiunto: “L’obiettivo è stato un po’ questo: provare a scrivere in italiano però con sonorità che non appartenessero all’Italia. Però, anziché andare a cercare il Brasile della bossa nova o il Brasile più conosciuto, abbiamo provato a capire cosa stava succedendo in Brasile oggi, a livello estetico. Così abbiamo scoperto il produttore Guilherme Kastrup”. 

Gli ascolti dei Selton

Per costruire l’ambiente sonoro del suo nuovo album, i ragazzi di Porto Alegre hanno colto spunti da diversi artisti, come Sufjan Stevens, Beck o i Beastie Boys. “Per questo disco abbiamo ascoltato molto Sufjan Stevens, ha fatto delle cose che ci sono rimaste molto impresse. C’è un linguaggio un po’ anni ’90 in questo disco che abbiamo riscoperto come Beck, Beastie Boys”, hanno raccontato i Selton. Hanno aggiunto: “Poi ci sono riferimenti che sono molto personali, ognuno di noi ha un po’ un mondo che prova ad apportare alla band. Ognuno di noi un po’ porta i propri riferimenti".

La formazione di origine brasiliana, che ha iniziato suonando cover bossanoveggianti dei Beatles a Parc Guell a Barcellona prima di esordire sul mercato del disco con “Banana à milanesa” nel 2008, come sue principali influenze ha indicato proprio i Fab Four, insieme a Devendra Banhart e ad artisti quali Caetano Veloso e Gilberto Gil. I Selton, però, si sono detti anche attenti alle novità: "Sicuramente i Beatles e Caetano Veloso sono la base delle nostre influenze. Anche Gilberto Gil e Devendra Banhart", ha detto il gruppo. Ramiro ha poi narrato: "La verità è che a noi piace ascoltare anche tantissime cose nuove, quindi i Vampire Weekend da quando sono nati sono un forte punto di riferimento. I Dirty Projectorsci negli ultimi anni ci hanno sconvolto parecchio".

A proposito delle influenze di cantautori italiani della band, che nel suo primo album "Banana à milanesa" del 2008, ha ripreso in portoghese alcuni brani di Enzo Jannacci e Cochi & Renato, Eduardo ha raccontato: “Siamo partiti traducendo i pezzi di Enzo Jannacci, per cui lui è stato il primo riferimento per noi. Oltre alla musica degli artisti italiani che arrivava in Brasile quando eravamo bambini, come Laura Pausini o Eros Ramazzotti, che riconoscevamo come la musica italiana, Jannacci è stato una sorpresa quando lo abbiamo scoperto. Poi piano piano abbiamo scoperto Battisti, Dalla e poi Daniele Silvestri - che abbiamo anche conosciuto e abbiamo suonato con lui”. Il gruppo, che si è esibito con il cantautore romano durante il Premio Tenco a Sanremo nel 2012, ha poi fatto sapere: “Anche Dente stesso, ci ha influenzato. Ci ha dato lui stesso una mano quando abbiamo iniziato a scrivere in italiano, oltre a lavorare con noi ai nostri primi dischi. Da lui abbiamo imparato tanto”.

Dopo “Benvenuti”

Per noi ‘Benvenuti’ è un po’ un esperimento, un invito: è un punto di partenza per guardare il disco e il nostro mondo. Quello che vogliamo fare quest’anno sono tante azioni diverse che ci permettano di raccontare questo esperimento, questa sorta di invito e l’album è una parte fondamentale”, hanno narrato a Rockol parlando dei loro progetti futuri i Selton, attualmente protagonisti con la loro musica anche della sitcom “Benvenuti a casa mia”, scritta da loro e diretta da Francesco Mandelli. 

Ecco la copertina di "Benvenuti":

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