Manuel Agnelli: “Mi avevano chiesto di essere in gara al Festival, è giusto che ci siano i Maneskin”

Intervista alla band e al leader degli Afterhours, che stasera duetteranno sui CCCP: “Le polemiche sui teatri? Possono essere sanificati in modo più sicuro delle scuole, giusto dare spazio alla cultura popolare”
Manuel Agnelli: “Mi avevano chiesto di essere in gara al Festival, è giusto che ci siano i Maneskin”

“Avete spaccato!”. Quando intervistiamo via zoom i Maneskin e Manuel Agnelli, il cantante è appena arrivato a Sanremo e rincontra la band dopo le prime prove: la chimica è evidente dall’esordio, in cui si complimenta per la performance della band - uno dei più convincenti della prima serata. Questa sera saliranno sul palco dell'Ariston assieme, per cantare i CCCP di “Amandoti”, e promettono un “tango-punk”. È una reunion, dopo che Agnelli aveva seguito i Maneskin come giudice fino alla finale di X Factor del 2017.
Si parte dalla genesi della scelta della cover, ma si finisce a parlare della polemica sulla presunta somiglianza di “Zitti e buoni” con un altro brano (“Assurda”, dice la band), dei teatri chiusi (“Sono sicuri quanto le scuole”). E si finisce col parlare del rapporto di Manuel con Sanremo: rivela di essere stato contattato più volte per essere in gara, ma esclude di ripetere l’esperienza degli Afterhours del 2009: “È giusto che ci siano i Maneskin” 

Come è nata questa collaborazione?
Victoria: Noi abbiamo chiamato il grande Manuel: dal nostro percorso a X Factor abbiamo sempre avuto questa idea perché sapevamo sarebbe stata una figata. Con la scelta del brano, abbiamo pensato potesse essere l’occasione perfetta. E lui ha accettato.

Chi ha scelto la canzone?
Manuel: L’hanno scelta loro. Ho pensato che fosse una buona occasione per fare una cosa assieme dopo X Factor. È un brano importante: portare i CCCP a Sanremo è una scelta coraggiosa. È bello riunirsi e fare un po’ di rock ’n’ roll a Sanremo. C’era tutto il necessario per fare una cosa bella assieme: dopo le prove, posso dire che il pezzo spacca e faremo il culo a tutti.

La canzone è stata riarrangiata?
Maneskin
: Abbiamo cercato di dare la nostra impronta, pur rispettando l’originale, che è un brano storico. Tradizione e innovazione come dicono i cuochi... 
Manuel: Hanno mantenuto quella parte di tango che è fondamentale. Ne è venuta fuori una sorta di tango punk che credo sia personale e originale. È il modo migliore, con le cover: farle proprie, se no si fanno i compitini da cover band. È stato molto stimolante.

I CCCP sono un gruppo della generazione di Manuel, non di quella dei Maneskin. Li conoscevate?
Certo. Li conoscevamo e poi con questa scelta ci siamo documentati. E' vero, suonavano quando neanche eravamo nati, ma ci siamo informati sui gruppi fondamentali del rock in Italia.

Manuel, ne hai parlato con Giovanni Lindo Ferretti o qualcuno degli ex CCCP?
Manuel: 
No: credo che sia un’occasione molto bella, ma anche una cosa fatta in completa libertà, comunque non un tributo. Non mi sono sentito in dovere di farlo. Se il pezzo piacerà loro, ne sarò molto orgoglioso, ma al di là del pezzo in sé penso che a Ferretti possa piacere finire a Sanremo.

Pubblicherete questa versione della canzone?
Maneskin
: Non ci abbiamo pensato, onestamente. Se avessimo il tempo di registrarla: manca quello…

Manuel, torni a Sanremo a due anni dalla collaborazione con Daniele Silvestri per "Argento vivo"e a 12 dalla gara con gli Afterhours del 2009. Che effetto ti fa questo palco?
Manuel: Credo che in un anno così particolare diventi ancora più significativo fare una cosa di questi genere, arricchisce l’occasione.

Il palco me lo ricordo come una specie di incubo a cui ormai mi sono abituato: le prove me le sono vissute tranquillamente. È stata una bella idea mettere l’orchestra in quella posizione: sembrano quasi un pubblico e non c’è la tristezza della platea vuota, sembra di suonare per qualcuno. .
Se sono qua, è perché credo sia giusto fare il Festival e necessario esserci, anche tra mille problemi dare dei segnali e distrarre le persone. In un periodo come questo è meglio esserci che scomparire.

Hai seguito le polemiche sul Festival?
Manuel: Tutte le polemiche, secondo me, sono frutto di una rabbia e una frustrazione comprensibile. È vero che ci sono delle discriminanti tra teatri e posti che invece rimangono aperti, scuole comprese. Un teatro può essere sanificato e contingentato in modo molto più sicuro di altri. Le aule a scuola vengono sanificate, ma per raggiungerle devi prendere treni e autobus, posti dove ci sono assembramenti. Dispiace vedere che c’è una parte della cultura, quella popolare, che viene considerata superflua. Sono contento che si faccia Sanremo, e che ci sia una parte di cultura popolare, che è quella che sta tenendo in alto i cuori

Tu sei stato in gara con gli Afterhours. Ci torneresti o ti è bastata quell’esperienza?
Me lo stanno chiedendo da tempo, anche quest’anno me l’hanno chiesto. Non ci verrò, in gara: l'ho fatto una volta perché avevamo un progetto da presentare, e sono contento di averlo fatto. Ma venire in gara per presentare un mio pezzo… Non lo so. Non è sbagliato, eh. Sono qui con i Maneskin, io ho un percorso molto lungo, loro hanno un percorso futuro molto lungo. E' giusto che loro vengano in gara, è un po’ meno sensato che ci venga io.

Maneskin, ieri è nata una polemica sulla somiglianza tra la vostra canzone e una degli Anthony Lazlo, poi smentita da una perizia fatta a tempo di recor dalla vosta casa discografica, la Sony. Ma voi cosa ne pensate?
Victoria: È una polemica sterile, non c’è molto di cui parlare. Noi siamo concentrati sul fare la nostra musica, per noi questa cosa è assurda. Ora poi è uscita anche una perizia. Noi vogliamo suonare

Conoscevate la canzone e la band?
Senza mancare di rispetto a nessuno: onestamente no.

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