La storia deI successo del vino rosso degli UB40 (e di Neil Diamond)

Nel 1983 la reggae band britannica pubblica "Red Red Wine" e sbanca la classifica di vendita.

"Red Red Wine" Neil Diamond la scrisse nel 1967, venne inclusa nel suo secondo album, "Just for You". La storia di un uomo che trova conforto per le sue pene bevendo del vino rosso ('Red, red wine goes to my head/Makes me forget that I still need her so/Red, red wine, it's up to you/All I can do I've done) non riscuote grande successo, il cantautore newyorkese riesce a raggiungere la 62esima posizione della classifica dei singoli nell'aprile 1968. L'album non avrà migliore fortuna e non supererà l'80esimo posto.

La canzone però è buona. Anzi, qualcosa di più di buona. L'anno seguente viene ripresa dal cantante degli olandesi Tee-Set, Peter Tetteroo, e nella sua versione, in patria, conquista il sesto posto della classifica. Passa ancora un anno e nel 1969 a interpretare "Red Red Wine" in 'reggae version' ci pensa il cantante di origine giamaicana, ma di stanza in Gran Bretagna, Tony Tribe che, senza strafare, riesce ad occupare la casella numero quarantasei della chart britannica, prima di morire tragicamente in un incidente automobilistico nel 1970.

Chissà se a Birmingham un ragazzino di dieci anni di nome Alistair Campbell ebbe occasione di ascoltare Tony Tribe? E chissà se avrebbe mai pensato che quella canzone poco più di dieci anni più tardi, nel 1983, gli avrebbe cambiato la vita e l'avrebbe cambiata anche al suo gruppo, gli UB40? Nell'estate del 1983, infatti, la loro versione di "Red Red Wine", inclusa nell'album di cover "Labour of Love", filò diretta al primo posto della classifica in Gran Bretagna (e in un'altra manciata di paesi). La conquista dell'America venne solo rimandata al 1988, quando il singolo fu ripubblicato dopo che la band britannica la eseguì allo stadio di Wembley a Londra al concerto per il settantesimo compleanno del leader politico sudafricano Nelson Mandela, e questa volta non mancò la prima posizione.

Non è dato sapere se Campbell ebbe modo di ascoltarla da ragazzino e neppure se l'avesse ascoltata Astro, altro membro degli UB40, di certo entrambi ignoravano che l'autore fosse Neil Diamond. Astro dichiarò al Financial Times: "Anche quando abbiamo visto il credito che riportava 'N Diamond', abbiamo pensato che fosse un artista giamaicano chiamato Negus Diamond o qualcosa del genere." Questa tesi la conferma anche Ali Campbell – che oggi compie 62 anni - nel libro '1000 UK # 1 Hits' quando ricorda: "La cosa divertente della canzone è che la conoscevamo solo come una canzone reggae. Non avevamo idea che l'avesse scritta Neil Diamond".

Con il disco di cover reggae "Labour of Love" gli UB40 riescono finalmente a portare questo genere musicale alla attenzione di tutto il pubblico britannico, non unicamente di quello di colore. Alla rivista NME 'Astro' Wilson spiegò: "Prima che arrivassimo noi, la gente guardava al reggae come Rastaman e metà degli inglesi bianchi non ne volevano sapere. In una certa misura questa cosa allontanò le persone dal reggae. Quando siamo usciti noi, solo il fatto che metà della band fosse bianca quando il reggae doveva essere solo per i Rasta, iniziarono a rendersi conto che il reggae è solo musica ed è lì per chiunque vuole ascoltarla e per vuole suonarla."

Legata al video di "Red Red Wine" c'è una storiella che, data la conclusione, si può definire divertente.

Nella clip, che venne girata in un pub di Birmingham, il cantante Ali Campbell beve birra – come da britannica tradizione - e non vino rosso come suggerirebbe il titolo del brano. La storia narra che gli UB40, per riempire il locale, non usarono delle comparse, ma invitarono a recarsi al pub dei ragazzi di una fabbrica vicino al locale, offrendo loro da bere a volontà. Il filmato venne girato la mattina e a mezzogiorno la maggior parte degli operai erano sbronzi. Secondo quanto raccontato, una volta tornati alticci al loro luogo di lavoro vennero licenziati sul posto, per poi essere fortunatamente riassunti in un secondo tempo.

Neil Diamond una volta disse che questa degli UB40 è una delle cover che preferisce delle sue canzoni, ma Ali Campbell dice che questa cosa a loro direttamente non l'ha mai detta.

Riflettendoci sopra, parlando con Billboard, disse: "Sono sicuro che il fatto che la gente creda sia una nostra canzone infastidisca molto Neil. Ovviamente ci ha fatto un sacco di soldi, ma non ci ha mai mandato un biglietto o qualcosa del genere per ringraziarci." Nella versione degli UB40 il brano ha un tono ottimista, ma a dire il vero il testo è molto malinconico, a questo proposito Campbell puntualizza: "In realtà è una canzone molto triste. Tratta di un tipo che beve per scacciare i suoi dolori." E' il reggae che cambia il percepito, aggiunge Ali: "Sono la batteria e il basso che dicono tutto. Il bello della musica reggae è che è esaltante. Mi esalta quando la ascolto, che sia vecchio o nuovo reggae. Questo è il motivo per cui lo adoro. Cambia l'umore di ogni cosa.".

"Red Red Wine" non fu la loro unica numero uno in Gran Bretagna. Tornarono in vetta alla chart nel 1985 interpretando, insieme alla leader dei Pretenders Chrissie Hynde, un'altra cover, "I Got You Babe", brano in origine interpretato da Sonny & Cher che fu un grande successo nel 1965. E poi, nel 1993, con "(I Can't Help) Falling in Love With You", cover di un brano interpretato da Elvis Presley nel 1961. Senza dubbio il vino rosso ha portato molta fortuna alla formazione di Birmingham, forse per questo motivo, dal 2014, i tre UB40 Ali Campbell, Astro Wilson e Mickey Virtue sono stati coinvolti in Francia, a St. Emilion, vicino Bordeaux, nella produzione di un vino rosso che si chiama (non poteva essere altrimenti) 'Red Red Wine'. Chiesto a Campbell quanto la band fosse coinvolta nel processo produttivo del vino, questi ha risposto: “Sarebbe una bugia se dicessimo che siamo andati a raccogliere l'uva, ma siamo stati molto coinvolti fino in fondo. Jerome (il produttore, ndr) ci tiene informati e noi assaggiamo i vini". Se lo volete assaggiare, o solo per avere delle informazioni, cliccate qui.

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