La perfezione pop di Whitney Houston

La interprete scomparsa l'11 febbraio 2012 detiene un invidiabile record.
La perfezione pop di Whitney Houston

L'11 febbraio 2012 il personale del Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills (California) trova il corpo senza vita di Whitney Houston immerso nell'acqua della vasca da bagno della camera in cui alloggia.

I successivi tentativi di rianimarla non hanno alcun effetto. La polizia, dopo i primi accertamenti, dichiarò che "non erano presenti segni di un tentativo di omicidio". Oltre un anno più tardi, nel marzo del 2012, il dipartimento di medicina di Los Angeles dichiarò che la causa della morte della cantante era dovuta ad un collasso cardiaco causato probabilmente dal prolungato abuso di droga, farmaci e alcool. L'esame tossicologico evidenziò la presenza nel suo corpo di tracce di parecchi farmaci, antidepressivi e non. La morte venne quindi archiviata come accidentale. Whitney aveva 48 anni.

Whitney Houston è stata una grande artista ma, tanto non ha saputo gestire i demoni che la dilaniavano nel privato, quanto è stata una interprete di indiscutibile talento premiata da una carriera con pochi eguali. Una carriera che le ha regalato milioni di copie vendute e una serie di record, alcuni di questi ancora oggi imbattuti. Come quello dei sette singoli che hanno consecutivamente raggiunto il primo posto nella classifica di vendita negli Stati Uniti.

Quella prodigiosa striscia vincente venne inaugurata, nell'ottobre 1985, da "Saving All My Love for You", il secondo singolo estratto dal suo album d'esordio "Whitney Houston", pubblicato nel febbraio 1985. La canzone venne scritta da Michael Masser (per la musica) e Gerry Goffin (per le parole...sì, proprio l'ex marito di Carole King).

Il brano venne in origine interpretato da Marilyn McCoo e dal marito Billy Davis Jr. per il loro album "Marilyn & Billy" del 1978, che non lasciò grande traccia di sé. Masser quando la affidò a Whitney le disse: "Questa farà piangere le donne. È una canzone da donne." Mentre Goffin del brano aveva questa opinione: "Ne adoro la melodia. È un grande brano, avrebbe potuto essere stato scritto negli anni '30". Con la sua interpretazione la .cantante statunitense si aggiudicò il suo primo Grammy Award nel 1986, per la migliore performance vocale pop femminile.

Dopo "Saving All My Love for You", nel febbraio 1986, Whitney Houston pubblica un nuovo singolo, "How Will I Know", tratto dalla tracklist del suo primo album. Questa canzone è stata scritta da George Merrill e Shannon Rubicam, ovvero il duo Boy Meets Girls. I due vennero incaricati di scrivere una canzone per Janet Jackson, al lavoro sul suo terzo album "Control", ma non venne ritenuta adatta all'orientamento musicale della sorella del Re del Pop. Fortuna volle che venne all'orecchio di qualcuno facente parte dell'entourage dell'allora sconosciuta Whitney Houston che la ritenne perfetta per lei. Ai cori è presente anche la mamma di Whitney, Cissy Houston.

Come recita il vecchio adagio, non c'è due senza tre.

Così venne pubblicato un altro singolo dal primo eponimo album. E anche questo, "Greatest Love of All", nel maggio 1986, raggiunge il primo posto della classifica. La canzone era stata scritta da Michael Masser e Linda Creed nel 1977 per la colonna sonora del film biografico sul campione di pugilato Muhammad Alì, 'The greatest' (in italiano la pellicola uscì con il titolo 'Io sono il più grande'). Quando Linda la scrisse si stava riprendendo dall'avere avuto un tumore al seno. Il brano venne interpretato da George Benson e giunse fino alla posizione numero ventiquattro della chart. La Creed fece appena in tempo a godere della nuova versione di Whitney Houston, infatti il cancro la portò via il 10 aprile 1986. In un primo tempo la canzone era stata pensata come lato B del primo singolo dell'album, "You Give Good Love", ma poi la quantità di passaggi in radio convinsero la casa discografica a pubblicarla come singolo.

Nel giugno del 1987 la 23enne nativa di Newark (New Jersey) divenuta una star, grazie al successo del primo disco, pubblica il suo secondo album, "Whitney". Fin dal primo singolo, "I Wanna Dance with Somebody (Who Loves Me)", fa intendere di voler riprendere il lavoro dove lo aveva lasciato e colpisce il bersaglio nel centro conquistando il primo posto della classifica di vendita. La canzone venne scritta – come già in precedenza "How Will I Know" – dal duo composto da George Merrill e Shannon Rubicam. Ma questa volta il brano venne scritto appositamente per Whitney Houston ed è la canzone che la consacra stella di prima grandezza in ogni parte del mondo.

Dopo avere dominato l'estate 1987 con "I Wanna Dance with Somebody (Who Loves Me)", viene pubblicato un secondo singolo dal secondo album di Whitney. La scelta cade su "Didn't We Almost Have It All". La canzone è scritta da Michael Masser - che produsse l'album - insieme al cantautore texano Will Jennings (una decina di anni più tardi Jennings scriverà le parole di "My Heart Will Go On", tema del film 'Titanic' interpretato da Celine Dion). "Didn't We Almost Have It All" fu il quinto singolo consecutivo a raggiungere il primo posto della classifica.

La sesta perla della collana venne infilata nel gennaio del 1988 in corrispondenza del terzo singolo estratto dal secondo album di Whitney Houston, il suo titolo: "So Emotional". La canzone venne firmata da Billy Steinberg e Tom Kelly, autori in precedenza di hit quali "Like a Virgin", portata al successo da Madonna, e "True Colors" per le corde vocali di Cyndi Lauper. Uno degli autori, Billy Steinberg parlando di "So Emotional" disse: "Penso che la cosa grandiosa di quella canzone siano il pre-ritornello e il ritornello che sono estremamente ben scritti sia melodicamente che liricamente per essere una grande canzone pop. Vola davvero, è una canzone pop di successo. Non credo sia una canzone rivoluzionaria come "Like A Virgin" o significativa come "True Colours", ma è una canzone pop forte".

Il settimo sigillo giunse nell'aprile 1988 con "Where Do Broken Hearts Go", quarto estratto dall'album "Whitney". Il brano venne scritto dal compositore Frank Wildhorn e dal cantante R & B degli anni Sessanta Chuck Jackson. A leggere quanto rivelato da Wildhorn al magazine Billboard pare sia estremamente semplice comporre un brano di successo: "Mi sono seduto al pianoforte e in circa 40 minuti avevo il 90 percento della canzone. Chiamai Jackson e gli dissi, 'Devi venire qui stasera perché penso che abbiamo qualcosa.'" Chuck rispose alla chiamata e i due la terminarono di scrivere la sera stessa.

Da "Whitney" venne estratto anche un quinto singolo, la danzereccia "Love Will Save the Day". La canzone però non riuscì a raggiungere il primo posto della classifica fermandosi, nell'agosto 1988, al nono posto della chart ed interrompendo quindi quella meravigliosa serie di numeri uno consecutivi. In prima posizione la Houston ci tornerà con la title track del suo successivo album, "I'm Your Baby Tonight", nel dicembre 1990.

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