I Depeche Mode sono in pausa per colpa della pandemia
Come ritrovarsi in sala di registrazione insieme, se si vive distanti? Con i concerti fermi e con i dischi diventati ormai il più delle volte rilevanti solo in vista dei concerti, ha senso mettersi al lavoro su nuova musica, senza una prospettiva chiara? È un problema che di questi tempi accomuna diverse band, costrette di fatto a restare ai box a causa della pandemia. Per i componenti questo può essere il momento giusto per riprendere in mano le rispettive carriere soliste. Come nel caso di Martin Gore dei Depeche Mode, che ha appena pubblicato un nuovo disco, "The Third Chimpanzee". In un'intervista concessa a "Variety" il chitarrista della band di "Personal Jesus" ha parlato proprio dell'impatto del Covid-19 sulla band, confermando che i Depeche sono attualmente in pausa.
Gore ha spiegato:
"Siamo una macchina così grande che una volta che iniziamo a rotolare, deve esserci una meta verso cui rotolare. Il vaccino sta arrivando, è vero. Ma quando lo riceverà il mondo intero? E io quando lo riceverò? È difficile pianificare qualcosa quando non ci sono certezze".
Il 59enne musicista, che insieme a Vincent Clarke e Andrew Fletcher faceva parte del gruppo, Composition of Sound, che dopo l'ingresso di Dave Gahan avrebbe dato vita ai Depeche Mode, ha poi aggiunto:
"Non vedo l'ora che arrivi un futuro migliore, in cui non vivo tutti i giorni in uno stato di panico. Sono arrivato al punto di dover disattivare le notifiche delle notizie, perché mi rovinavano le giornate ogni mezz'ora. Spero che i prossimi quattro anni siano migliori".