Francesco Guccini, la storia di "Il 3 dicembre del '39" e "La ballata degli annegati"
"Il 3 dicembre del '39". Valzerino del trasformismo, Zelig dell’opportunismo sociopolitico italiano. Il protagonista, nato in piena epoca fascista, si ritrova il battesimo paterno di Benito, quello materno di Pio (“per contentare uno zio prete”), diventa Jack dopo la vittoria degli Alleati, infine Benski Stalin quando la madre si risposa con un “pezzo grosso del C.L.N.”, inteso come Comitato di Liberazione Nazionale legato alla Resistenza. Morale: la furbizia paga.
Vecchio divertissement ripreso senza troppa convinzione e con un vago richiamo a Georges Brassens, in particolare a "Les deux oncles" del 1964, storia di due zii che nella Seconda guerra mondiale parteggiano l’uno per gli Inglesi, l’altro per i Nazisti. Moriranno tutti e due (“Non fanno molta ombra le vostre croci”) mentre il protagonista si salva grazie alla sua astensione: “Io che non stavo dalla parte di nessuno sono ancora vivo”. Per questa canzone Brassens viene linciato moralmente in patria, accusato di qualunquismo. Così otto anni dopo compone "Mourir pour des idees" (tradotta anche da De André): “Morire per delle idee, l’idea è affascinante, per poco io morivo senza averla mai avuta… Moriamo per delle idee, va be’, ma di morte lenta”. Altra potenza.
"La ballata degli annegati". La Spoon River acquatica in una ballata giovanile di Guccini, recuperata con voce affranta e chitarra solitaria. C’è una lei che si è suicidata per amore (“da quando tu dormi qua sotto hai sognato che mai, mai lui ti ha lasciato”), c’è Gianni affogato mentre nuotava (“ma qui avrò sempre vent’anni”), un giovane sorpreso e trascinato dalla piena di un torrente (“qui a monte non fui mai trovato”), e un uomo dal passato senza ritorno che sceglie il fiume come tomba: “E l’acqua sembrava leggera”. Una canzone più dolce che nefasta, dove Guccini esprime una densa espressività vocale, passando dalla mestizia dell’“animo oppresso dal pianto” all’altisonanza dell’“ascolta! Le sue parole d’amore nell’acqua ora sono sincere”.
Il tema degli annegati, toccato da De André nella "Canzone di Marinella" (“che scivolò nel fiume a primavera”), ricorre nelle folk ballad americane, che Guccini ben conosce, come "Clementine" (quella di “Oh my darling”) che cade nello stagno e resta impigliata fino ad annegare, o "The banks of the Ohio", il fiume che accoglie una ragazza uccisa per gelosia.
Federico Pistone
Questo testo è tratto da "TuttoGuccini" di Federico Pistone, pubblicato da Arcana, per gentile concessione dell'autore e dell'editore. (C) 2020 Lit edizioni s.a.s.
