Storia dei Can, ovvero i re del krautrock

La band tedesca si formò a Colonia nel 1968.
Storia dei Can, ovvero i re del krautrock

I re del krautrock, ovvero i Can si sono formati a Colonia (Germania) nel 1968. Le loro influenze erano le più disparate, spaziavano dai Velvet Underground al compositore di musica d'avanguardia Karlheinz Stockhausen, dai Beatles ai Mothers Of Invention di Frank Zappa, dal free jazz alla musica classica contemporanea per raggiungere Jimi Hendrix.

Fin dall'inizio apparve chiaro che i Can non erano una band normale. È significativo che l'uomo considerato come il genio della band, il co-fondatore Holger Czukay (scomparso nel 2017 all'età di 79 anni), abbia avuto un'educazione musicale tutt'altro che convenzionale. Non iniziò infatti a cantare nel coro della scuola e neppure chiese ai suoi genitori di comprargli una chitarra. Era più interessato alla meccanica della musica piuttosto che al rock o al pop. Come dichiarò lo stesso Czukay in un'intervista con Phil England: "Non sapevo se volevo diventare un tecnico o un musicista. Ma so per certo che non ho mai avuto intenzione di diventare un musicista rock".

È significativo che, a parte Jaki Liebezeit - del quale oggi ricorre il quarto anniversario dalla scomparsa, avvenuta il 22 gennaio 2017 -, un batterista jazz che aveva suonato con Chet Baker, anche gli altri membri dei Can non avevano un particolare pedigree. Czukay a Jason Gross rivelò: "Lui (Jaki Liebezeit, ndr) è stato per noi un ottimo insegnante." La formazione originale dei Can era completata dal tastierista Irmin Schmidt, il chitarrista Michael Karoli e il compositore americano David Johnson, che suonava il flauto ma preferiva essere identificato con il titolo di 'musicista elettronico'. Czukay suonava il basso: "Potevo nascondermi abbastanza bene perché avevo paura di non essere abbastanza bravo".

Il nome della band, dopo essere passato da Inner Space a The Can, si stabilizzò semplicente su Can. O forse sarebbe più corretto scrivere C.A.N., acronimo coniato da Jaki Liebezeit che sta per comunismo, anarchismo, nichilismo. Irmin Schmidt descrisse i Can definendoli una 'comunità anarchica'. La loro musica veniva recepita all'esterno come difficile da comprendere. Czukay disse a Mick Sinclair: “Quando si trattava di suonare musica rock, suonavamo come maiali! Non sapevamo cosa fosse la musica rock".

Nell'autunno del 1968, i Can inserirono in formazione il cantante americano, bizzarro ma creativo, Malcolm Mooney. In verità, Mooney più che cantare inveiva in modo stonato. Nel 1969 David Johnson se ne andò, scontento della piega che stava prendendo la direzione musicale del gruppo, per come la vedeva lui, una direzione più orientata al rock. Agli altri pareva invece di essere ancora molto sperimentali. Un loro album intitolato "Prepared To Meet Thy Pnoom" venne respinto da alcune etichette discografiche perché bollato come inascoltabile. "Nessuna etichetta voleva quel genere di musica", ricorda Czukay.

Il primo vero e proprio album dei Can, "Monster Movie", venne pubblicato nel 1969. Czukay dichiarò che durante la registrazione di "Monster Movie", "abbiamo pensato più a un edificio che crolla in un film al rallentatore che a diventare degli eroi sui nostri strumenti". Fu un commento che venne in seguito ripreso dai connazionali Einstürzende Neubauten quando, nel 1980, iniziarono a fare 'musica' picchiando su pezzi di metallo. Il nome Einsturzende Neubaten, tradotto, significa infatti "crollo di nuovi edifici". La band dirà che si tratta di un riferimento alle case economiche costruite dopo il 1945, quando la Germania doveva risollevarsi dal disastro del secondo conflitto bellico mondiale.

"Monster Movie" era ed è, un brano ipnotico, minimalista, forse psichedelico. Il fascino dei Can risiedeva nell'uso ripetitivo di basso e batteria, in particolare in "Yoo Doo Right", una canzone nata come una jam di sei ore. La caotica musica dei Can portò Mooney, il cantante, ad avere un esaurimento nervoso sul palco, tanto che un medico gli consigliò di abbandonare la band per motivi psicologici. Quindi, per il bene della sua sanità mentale fece i bagagli e se ne tornò negli Stati Uniti. Parlando con Richie Unterberger Czukay commentò: "Con Malcolm Mooney, eravamo molto vivaci. Aveva un grande talento per il ritmo. Era una locomotiva. Ci ha spinto verso il ritmo e ci dette la sensazione che questa fosse la cosa giusta da fare". In una performance, Mooney cantò la frase "upstairs, downstairs" per tre ore filate, continuando il mantra anche quando i Can smisero di suonare.

La band inserì nel gruppo quale cantante Kenji 'Damo' Suzuki, un busker giapponese visto suonare fuori da caffè. "Damo era un tipo diverso di cantante", riflettè una volta Holger Czukay, "e così il gruppo raggiunse la necessaria stabilità". Il primo concerto di Suzuki con i Can ebbe luogo la sera stessa in cui lo conobbero. Nel suo 'Short History Of Can' Czukay così riporta come andarono le cose: "Sono andato da Damo fuori dal bar e gli ho chiesto se era libero per la serata. Gli dissi, 'Siamo un gruppo rock sperimentale e stasera abbiamo un concerto, è tutto esaurito.' Damo disse che non aveva niente di speciale da fare, quindi perché non cantare? Il locale era gremito e Damo iniziò a mormorare come un monaco in meditazione. Poi, all'improvviso, si trasformò in un samurai combattente. Il pubblico ne fu scioccato e quasi tutti lasciarono la sala."

I Can nel 1970 pubblicarono l'album "Soundtracks" dove cantavano sia Mooney che Suzuki. Quindi, uscirono i loro due lavori più acclamati dalla critica: "Tago Mago" (1971) e "Ege Bamyasi" (1972). Quest'ultimo include "Spoon", un singolo che, a sorpresa, salì fino alle parti alte della classifica tedesca. Alla fine del 1971 i Can, dal loro studio, si trasferirono in un vecchio cinema vicino Colonia. La band agli inizi era stata, come raccontato da Czukay, "originariamente sponsorizzata da quest'uomo, un collezionista d'arte, che aveva affittato un castello (lo Schloss Norvenich). Non avevamo soldi in quel momento, quindi ci dette una stanza che abbiamo usato come studio, con le attrezzature più semplici che possiate immaginare." Quando si trasferirono nel cinema, il chitarrista Michael Karoli disse a Andy Gill che misero contro i muri 1.500 materassi appartenuti all'esercito come isolamento acustico. "Devono essere stati un'ispirazione. Eravamo circondati da milioni di sogni erotici e probabilmente anche da sperma!".

In Gran Bretagna, qualcuno definì 'krautrock' la loro musica e quel termine rimase con loro. "Quel che è stato è stato", ha spiegato Czukay a Jason Gross, "abbiamo fatto molti tour in Inghilterra e all'improvviso è venuto fuori che la stampa britannica conosceva molte altre band tedesche e ci definirono 'krautrock'. Ho chiesto a un inglese, 'Come posso capirlo? Cosa significa 'kraut'? È qualcosa di positivo o negativo? Forse 'krauts' arriva dalla seconda guerra mondiale." Comunque Czukay si affezzionò alla definizione e decise che 'krautrock' fosse un termine affettuoso, non ridicolo, dispregiativo o xenofobico. "In Inghilterra siamo stati più o meno naturalizzati. Come sia successo è stato un miracolo. Eravamo tedeschi... ma il pubblico inglese sentiva che si trattava di qualcosa di nuovo."

I successivi album, "Future Days" (1973) e "Soon Over Babaluma" (1974), non erano sconcertanti come i loro predecessori, ma non erano di certo meno ambiziosi. "Future Days" è oggi considerato uno dei primi esempi di musica ambient. Tra l'uscita dei due dischi, 'Damo' Suzuki lasciò i Can per sposare la fidanzata tedesca e diventare testimone di Geova. Czukay ha paragonato la partenza di Suzuki alla "sensazione di un potente pugno che colpisce lo stomaco. Abbiamo provato molti altri cantanti, ma nessuno ci andava più bene. Era finita un'epoca." Per un paio di album si alternarono al microfono Karoli e Schmidt, per un breve periodo cantò con loro persino il cantautore Tim Hardin.

I Can firmarono un contratto discografico con la Virgin e incisero il loro unico singolo britannico di successo, "I Want More". Dopo "Landed" (1975) e "Flow Motion" (1976) nei Can entrarono l'ex bassista dei Traffic Roscoe Gee e il percussionista Rebop Kwaku Baah. A seguire vennero pubblicati "Saw Delight" (1977), "Out Of Reach" (1978) e "Can" (1979). Con la fine degli anni '70, l'influenza di Czukay sulla band iniziò a diminuire. "All'inizio eravamo un vero gruppo", ha confidato Czukay a Richie Unterberger. “Stava a significare che registravamo su due tracce. Poi, quando abbiamo avuto successo, siamo stati in grado di permetterci una macchina multitraccia. Da quel momento in poi si può dire che fu l'inizio della fine per i Can. Era un, 'Voglio sentire la chitarra' oppure 'Voglio sentire il basso'. Tutti si criticavano a vicenda per ciò che si stava facendo di sbagliato e così via." Con l'arrivo di Roscoe Gee al basso, nonostante fosse la sua band Czukay si ritrovò ai margini. Iniziò così a esplorare mezzi alternativi per fare musica attraverso radio a onde corte, codice morse, registratori e cose simili. Era come se Czukay avesse chiuso il cerchio, dato che fin dai tempi della scuola era molto interessato a riparare radio e televisori rotti. Czukay lasciò i Can alla fine del 1977.

Molti musicisti hanno dichiarato di essere stati influenzati dai Can: David Bowie, Talking Heads, Joy Division e i Fall, solo per citarne alcuni. Quando lasciò i Sex Pistols, John Lydon affermò di aver modellato i PiL sull'immagine dei Can. Czukay, facendo opera di modestia, ha dichiarato che ritiene più influenti per la scena musicale, piuttosto che i Can, altri gruppi tedeschi come i Kraftwerk. "In Germania per i DJ e per i giovani, i loro padri non sono i Can, sono i Kraftwerk. Questo ha a che fare con il fatto che i Can erano una vera band e la gran parte della nuova musica di oggi non si basa sull'idea di formare una band." Secondo Czukay era sul palco e non su disco che i Can eccellevano davvero: “Quando si tratta di fare una grande esibizione dal nulla, i Can possono essere molto importanti. Siamo saliti sul palco e chiunque abbia lanciato la prima pietra, l'abbiamo presa e rilanciata indietro. E quello fu l'inizio del concerto."

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