Pooh: la storia di "Opera prima"

L'album del 1971 che diede la scossa alla carriera del complesso
Pooh: la storia di "Opera prima"

Il contratto firmato nel 1966 con la Vedette, l'etichetta per la quale i Pooh avevano pubblicato tre album ("Per quelli come noi", "Contrasto", "Memorie") e alcuni 45 giri, ottenendo un certo successo con il 45 giri "Piccola Katy" nel 1968, era stato rinnovato per altri tre anni, per quanto con scarsa soddisfazione del gruppo, impegnandolo, dietro un anticipo di tre milioni di lire, a pubblicare altri due LP. Fu l'incontro con Giancarlo Lucariello, che aveva sentito suonare il gruppo in un locale di Roma, a determinare la svolta significativa nella carriera del complesso.


Giancarlo Lucariello: "Roby e Riccardo si presentarono all’appuntamento che gli chiesi, dissi loro che se avessero fatto tutto quello che dicevo loro sarebbero diventati il più grande gruppo italiano di tutti i tempi. Evidentemente fui convincente. Di certo ero convinto di poter fare con loro, un percorso artistico ben preciso e sapevo che, dopo il successo di 'Picola Katy', c’erano stati diversi passaggi a vuoto ed i ragazzi erano demoralizzati, con poche prospettive".


Una storia che ricorda quella di Brian Epstein con i Beatles. 


Roby Facchinetti: "A quel punto andammo a trovare Armando Sciascia, proprietario della Vedette, comunicandogli la nostra intenzione di recedere dall’accordo. Evidentemente fummo convincenti, al punto che il Maestro Sciascia ci accordò la risoluzione del contratto, a patto ovviamente che restituissimo i due milioni per i dischi che non avremmo realizzato per loro; e seduta stante, perché non volevamo perdere neanche un giorno, firmammo cambiali per due milioni di lire, che a quel tempo non erano una cifra da poco". 


Lucariello procurò ai Pooh un contratto con la CBS, l'etichetta per la quale allora lavorava.


Riccardo Fogli: "Fu lì che iniziò tutto, e dico cominciò e non ricominciò perché, anche se alcuni si riferiscono a 'Piccola Katy', come all’inizio del nostro successo, io al contrario penso che quello fu un risultato sicuramente molto positivo, ed al quale sono e sarò sempre legato, ma fu isolato. La vera storia dei Pooh inizia lì, con Giancarlo Lucariello ed un album, 'Opera Prima', destinato ad entrare nella storia con la forza delle sue canzoni". 


Nel 1971 il quartetto aveva Roby Facchinetti al pianoforte ed alle tastiere, Riccardo Fogli al basso, Dodi Battaglia alla chitarra e Valerio Negrini a batteria e percussioni. I testi erano scritti da Negrini, le musiche da Facchinetti.


Dodi Battaglia: "Il nuovo contratto discografico significò molto per noi; basti pensare che la prima volta ci trovammo ad incidere in uno studio di registrazione dotato di 16 piste, quando fino a quel momento avevamo inciso i nostri album per la Vedette a 6, massimo 8 piste.

A quel tempo la nostra formula musicale prevedeva l’interazione del gruppo con l’orchestra, e poter contare su un livello tecnologico come quello e con l’ausilio di un produttore ed arrangiatore come Franco Monaldi, per noi si traduceva in un importante salto di qualità. Monaldi realizzò per noi la miglior cornice sonora che potessimo immaginare di avere per il nostro quadro musicale. Prima di lui, fu l’intuito di Giancarlo Lucariello a permetterci di realizzare questo salto di qualità".


Il primo frutto del nuovo contratto fu il 45 giri "Tanta voglia di lei" / "Tutto alle tre", uscito il 28 aprile del 1971, che divenne un grande successo, tanto da arrivare in testa alla classifica l'11 settembre.
A questo punto, con una mossa rischiosa e inedita, Lucariello impose alla CBS la pubblicazione di un nuovo singolo, "Pensiero" / "A un minuto dall'amore", che uscì il 28 settembre, quando "Tanta voglia di lei" era ancora in testa alla hit parade.


Giancarlo Lucariello: “'Pensiero' entrò direttamente al terzo posto, per poi, la settimana successiva, andare al primo, con 'Tanta voglia di lei' che gli diede il cambio al terzo. Una strategia forse spericolata e sicuramente coraggiosa".


"Pensiero" uscì il 28 settembre, e il giorno seguente, 29 settembre 1971, venne pubblicato l'album "Opera prima".


Roby Facchinetti: "'A un minuto dall’amore' è diventato un grande classico dei nostri concerti dal vivo e della discografia dei Pooh.

'Terra desolata', ispirata da un libro omonimo di Thomas Stearns Eliot, fa capire quanto fosse preparato e documentato Valerio Negrini. L’album si chiude con la title track che idealmente presenta una coralità d’interpretazione vocale che da lì in avanti diverrà un tratto saliente del nostro modo di fare musica.  Ci sono diversi riferimenti all’interno di questo disco che si rifanno al rock sinfonico, come 'Il primo e l’ultimo uomo', forse il brano più prog rock del disco. E’ sicuramente un album che riflette l’epoca in cui è stato concepito e pubblicato".


Di "Opera prima", Andrea Pedrinelli ha scritto:


"Il disco si apre con 'Pensiero', che ne sintetizza al meglio le anime: una da band, l’altra di (inedito) pop sinfonico.

Con corollario di capacità polifoniche non comuni, testi non più banali, eleganza di orchestrazioni. Lucariello spinge i Pooh a sottolineare una compattezza da gruppo live, però approfondendo al contempo un’ispirazione dal piglio colto. Cui Franco Monaldi, l’arrangiatore, regala strutture complesse, inattese, screziate. La crescita è nitida: Roby Facchinetti mostra maturità di scrittura osando pure una suite ('Opera prima'); Valerio Negrini porta a compimento il proprio personalissimo stile epico-favolistico (sempre nella title-track); Dodi Battaglia fornisce un primo, indimenticabile, assolo 'da Pooh' (nella psichedelica 'Il primo e l’ultimo uomo'); e il necessario riequilibrio delle parti vocali, paradossalmente, aiuta anche Riccardo Fogli a incidere con più personalità. Ma ciò che più si nota è che l’anima graffiante e distorta di certi pezzi non stona mai con l’ariosità contrappuntistica di altri. Così che 'Opera prima' inizia a far intuire una faccenda decisiva. La musica dei Pooh non è cosa che, volendo, si può vestire di legni e ottoni. Quel mondo l’ha dentro. Il rock di 'Tutto alle tre' non può che sublimarsi in enfasi sinfonica, la quotidianità dell’uomo cantata in 'Opera prima' è inevitabile che si libri tra le metafore. Insomma, sta crescendo un linguaggio nuovo".

Subito dopo l'uscita dell'album Valerio Negrini decise di lasciare la formazione come membro attivo, scegliendo per sé il ruolo dell'autore dei testi. Fu sostituito alla batteria da Stefano D'Orazio.


Stefano D'Orazio: "Incontrai i Pooh ed il loro produttore Giancarlo Lucariello, che in qualche modo avevo immaginato un manager all’americana, ciccione e col sigaro, ma che invece si rivelò essere un ragazzo poco più grande di noi, ben vestito e profumato. Al contrario, io non devo avergli fatto una buona impressione, dato che a quei tempi avevo un cespuglio al posto dei capelli. Ruppe il ghiaccio con una battuta – 'Ma allora sotto questa coltre di capelli si nasconde un essere umano!' – e di lì a mezz’ora mi aveva spiegato tutta la strategia di lancio del nuovo percorso artistico dei Pooh". 


"Opera prima", che in tre soli mesi vendette tanto da risultare al numero 50 nella graduatoria dei dischi più venduti del 1971, fu seguito il 28 ottobre del 1972 da "Alessandra", che confermerà l'ascesa dei Pooh (contiene canzoni diventate dei classici cone "Noi due nel mondo e nell'anima", "Nascerò con te" e "Cosa si può dire di te") destinata a proseguire con sempre maggiore successo negli anni successivi, dando vita a una carriera lunghissima conclusa dal ritiro dalle scene del gruppo, avvenuto il 30 dicembre del 2016.

Tracklist

Pensiero 
Un caffè da Jennifer 
Tutto alle tre 
Terra desolata 
A un minuto dall’amore 
Tanta voglia di lei 
Che favola sei 
Il primo e l’ultimo uomo
Alle nove in centro 
Opera prima 


I virgolettati dell'articolo, raccolti da Paolo Maiorino, sono tratti dai testi del libretto del CD "Opera prima" ripubblicato nel 2020.


Il testo di Andrea Pedrinelli è tratto dal libro "POOHdiSEGNI", una graphic novel illustrata dal designer Gianni D'Angelo che narra la storia del gruppo, incluso nel "Pooh Box" del 2013.

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