La volta che John Lennon si inviperì con Rod Stewart

L'ex Beatle se la prese con il musicista britannico per il plagio di una sua canzone.
La volta che John Lennon si inviperì con Rod Stewart

Moltissime band britanniche degli anni Sessanta, prime fra tutte Beatles e Rolling Stones, hanno iniziato la loro carriera proponendo cover di canzoni di altri artisti adeguatamente riviste ed reinterpretate.

Queste cover giungevano principalmente dagli Stati Uniti, erano cover di artisti blues oppure rock'n'roll. Erano sonorità nuove ed irresistibili per la gioventù al di qua dell'Atlantico. Come detto, prima di iniziare a scrivere canzoni da loro i Beatles attinsero, per esempio, dal repertorio di Chuck Berry. Una volta Paul McCartney ammise che per "I Saw Her Standing There", canzone firmata con il compagno di band John Lennon, presente nel primo album dei Beatles "Please Please Me" del 1963, prese senza tanti complimenti la linea di basso di "I’m Talking About You" del rocker a stelle e strisce Chuck Berry. "Ho suonato esattamente le sue stesse note e si adattavano perfettamente alla nostra canzone. Quando ne parlo alla gente, pochi mi credono.".

Non fu l'unica volta che Chuck Berry e i Beatles entrarono in rotta di collisione. Nel settembre del 1969 venne pubblicato "Abbey Road", il penultimo album della band di Liverpool. La prima canzone della tracklist si intitola "Come Together". Il brano è firmato, al solito, da Lennon-McCartney, ma è quasi interamente farina del sacco di Lennon. La canzone portò in dote più di un guaio a Lennon che fu costretto a cambiarne il testo in seguito alla denuncia degli editori di Berry che sostenevano fosse smaccatamente simile a “You Can’t Catch Me” di Chuck Berry, sulla quale era stata modellata, e ne utilizzava addirittura un verso originale, senza riconoscere crediti all’originale. Lennon riuscì a convincerli a rinunciare alla causa: in cambio avrebbe pubblicato un album di cover degli anni Cinquanta, utilizzandone almeno tre dal loro catalogo e compensandoli così, grazie alle vendite, in termini di diritti d’autore.

Il disco sulle cover degli anni Cinquanta di John Lennon si intitolò "Rock'n'Roll" e venne pubblicato nel febbraio 1975. Evidentemente quella vicenda deve avere lasciato più di uno strascico nella testa di Lennon che la prese molto male quando Rod Stewart, nel 1976, nell'album "A Night on the Town", pubblicò la canzone "Killing of Georgie". A parere dell'ex Beatle, Rod the Mod aveva copiato senza vergogna un brano dei Beatles: "Don't Let Me Down".

La canzone venne scritta da Lennon, che la dedicò alla amata Yoko Ono, non venne inclusa in alcun album dei Fab Four ma uscì come lato B del 45 giri "Get Back". Al giornalista David Sheff sul presunto furto di Stewart disse: "A proposito, Rod Stewart l'ha trasformata in ‘[Georgie] don’t go-o-o’. Questa è una cosa che gli editori non hanno mai notato." E poi, ancora: "Perché non ha semplicemente cantato 'Don't Let Me Down?' Lo stesso motivo per cui non canto cose di altre persone: perché non vieni pagato.".

Nel 2016, quaranta anni dopo l'uscita della canzone, Rod Stewart, quasi divertito al ricordo, parlando al quotidiano inglese Guardian, ha fornito la propria versione dei fatti su "Killing of Georgie": "Pare proprio così. Non c'è niente di sbagliato in un buon furto. Sono sicuro che se guardi indietro agli anni '60, troverai altre canzoni con quei tre accordi e quella linea melodica."

L'album "A Night on the Town", oltre alla discussa "Killing of Georgie", include anche "Tonight's the Night (Gonna Be Alright)", canzone che portò per la seconda volta Rod Stewart – che oggi compie 76 anni – in cima alla classifica di vendita statunitense (la prima fu con "Maggie May" nel 1971), risultando, negli Stati Uniti, il singolo più venduto del 1977. Anche per "Tonight's the Night" ci fu chi non mancò di puntualizzare. Dan Peek degli America disse infatti che il musicista britannico per scriverla prese ispirazione dalla loro "Today's the Day".

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