Quando Jovanotti sognò (e omaggiò) i Beatles: "Erano la mia band"

L'ex "Ragazzo fortunato" e il gruppo più importante della storia pop-rock: un amore raccontato nei libri e anche in una bizzarra canzone realizzata campionando i pezzi di "Sgt. Pepper" (ve la facciamo ascoltare qui).
Quando Jovanotti sognò (e omaggiò) i Beatles: "Erano la mia band"

Jovanotti e i Beatles, la combo che non ti aspetti. Il cantautore romano non ha mai nascosto di essere un grande, grandissimo appassionato della storia dei Fab4 e della discografia del gruppo più importante della storia pop-rock fino ad oggi.

Nel 1998, mentre si lasciava alle spalle "Ragazzo fortunato" e tutti gli altri successi del primo periodo della sua carriera, quello che con album come "Jovanotti for President", "La mia moto", "Giovani Jovanotti", "Una tribù che balla" lo aveva reso un idolo tra i giovanissimi, e si preparava ad entrare nella cosiddetta fase della maturità con "Lorenzo 1999 - Capo Horn" (ma l'anno precedente era uscito il vulcanico "L'albero", 700 mila copie vendute), nel libro "Il grande boh" Lorenzo Cherubini raccontò di un curioso sogno nel quale figuravano anche John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr:.

"Ho sognato di scrivere un pezzo coi Beatles, loro erano lì intorno a me e nasceva questa canzone stupenda e semplicissima e io suonavo la chitarra e le mie dita si muovevano come non sanno muoversi,e io pensavo: "Devo ricordarmi di questo pezzo per quando mi sveglio, devo assolutamente ricordarmelo e appena mi sveglio me lo registro" e poi mi sono svegliato e ho dimenticato la canzone. Anche se so che un giorno la ritroverò, perché tanto è lì dentro di me,non può scappare, deve essere lì da qualche parte".

Dieci anni più tardi, nel 2007, l'amore di Jovanotti per i Beatles si sarebbe manifestato sotto forma di un pezzo ispirato proprio alla leggendaria band. Non venne incluso in alcun disco, ma fatto ascoltare in occasione di un evento organizzato a Roma - con ospiti anche Mauro Pagani, Raf, Alex Britti, Cesare Cremonini, Max Gazzé, Paola Turci, Marina Rei e Francesco Renga - nell'ambito delle celebrazioni per i quarant'anni dall'uscita di "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band", il caleidoscopico album capolavoro della band di Liverpool. Intitolato "Ode al Sergente Pepe", il brano di Jovanotti (accompagnato dalla relativa clip realizzata dal fotografo Oliviero Toscani), fu realizzato utilizzando campionamenti delle canzoni dello stesso disco. Sulla base, Jovanotti rappava, tra le altre cose:

"Sia che fa caldo e fa freddo / se c'è il sole o se piove / ci sono cose che non si discutono / la musica dei Beatles e in particolare l'lp / che fece da Big Bang all'universo pop / che ha dentro il rock'n'roll / la classica e l'hip hop / il blues e l'elettronica / la sperimentazione / il gusto del divertimento / e quello dell'innovazione".

E ancora:

"Tra l'altro posso dire che ha proprio la mia età / e infatti se permetti io ce l'ho nel DNA / nostro padre è John, nostra madre è Paul / W il Sergente Pepe, i Cuori Solitari / che sono i fondatori dei valori occidentali / nella costituzione dell'Europa van bene le radici illuministe o quelle cristiane / le ebraiche, le animiste e quelle musulmane / le greche, le buddiste, per me son tutte ok / ma le radici beatlesiane? Io ce le metterei".

Dell'album del '67 considerato una pietra miliare della musica pop (ma non solo), in salsa psichedelica, l'ex "Ragazzo fortunato" ebbe a dire:

"Il primo concept album della storia della musica, un vero e proprio Big Bang della cultura pop che ha impollinato tutto quello che è venuto dopo. In 'Sgt. Pepper's' c'è tutto: ribellione, ricerca, novità, sperimentazione, rock. La mia canzone preferita? Difficile dirlo, perché l'album è una canzone unica. Forse i primi 40 secondi del disco, che dicono tutto".

E a proposito di psichedelia: non potevano mancare i Beatles nel racconto di quel viaggio, che definire psichedelico è pure poco, fatto da Jovanotti all'inizio dell'anno scorso in bici in Sud America, pedalando per 4mila chilometri lungo la Panamericana. A testimonianza dell'impresa, la docu-serie "Non voglio cambiare pianeta", pubblicata su RaiPlay. Nel sesto episodio il cantautore dopo il risveglio racconta, seduto sul letto, di aver sognato Federico Fellini e con un sorriso ricorda il sogno già narrato nel '98 ne "Il grande boh":

"Mi ricordo che una volta ho sognato di essere con i Beatles. Erano la mia band. È successo tanti anni fa, ma mi è rimasto impresso, quel sogno lì".

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.