Janis Joplin e il film che ispirò e quasi vinse il Premio Oscar

La musicista texana moriva tragicamente in una camera d'albergo 50 anni fa.
Janis Joplin e il film che ispirò e quasi vinse il Premio Oscar

Janis Lyn Joplin era texana e amava cantare. Janis amava il blues e si trasferì in California per inseguire il suo sogno. A 23 anni entrò nella Big Brother and the Holding Company. Quando ne aveva 25 anni conobbe il successo per merito di "Piece of my Heart", infine a 27 – sì, i famigerati 27 –, il 4 ottobre 1970 (esattamente 50 anni fa), in un hotel di Hollywood venne trovata morta, a causarne il decesso una overdose di eroina mischiata ad alcool.

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Di lì a breve sarebbe dovuto uscire il suo secondo album solista, "Pearl" (la cui pubblicazione venne posticipata al gennaio dell'anno seguente). "Mercedes Benz", uno dei suoi brani più noti, venne registrata il primo ottobre, solo tre giorni prima che Janis partisse per il suo ultimo tour nell'alto dei cieli. E il giorno in cui morì era attesa in studio per registrare le parti vocali di "Buried Alive in the Blues", titolo quanto mai premonitore. Il brano è presente nella tracklist di "Pearl". E' uno strumentale.

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Una vita sofferta quella di Janis, una vita nella quale i bassi sono stati più degli alti. Una breve vita, che meriterebbe di essere raccontata in un film. E un film, non proprio autobiografico, ma molto molto ispirato dalla sua figura venne realizzato nel 1979. Si intitola 'The Rose', la protagonista del lungometraggio è la quasi coetanea di Janis (solo due anni più giovane) Bette Midler che, al tempo delle riprese, era una cantante piuttosto nota, infatti con l'album d'esordio, uscito nel 1972, "The Divine Miss M", co-prodotto da Barry Manilow e Ahmet Ertegun, si era aggiudicata il Grammy quale 'Best New Artist'.

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Bette voleva entrare nel mondo del cinema. Le venne presentata una sceneggiatura per realizzare un film biografico sulla vita di Janis Joplin intitolato, 'The Pearl'. In una intervista rilasciata dalla Midler nel 1979 al magazine Rolling Stone disse: "Rimasi davvero scioccata. Non conoscevo Janis, ma pensavo fosse trattata in modo irriverente. Non che fosse una brutta sceneggiatura; era solo l'idea di non lasciare sola questa persona, soprattutto subito dopo la sua morte." Janis era morta nove anni prima, e l'ora 74enne artista statunitense ritenne che non fosse ancora trascorso abbastanza tempo per poterla interpretare, soprattutto in relazione alla massiccia presenza di sesso e droga contenute nella sceneggiatura. La Midler rifiutò quindi il progetto.

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Passarono diversi mesi ma non le era ancora passata sotto gli occhi una sceneggiatura degna di nota. Allora Aaron Russo, un ex proprietario di nightclub ora manager della Midler, le suggerì di riprendere in considerazione lo script di 'The Pearl'. Ricorda Bette Midler: "Aaron mi chiamò e mi disse, 'Perché non lo riguardi di nuovo?'. Lo rilessi e risposi, 'Queste sono le parti che vorrei tenere: mi piacerebbe che questa persona fosse una cantante rock and roll e vorrei mantenere il dolore e una certa quantità di odio verso se stessa, la costante ricerca di approvazione. Tutto il resto deve sparire.'" Alcuni dicono che il film sia stato modificato per soddisfare le richieste della Midler, mentre altri sostengono che la sceneggiatura venne modificata solo dopo che la famiglia della rockstar scomparsa aveva rifiutato di cedere i diritti sulla vita di Janis. Comunque siano andate le cose, la storia venne rivista e trasformata in 'The Rose'.

Sebbene non sia un film strettamente biografico, 'The Rose' ha moltissimi punti di contatto con la vita di Janis Joplin. Mary Rose Foster, la protagonista della pellicola, è una rock star alle prese con le dipendenze, la fama e la costante ricerca di approvazione. Nel film è inserita anche una fugace relazione con un'altra donna, altro fatto che va a sovrapporsi con la vita di Janis. A dirigere 'The Rose' pensò il regista Mark Rydell (che nel 1982 venne candidato al Premio Oscar per la sua regia in 'Sul lago dorato'), mentre la colonna sonora venne affidata a Paul Rothchild, il produttore di "Pearl", l'ultimo album di Janis Joplin.

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Dell'esperienza con Rothchild, Bette Midler non ha buoni ricordi: "Era molto duro. Non mi piaceva molto. Mi ha fatto impazzire. Cantavo fino a sanguinare." Sebbene i metodi di Rothchild possano essere stati faticosi e duri da digerire, è difficile discutere sulla bontà del risultato finale. Nella colonna sonora del film la Midler interpretò vari brani blues e rock, tra cui "Keep on Rockin'" di Sammy Hagar e il classico di Percy Sledge "When a Man Loves a Woman". Oltre al tema principale del film, "The Rose", che fu un grande successo radiofonico e valse alla Midler un Grammy per la migliore performance pop femminile.

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Il film giunse nelle sale cinematografiche il 9 novembre 1979. Ebbe una buona accoglienza e raccolse ben quattro nomination ai Premi Oscar, compresa quella a Bette Midler in qualità di migliore attrice protagonista. Pensando a Janis – che questo film ha così profondamente ispirato – sarebbe stato molto bello e, per molti versi, poetico se Bette Midler si fosse aggiudicata quell'Oscar. Chissà se, nel discorso di accettazione del premio, quando il vincitore di turno, praticamente quale prassi, enumera una lunga lista di ringraziamenti a quanti gli hanno permesso tale onore, sarebbe stata ricordata anche Janis. Ma forse non è poi così importante. E' andata come doveva andare e Janis sarà per sempre una grande della musica che più ci piace.

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