John Lennon è immortale grazie all'uomo che l'ha ucciso

Se non fosse morto, oggi l'ex Beatle sarebbe un "venerato maestro" o un "solito stronzo"?
John Lennon è immortale grazie all'uomo che l'ha ucciso

Senza Mark David Chapman, l'uomo che l'ha ucciso quasi quarant'anni fa, chi sarebbe oggi John Lennon? Immaginarselo è un esercizio teorico, con i "what if?" non si fa la storia. 
Ma il pensiero viene in mente, nei giorni in cui all'assassino di Lennon viene negata per l'undicesima volta la libertà vigilata e in cui viene annunciata l'ennesima riedizione/ricompilazione di canzoni del repertorio dell'ex Beatle.
Quel che è certo è che Chapman, uccidendolo, ha consegnato Lennon alla storia e all'immortalità - un'immortalità che ha assicurato anche a se stesso, che sarà per sempre ricordato come l'uomo che uccise John.
Chapman è invecchiato in carcere, negli ultimi anni ha trovato anche le parole per dirsi pentito, e non c'è ragione per dubitare che non lo sia. E non c'è ragione per non credere che i giudici, rifiutandosi di rimetterlo in libertà, in realtà lo stiano anche proteggendo da qualche fanatico che cercherebbe di "vendicare" Lennon ammazzando il suo uccisore. Ma di Chapman qui ci interessa parlare come autore - inconsapevole - del gesto che ha fatto di John Lennon un santo, un eroe e un martire, consegnandolo, appunto, alla storia.
"Muore giovane chi è caro agli dei": lo ha scritto il poeta greco Menandro sul finire del terzo secolo avanti Cristo (e noi lo sappiamo soprattutto grazie a Giacomo Leopardi, che parecchi secoli dopo pose la frase a epigrafe di una sua poesia, "Amore e morte").
Lennon è morto giovane; e, impossibilitato ad invecchiare come tutti noi, è stato anche salvato dal destino che spesso, se non sempre, accomuna le persone famose - secondo l'aforisma di Alberto Arbasino - nel passare da "brillante promessa" a "solito stronzo", mentre l'approdo a "venerato maestro" è riservato a pochissimi eletti.
Ecco: se Lennon non fosse morto, sarebbe diventato un "venerato maestro" o un "solito stronzo"? 
Se proviamo ad essere obbiettivi, "Double fantasy" - ultimo album pubblicato da Lennon in vita - non è certamente un capolavoro. E, sempre se vogliamo essere obbiettivi, nella discografia solista di Lennon i lavori eccellenti sono meno di quelli poco riusciti. Insomma, le prospettive su questo fronte non erano rosee.
Che canzoni avrebbe scritto e registrato, Lennon, negli ultimi quarant'anni, se Chapman non gliel'avesse impedito?
L'avremmo visto perdere i capelli, o tingerseli, o diventare il protagonista di una residency a Las Vegas, o continuare la sua partnership con Yoko Ono, nella musica o nell'attivismo politico o in entrambi i campi? Avrebbe scritto nuove grandi canzoni, da solo? Lui e McCartney avrebbero ricostituito la magica coppia di autori che erano stati nella prima metà degli anni Sessanta? E se sì, i risultati sarebbero stati paragonabili a quelli resi celebri dai Beatles? Sarebbe tornato a vivere in Inghilterra? Sarebbe diventato Primo Ministro, o avrebbe partecipato a "I'm a Celebrity... Get Me Out of Here!", la versione britannica dell'"Isola dei famosi"?

"What if?", appunto. Quel che è certo è che i morti non possono più commettere errori, fare stronzate, compromettere la credibilità acquisita. E che dei morti non è elegante dire niente che non sia positivo. Soprattutto se sono morti da (involontari, inconsapevoli) eroi. 

Ecco perché Lennon deve a Mark David Chapman l'immortalità - ed ecco perché Yoko Ono ha potuto pubblicare venti album di canzoni di John, fra raccolte, compilation, box, in quarant'anni.

Yoko dovrebbe riconoscere una royalty, a Chapman. 

Franco Zanetti

Dall'archivio di Rockol - Le frasi memorabili di John Lennon
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.