Fred Buscaglione, la storia di “Eri piccola così”

Quest’estate vi raccontiamo le storie di 45 canzoni italiane che, pubblicate a 45 giri, hanno avuto successo fra gli anni Cinquanta e il Duemila.
Fred Buscaglione, la storia di “Eri piccola così”

“Eri piccola così”: 1959, F. Buscaglione-L.Chiosso, Ed. Melodi

Nel 1958 Fred Buscaglione viaggia sul velluto: al boom di 'Che bambola', col suo milione di copie vendute, hanno fatto seguito brani che hanno consolidato il successo del cantante torinese e delle sue "criminalsong".

Ma la vena di Buscaglione e del paroliere Leo Chiosso è lungi dall'inaridirsi. Così, dalla casalinga con fucile di 'Teresa non sparare' (1957) si passa a una nuova 'bambola' destinata inevitabilmente a fregare il 'duro' Fred: la 'femme fatale' di 'Eri piccola'.

Dal punto di vista musicale, è evidente che nel 1958 Fred e gli Asternovas non hanno più alcun timore nel riversare sul pubblico una carica di swing trascinante (pochi mesi prima, anche grazie alle "spallate" date da Buscaglione e Carosone alla concezione tradizionale di musica italiana, Modugno col suo 'Volare' ha trionfato a Sanremo). 'Eri piccola' parte con una rullata di batteria che attacca un ritmo travolgente da "be-bopper", sul quale entrano basso e pianoforte come base ritmica, e poi tromba e sax che cominciano a inseguirsi. Quindi Fred attacca, parlando, la prima strofa, che si conclude con il celeberrimo, semplicissimo ritornello; in ogni intervallo tra le ripetizioni di "piccola", i fiati sillabano su due note la stessa parola.

Il brano diviene il marchio di fabbrica di Buscaglione, anche grazie alle sempre maggiore abilità di istrione del cantante, che per indicare le dimensioni della sua assassina, li riassume in pochi centimetri tra indice e pollice. Mezza Italia si ritrova a canticchiare il ritornello imitando il suo gesto. Non a caso, quando lo storico creativo pubblicitario Luigi Malerba è chiamato ad escogitare uno spot per la Pasticca del Re Sole, convince Fred a parodiare il suo cavallo di battaglia inserendo tra indice e pollice la citata caramella.

Il brano si rifà ad un fatto di cronaca nera, riportato su una rivista americana specializzata in quelle che un tempo si chiamavano "hot news": un fatto reale che si adatta con facilità all'immaginario suscitato dalle "criminalsong" - ma arricchito da qualche accorgimento che rende grottesco il dramma riportato dal giornale.

Ecco quindi la comparsa di latte burro e marmellata, mille sigarette, nonché l'imbroglio in un gioco casto quale il tressette. "Mi ero riproposto di inserire ovunque una vena parodistica", ha spiegato Chiosso, "per cercare di rompere con gli schemi della canzone italiana di allora, stanca di barche che tornavano da sole, di amori sdolcinati e di minatori dal cuore puro. Volevo scrivere pezzi che fossero veri e propri sketch; nei quali, alla descrizione della situazione iniziale, seguisse il ribaltone finale, un colpo di scena fragoroso e dirompente. Per renderlo ancora più credibile e originale ci sforzavamo di inserire nell'epilogo, in più di un'occasione, un'ulteriore trovata assolutamente inaspettata, quale poteva essere un fischio, uno sparo, una risata travolgente, un colpo di tosse o la sirena della polizia".

Il sapore cinematografico di 'Eri piccola' è accresciuto da una struttura narrativa che riprende quella di un classico del cinema, 'Viale del Tramonto' di Billy Wilder, uscito nel 1950. Il protagonista di tale 'noir', Joe Gillis (interpretato da William Holden) racconta la sua storia quando invece avrebbe dovuto tacere, essendo morto. Allo stesso modo, Fred torna per un attimo dall'aldilà per raccontare al pubblico la storia di un amore fatale. Pochi i momenti cantati; in tutto meno di dieci frasi; il resto è 'parlato', durante il quale il cantante gioca col ritmo nella filastrocca di eventi che prelude al finale, quando subentra una pistola.

"Nel disco avevamo usato una pistoletta da bambini", racconta Dino Arrigotti, pianista degli Asternovas. "Ma una sera mi porta un affare enorme, sempre a salve, ma con proiettili enormi. Solo che, forse perché suonavamo al chiuso, in un teatro, con tante signore ingioiellate… quando ho sparato si è staccato un rosone enorme, sarà stato 60-70 chili. E' caduto a dieci centimetri da un tavolo, distruggendo un vaso di fiori".

 

Il testo qui sopra, scritto da Paolo Madeddu, è tratto, per gentile concessione del Gruppo Sugar, dal sito “Galleria della Canzone”, sul quale potete trovare le storie di più di 200 canzoni italiane di grande successo.

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