Adriano Celentano, la storia di “Una carezza in un pugno”

Quest’estate vi raccontiamo le storie di 45 canzoni italiane che, pubblicate a 45 giri, hanno avuto successo fra gli anni Cinquanta e il Duemila.

Adriano Celentano, la storia di “Una carezza in un pugno”

“Una carezza in un pugno”: 1968, G.Santercole - M.Del Prete - L.Beretta, Ed. Clan

"E' un pezzo che mi fa impazzire".

(Max Pezzali)

"E' una canzone che mi ha sempre affascinato. E non sono ancora riuscito a capire come si faccia a mettere una carezza nel pugno. Mi sembra un esercizio zen".

(Stefano "Elio" Belisari, Elio & le Storie Tese)

Nel 1968, dopo aver portato 'Canzone' di Don Backy a Sanremo, Adriano Celentano è impegnato nelle riprese di 'Serafino' di Pietro Germi. E' un film su cui punta molto, per consolidare la sua carriera di attore. Un ruolo minore è previsto anche per Gino Santercole, figlio di sua sorella e da sempre componente del Clan: "Dove andava lui andavo anch'io; prima ancora, dove lavorava lui voleva che lavorassi anch'io, eravamo come due fratelli. Poi lui ha iniziato a fare il cantante, mentre io ero il primo chitarrista dei Ribelli. Il Clan era un po' una sorta di continuazione della nostra famiglia meridionale, che abitava in via Gluck".

Le riprese assorbono moltissimo il cantante, che sacrifica la sua attività discografica. L'uscita del 45 giri 'Una carezza in un pugno' nella primavera del '68 sembra più che altro un 'contentino' per i fan, un modo per essere sempre presente alla radio e nei negozi. Come lato B, viene scelta una canzone di Paolo Conte e Vito Pallavicini, intitolata 'Azzurro'. Due brani la cui costruzione conferma il crescente distacco stilistico sia dal Celentano 'molleggiato' che dai gusti giovanili del tempo. Entrambi sono caratterizzati da un'orchestrazione sontuosa (arrangiamenti di Nando De Luca), cui fa da contrappunto un cantato trascinato, quasi svogliato - dovuto anche, rivela il fonico Piero Bravin, a un lieve raffreddore e al desiderio di sbrigare la pratica in fretta (l'incisione richiese poche ore. Un'eresia, per i produttori odierni…)

'Una carezza in un pugno' è una ballata lenta stile western, che per certi versi fa venire in mente l'analogo percorso dell'idolo di gioventù Elvis Presley, anche lui cresciuto e diventato meno incline a scuotere il bacino… La musica è proprio di Santercole, mentre le parole sono di Luciano Beretta. Come fa notare il critico del “Corriere della Sera” Mario Luzzatto Fegiz, il testo è "la sintesi del sentimento: a mezzanotte la certezza, a mezzanotte e tre il dubbio". Impagabilmente celentanesca, poi, la scelta del linguaggio, con piccole imperfezioni inaccettabili in un altro cantante ("Non vorrei che tu... stai pensando"). Spiega Santercole: "Beretta veniva a casa mia, io gli facevo sentire le mie canzoni; certo io collaboravo ai testi delle canzoni, ma il vero poeta del Clan era lui. Grande poeta, grandissimo paroliere, ha avuto dei riconoscimenti a Milano, che forse neanche il Clan gli ha dato. E secondo me, qui Adriano è un peccato che non lo abbia preso e valorizzato al pari di altri, per esempio Miki Del Prete… (…) Lui è stata una persona molto importante nel Clan, tutti suoi sono i migliori pezzi che abbiamo fatto". (dal sito www.bondietti.ch/celentano-ilcelebre/default.htm).

Due settimane dopo l'uscita del 45 giri, succede qualcosa di imprevedibile: dopo un paio di passaggi radiofonici di 'Azzurro', i negozianti - e subito dopo i discografici - si accorgono che per quanto 'Una carezza in un pugno' piaccia, la gente è sempre più conquistata dal "lato B" del disco. Lo stesso Celentano ne rimane sorpreso (salvo poi assicurare che era "tutto calcolato"). Quando, dopo due mesi di presenza in hit-parade, il disco va al n.1, le ristampe hanno sancito il cambio della guardia: sul "lato A" c'è 'Azzurro'.

In ogni caso, grazie ad 'Azzurro', 'Una carezza in un pugno' entra - ospite gradita - in milioni di case. La sua rivincita avverrà 25 anni dopo, grazie a Fiorello ("Ho venduto mezzo milione di dischi con le copie delle sue canzoni. Adriano è un classico"). Durante la trasmissione "Karaoke" (1993), il giovane showman, all'epoca caratterizzato dalla coda di cavallo, ripropone più volte la sua versione di 'Azzurro' e 'Una carezza in un pugno'. Tra le due, poi incluse nell'album "Karaoke compilation", è quest'ultima a ottenere più consensi: viene scoperta da una nuova generazione, e riscoperta da quelle precedenti.

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Domani racconteremo la storia di “Una zebra a pois” di Mina.

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Il testo qui sopra, scritto da Paolo Madeddu, è tratto, per gentile concessione del Gruppo Sugar, dal sito “Galleria della Canzone”, sul quale potete trovare le storie di più di 200 canzoni italiane di grande successo.

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