Deftones, “White Pony” compie 20 anni: “Uscirà una nuova versione remixata”

La band nu-metal annuncia “Black Stallion”, la ristampa del loro album più famoso. Il cantante Chino Moreno: “Sarà la chiusura di un cerchio”.
Deftones, “White Pony” compie 20 anni: “Uscirà una nuova versione remixata”

Un disco seminale come “White Pony”, uscito vent’anni fa e capace di spalancare definitivamente le porte del nu-metal, avrà un’evoluzione, un remix celebrativo che i Deftones sognavano da tempo. Durante una conferenza stampa globale su Zoom, il frontman Chino Moreno, insieme al batterista Abe Cunningham e al tastierista/dj Frank Delgado, ha confermato che il loro terzo album, uscito nel 2000, verrà ripubblicato con tutti i brani remixati e si chiamerà “Black Stallion”. Intanto la band è al lavoro anche sul nuovo disco, su cui non ci sono anticipazioni (leggi qui). “Rilasceremo questo progetto celebrativo di ‘White pony’ più avanti nel corso dell'anno, sarà una ristampa del disco, un remix che ci stavamo immaginando già da diverso tempo e che adesso è realtà – dice Moreno – ospiti? persone diverse, alcune che hanno ispirato parte della stesura del disco originale, saranno con noi”. Un nome è trapelato: si tratta di DJ Shadow, una figura di spicco all'interno dell'hip hop. A svelarlo lo stesso Frank Delgado: “Siamo andati a un suo concerto e gli abbiamo chiesto di remixare il disco. Ci ha guardato stranito e ha risposto di mandarglielo, forse voleva solo liberarsi di noi (sorride, ndr). È un bel matto, ci piace molto”.

“White Pony” è stato un disco centrale per la storia del genere nu-metal di cui i Deftones, insieme ai Korn, sono considerati fra i padri fondatori. Dentro si possono trovare elementi new wave, di rock psichedelico, melodici, elettronici e post-punk, conditi con l’aggressività metal a volte intervallata da esperimenti di trip hop come in “Teenager”. Un mix in cui non manca la dimensione rap, assimilata e poi fatta propria da band come i Limp Bizkit. Anche sul fronte testuale è un album ricco: il cantautore Maynard James Keenan ha collaborato a una delle tracce epiche del progetto, “Passenger”, una cavalcata potente e struggente da oltre sei minuti, ancora oggi fra i brani più amati dai fan della band di Sacramento nata a fine anni ottanta. “Sono canzoni che rappresentano in pieno quel periodo di vita, eravamo al massimo – ricorda Moreno – nessuno di noi primeggiava, c’era un grande equilibrio. In quel momento mi sono evoluto nel modo di cantare e anche di suonare: imbracciai la chitarra e diedi un contributo importante anche sul fronte sonoro. I testi, che hanno avuto una grande rilevanza, in realtà non erano tutti autobiografici. Dentro c’erano tante storie. ‘Passenger’ è ancora oggi una di quelle tracce che rappresenta davvero la nostra unione. Lavorammo su canzoni più corte, altre più lunghe. Fu un album davvero sperimentale. La difficoltà più grande è stata sopravvivere a un progetto con quel successo. Ce l’abbiamo fatta e siamo ancora qui”.

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È stato anche il primo album in cui il dj e tastierista Frank Delgado ha suonato come membro stabile. “Abbiamo sempre creduto fortemente in ciò che facciamo, quello sicuramente fu un album di svolta – sottolinea Delgado – avevo collaborato con la band per i due album precedenti. Entrare in pianta stabile ha creato un feeling particolare, unico. È vero quando si dice che ‘White Pony’ ha aperto un mondo, lo ha aperto a noi come band”. E ancora: “Ricordo la lavorazione di un pezzo come ‘Change’, con quelle chitarre bellissime che si intrecciavano – sorride il batterista Abe Cunningham – sentivamo che stava uscendo un suono nuovo, sperimentale, in cui trovavano spazio il metal e perfino il rap. Le registrazioni furono divertenti”.

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