Mahmood e Massimo Pericolo, l'esperimento 'Moonlight popolare': l'ascolto di Rockol
Sensazioni anni '80, un pizzico di soul e un'iniezione di rap: Mahmood e Massimo Pericolo uniscono le forze per un singolo, questo "Moonlight popolare", che aggiunge cemento fresco al ponte che lega urban e rap. Da un lato la voce calda e suadente del cantante milanese, dall'altro le rime affilate e taglienti di quella che da queste parti abbiamo definito la nuova rivelazione del rap italiano (la sua storia, raccontata in parte delle canzoni dell'album "Scialla semper", lo ha portato pure a conquistare certi talk show). Mettici anche suoni sintetici accattivanti che guardano all'età d'oro dell'elettropop e un ritornello radiofonico e orecchiabile e il gioco è fatto.
"Moonlight popolare" esce domani, venerdì 15 maggio. Il brano, prodotto da Crookers, vero nome Francesco Barbaglia, braccio destro di Massimo Pericolo, è un inno pop sulla vita nella periferia. Quella periferia che tanto Mahmood quanto Pericolo conoscono bene e che hanno spesso raccontato nelle loro canzoni: i palazzoni di Gratosoglio nel caso della voce di "Soldi" (a sud di Milano), il disagio di Brebbia - semi-minuscolo paesino tra il Lago Maggiore e il lago di Varese - nel caso del rapper.
Mahmood e Pericolo provano a raccontare le loro origini senza retorica, sui suoni dei sintetizzatori. Partire dal nulla per arrivare al successo: "Parli della vita tua come fosse scritta sulle pagine del Corano / proprio io come te non vengo da Bel Air ma son nato qua", attacca il cantante milanese. "In zona sono più famoso di Drake / se la mia vita è un film la tua è remake / ho una marcia in più perché la nuova auto ne ha sei", risponde Pericolo. Il ritornello è di Mahmood: "Sui tetti la moonlight brilla come Shanghai / la vedi pure tu, da 'sto quartiere in su / la luna da una casa popolare".
"Moonlight popolare" segue "Rapide" e "Eternantena", il singolo pubblicato da Mahmood in piena emergenza coronavirus, e anticipa presumibilmente il suo nuovo album.