Nessuna condanna per la strage alla Love Parade di Duisburg del 2010

Il tribunale della città tedesca chiude con un nulla di fatto la tragedia che vide la morte di 21 persone, tra cui l'italiana Giulia Minola.
Nessuna condanna per la strage alla Love Parade di Duisburg del 2010

L'8 dicembre del 2017 prese il via il processo per la tragedia che funestò la Love Parade del 24 luglio 2010 quando trovarono la morte 21 persone - tra cui anche l'italiana Giulia Minola – e altre 650 furono ferite. La sentenza emanata dal tribunale di Duisburg dice che non ci sarà nessuna condanna per i tre imputati accusati di omicidio e lesioni colpose.

La tragedia avvenne quando la folla dei partecipanti al raduno techno si assiepò oltre misura in un tunnel, unico accesso al luogo del manifestazione. In un primo tempo, nel 2014, vennero incriminate dieci persone, quattro delle quali facenti parte dell'organizzazione dell’evento e altre sei invece dipendenti dal comune della città tedesca. Nel febbraio 2019 il tribunale aveva prosciolto dall'accusa sette di loro.

La Love Parade avrebbe dovuto avere un'affluenza massima di 250mila persone ma, stando ad alcune stime, vi parteciparono oltre un milione di persone. Il sindaco di Duisburg era stato in precedenza informato del fatto che il luogo preposto alla manifestazione non aveva i requisiti adatti per il suo svolgimento.

Ai tre imputati rimasti venivano contestati gravi errori nella programmazione della Love Parade. Lo scorso aprile il Tribunale di Duisburg, come riporta Il Fatto Quotidiano, chiese alla procura l’archiviazione anche per questi imputati, poiché, a causa delle restrizioni dovute al lockdown da coronavirus, non si sarebbe riusciti a completare il processo entro i termini della prescrizione che sarebbe scattata il prossimo fine luglio. La procura e gli imputati si sono detti d’accordo. I parenti delle vittime, sconfortati da questa imprevedibile conclusione, hanno protestato con veemenza contro l’archiviazione del processo.

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