Addio a John Prine

E' morto il cantautore di 'Common Sense': alla fine dello scorso marzo fu trovato positivo al Coronavirus
Addio a John Prine

John Prine, storica voce del folk americano considerato uno degli esponenti di spicco della canzone d'autore statunintense, è morto all'età di 73 anni in seguito alle complicazioni da Covid-19: l'artista era stato trovato positivo al virus lo scorso 26 marzo. L'artista, riferisce il New York Times, è scomparso a Nashville nella giornata di ieri, martedì 7 aprile.

Considerato da colleghi come Bob Dylan e Kris Kristofferson - che lo lanciò dopo averlo scoperto in un piccolo club di Chicago - una delle voci più talentuose sul panorama country-folk a stelle e strisce, Prine debuttò nel 1971 con l'omonimo primo lavoro in studio, al quale ne seguirono altri sei, fino a "Storm Windows" del 1980, ultimo suo disco su major - la Asylum. Dal 1984 - anno di pubblicazione di "Aimless Love" - l'artista iniziò a pubblicare con la sua etichetta, la Oh Boy Records, per la quale darà alle stampe ben undici lavori, l'ultimo dei quali - "The Tree of Forgiveness" del 2018 - sarà quello a dargli più soddisfazioni in termini commerciali, spingendosi fino al quinto posto nelle classifiche di vendita americane - il suo album su major di maggior successo commerciale, "Common Sense" del 1975, si spinse solo fino alla sessantaseiesima.

Nel 1998 Prine si sottopose a un intervento chirurgico per rimuovere un tumore al collo: l'operazione intaccò parte dei nervi del collo limitando temporaneamente la mobilità della lingua, e costringendolo così a un percorso di riabilitazione per recuperare la piena funzionalità della voce, che comunque venne modificata dalla procedura medica. Quindici anni dopo, nel 2013, l'artista tornò sul tavolo operatorio per la rimozione di una massa tumorale al polmone sinistro: grazie a un intenso quanto eterodosso percorso di riabilitazione - salire e scendere le scale della sua abitazione ed eseguire almeno due canzoni accompagnandosi solo con la chitarra quando ancora aveva il fiato corto per lo sforzo - Prine riuscì a tornare in tour appena sei mesi dopo l'intervento.

Il cantautore era stato ricoverato in un ospedale di Nashville lo scorso 26 marzo in condizioni critiche a causa del Covid-19, contratto mentre si trovava in autoisolamento insieme alla moglie Fiona, trovata per prima positiva al virus. E' stata lei, negli ultimi giorni, a fornire ai fan gli aggiornamenti sulle condizioni di salute del marito.

"Ci siamo incontrati e innamorati nel novembre del 1988", si legge nel post che Fiona ha postato solo ieri: "E' un profluvio di ricordi. La mia unica preghiera, oggi, è che senza il mio amore intorno a lui".

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Molto apprezzato da figure da padri nobili del rock mondiale come Bob Dylan e Roger Waters, Prine ha rappresentato un punto di riferimento anche per artisti molto più giovani come - tra gli altri - il già leader dei Black Keys Dan Auerbach, che lo coinvolse - insieme a "Pat McLaughlin" - nella clip associata alla title track di "Waiting on a Song" del 2017 contribuendo come autore - un anno dopo - alla realizzazione dell'ultimo disco da studio, "The Tree Of Forgiveness", per il quale co-firò i brani “Caravan of Fools” e “Boundless Love.

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