Pink Floyd, i 50 anni di “Atom Heart Mother”: la storia dell’album – parte 1

“Atom Heart Mother” dei Pink Floyd è stato pubblicato il 2 ottobre del 1970. E’ un album epocale, e per celebrarne il compleanno l’abbiamo presentato integralmente, canzone dopo canzone, nei giorni scorsi. Ecco invece la storia dell’album.
Pink Floyd, i 50 anni di “Atom Heart Mother”: la storia dell’album – parte 1

Per i Pink Floyd, verso la fine del 1969 i tempi erano ormai maturi per un deciso salto di livello. Obiettivo: mettere radici nell’olimpo del rock con un nuovo lavoro capace di alzare l’asticella e affermare la band come una solida realtà internazionale. Forti di quanto raccolto in patria (ma ancora in attesa di un primo posto in classifica), i Floyd allargarono la semina a quei mercati in cui i raccolti erano stati ancora modesti; per mietere in linea con le ambizioni del gruppo, era giunta l’ora di osare in grande. L’idea di cucire una veste sinfonica su un nuovo disco stimolò gli appetiti del gruppo sin dagli albori del progetto.

Dagli ascolti del copioso materiale inciso per le sedute di “Zabriskie Point” emergono alcune linee melodiche che ritroveremo nell’ambiziosa suite “Atom Heart Mother”, segno che i semi dell’opera risalgono al periodo romano. Si tratta in realtà di semplici assonanze, poiché la prima pietra davvero significativa fu posata a Londra durante le prove che il gruppo organizzò in vista del tour inglese del gennaio 1970. I Pink Floyd decisero di non tediare il pubblico con una scaletta convenzionale, impegnandosi a produrre materiale inedito da presentare on the road. Fu in questa circostanza che David Gilmour se ne uscì con un giro di accordi capace di calamitare l’attenzione dei compagni; accordi evocativi di orizzonti selvaggi e di imprese epiche da cinema western americano, idonei soprattutto a qualche sviluppo orchestrale.

Surriscaldati dalla sovraproduzione dell’anno precedente, i neuroni del gruppo stentavano a lavorare a pieno regime; la crisi compositiva investì a vario titolo tutti i musicisti e, per quanto fossero una partita ancora tutta da giocare, quegli accordi parvero subito una piccola grande manna caduta dal cielo. Così il gruppo incominciò a lavorare alacremente intorno a quel motivo (denominato provvisoriamente “Theme From An Imaginary Western”), creando una struttura che ben presto arrivò a una durata di poco superiore al quarto d’ora, destinata a incrementarsi ulteriormente.

Ciò che apparve subito chiaro, però, fu l’impossibilità di tradurre tutte le ambizioni in realtà; il telaio esisteva ma la certosina opera di completarlo dal lato sinfonico era affare troppo complesso da portare a termine da soli.

I destini dell’eclettico musicista Ron Geesin e dei Pink Floyd si sarebbero incrociati a distanza di brevissimo tempo, dando origine al vero e proprio parto orchestrale della futura suite.

Un passo indietro per introdurre la figura di Ron Geesin: scozzese, coetaneo di Roger Waters e enfant prodige della musica. Da bambino si cimentò nel violino e nell’armonica, poi in chitarra, banjo e infine pianoforte. Dal 1961 al 1965 abbracciò la musica jazz suonando dal vivo e incidendo con i Downtown Syncopators, per dedicarsi successivamente a colonne sonore di film, spot e documentari. Negli anni affinò la conoscenza delle tecniche di registrazione e manipolazione dei nastri magnetici, che sperimentò in “A Raise Of Eyebrows”, il suo primo disco solista targato 1967. Nello stesso anno fu in cartellone al “14 Hour Technicolor Dream”, evento a cui presenziarono anche i Pink Floyd. Geesin e il gruppo si incrociarono in varie altre manifestazioni senza fare conoscenza diretta fino al 14 ottobre 1968 (come segnalano i precisi diari dell’artista), giorno in cui il tour manager degli Stones Sam Cutler fece da tramite per la prima stretta di mano con Nick Mason. Ne nacque un’amicizia che coinvolse Ron, Nick e relative consorti, con tanto di progetti musicali comuni. In un banchetto con la famiglia Mason avvenne il primo incontro ufficiale fra Geesin e Roger Waters: era il 29 ottobre 1969. Tra i due si instaurò un rapporto particolarmente stretto, vuoi in virtù delle medesime origini scozzesi, vuoi per l’analogo modo di vedere in fatto di sperimentazioni musicali. Non ultima la passione per il golf, che si tradusse in una serie di sfide sul green continuate fino al maggio del 1971.

Domani scriveremo ancora della storia del disco.

Leggi qui la scheda di "Alan’s Psychedelic Breakfast"

Leggi qui la scheda di "Fat Old Sun​"

Leggi qui la scheda di "Summer ‘68"

Leggi qui la scheda di "If"

Leggi qui la scheda di “Atom Heart Mother” – parte 2

Leggi qui la scheda di “Atom Heart Mother” – parte 1

I testi sono tratti dal libro di The Lunatics “Pink Floyd. Il fiume infinito”, pubblicato da Giunti, per gentile concessione degli autori e dell’editore; al libro rimandiamo per la versione integrale dei testi di presentazione delle canzoni di “Atom Heart Mother” e di tutti gli altri album del gruppo.

https://a6p8a2b3.stackpathcdn.com/vc6JmRdVFwOaCLCU7Gaxb1UiAYc=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/copertina-libro-pink-floyd.jpg

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.