Donne in musica, parlano Giulia Ananìa e Marta Venturini: 'Abbiamo tutte subito, ma basta piangersi addosso'

La cantautrice e la produttrice romana intervengono nel dibattito sul ruolo e la presenza delle donne nel music busines, commentando i dati del rapporto di NUOVOIMAIE.

Donne in musica, parlano Giulia Ananìa e Marta Venturini: 'Abbiamo tutte subito, ma basta piangersi addosso'

"Tutte noi abbiamo subito a livello lavorativo. Anche solo nel momento in cui magari sei seduta al tavolo durante una cena e gli altri parlano soltanto a un tuo collega maschio. Ma non dobbiamo piangerci addosso. E i media dovrebbero smetterla di raccontare le donne come vittime: bisognerebbe iniziare a parlare anche delle donne che nonostante tutto lottano e conquistano risultati importanti": a parlare è Giulia Ananìa, autrice e cantautrice romana, nota ai più per aver scritto canzoni poi portate al successo da - tra le altre - Emma Marrone, Paola Turci, Elodie e Laura Pausini, che commenta così i dati della ricerca del NUOVOIMAIE relativi al ruolo e alla presenza delle donne nel music business.

L'istituto mutualistico per la tutela degli artisti interpreti ed esecutori ha presentato il suo rapporto lo scorso 7 febbraio a Sanremo, nell'ambito del Festival (dove è tradizionalmente presente per assegnare il Premio Jannacci, quest'anno consegnato alla 16enne Tecla Insolia, seconda classificata tra le "Nuove proposte" con "8 marzo", inno dedicato alle donne). A rappresentare la categoria, Levante: la cantautrice siciliana ha raccontato la sua esperienza di donna nel music business italiano, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa. I dati raccolti dalla ricerca, come già riportato da Rockol, rivelano che in un quadro di generale e marcata superiorità del ruolo maschile su quello femminile nel mondo della musica il mercato premia proprio le donne. "Non mi meraviglio", dice Giulia Ananìa, classe 1984, che parallelamente alla sua attività da (cant)autrice organizza eventi, rassegne e festival e che da sempre si batte per il riconoscimento dei talenti femminili nella musica (e non solo), "sono stufa del ritratto che i media offrono delle donne, viste sempre come vittime. La realtà ci racconta un'altra storia".

Accanto a lei, sul divano di Rockol, siede Marta Venturini, che rispetto alla Ananìa ricopre un ruolo diverso: quello di produttrice (ma scrive anche canzoni, molte delle quali insieme alla stessa Ananìa). C'è il suo zampino dietro a "Mainstream" di Calcutta, l'album che più di tutti ha ispirato la nuova generazione di cantautori, quelli del giro ItPop (oltre alla voce di "Cosa mi manchi a fare" nel suo Studio Nero sono passati Riccardo Sinigallia, Coez, i Viito, Federica Carta, Noemi): "Io faccio un lavoro molto maschile, quello della produttrice, dell'arrangiatrice, di chi sta dietro al bancone. Se svolge un lavoro che è sempre stato per uomini, una donna deve faticare tantissimo per farsi notare. Sono dispiaciuta di essere una delle poche donne, o forse l'unica, che fa questo mestiere. Vorrei che venissero fuori più figure di questo tipo. Ma è come se non fosse possibile", le fa eco.

Giulia Ananìa e Marta Venturini sono due colonne portanti di quella scena romana che negli ultimi anni partendo dalla Capitale è riuscita ad imporsi a livello nazionale. Ne fanno parte Tommaso Paradiso (fino a poco fa insieme ai suoi Thegiornalisti, ora solista), Calcutta, Niccolò Contessa e i suoi I Cani, Coez, Carl Brave, Franco126, Gazzelle, Giorgio Poi, Galeffi, Ultimo e poi i romani d'adozione Viito e Motta. Sono quelli che - con numeri diversi - ce l'hanno fatta e sono accomunati dal fatto di essere tutti uomini. "C'è pochissima proposta per quanto riguarda le cantautrici, in effetti. Io da produttrice non faccio altro che ascoltare i provini e le demo che mi arrivano e sono quasi sempre proposte maschili", osserva Marta Venturini, ex frontwoman della band Rumore Bianco, attiva nella scena indipendente romana tra la fine degli Anni '90 e i primi Anni Duemila, "anche nelle playlist di tendenza sulle piattaforme di streaming ci sono troppe proposte maschili e poche proposte femminili". Riprende la parola Giulia: "Le donne sono spesso solidali tra di loro. Io e Marta siamo contente quando lavoriamo con una nostra collega in studio, perché ci rilassiamo. Le artiste donne che vengono a registrare da noi dicono: 'Che bello lavorare con altre donne, almeno non c'è il maschio che non ci fa godere questo momento...'. Si sentono libere".

Interviene anche Rossella Lorello, rappresentante di Warner Chappell Music Italiana, società di edizioni del cui roster fanno parte - tra le altre - Federica Camba (autrice per Laura Pausini, Anna Tatangelo, Alessandra Amoroso, Emma Marrone) e Annalisa: "Voglio essere positiva. C'è tanto lavoro da fare, questo non posso negarlo. Ma deve essere uno stimolo in più per andare avanti. Nel nostro organico abbiamo ragazze che arrivano da stage e che si fanno conoscere pian piano, tirando fuori le loro capacità. Fanno sistema. C'è tanto fermento".

di Mattia Marzi

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