Divario di genere nel music business, il rapporto di NUOVOIMAIE: 'Difficile abbatterlo, ma il mercato premia le donne'

In un quadro di così marcata e schiacciante superiorità del ruolo maschile su quello femminile nel mondo della musica c'è una sorpresa.

Divario di genere nel music business, il rapporto di NUOVOIMAIE: 'Difficile abbatterlo, ma il mercato premia le donne'

Il tema è di grande attualità: riguarda il ruolo e la presenza delle donne nel music business. NUOVOIMAIE, l'istituto mutualistico per la tutela degli artisti interpreti ed esecutori, ha deciso di dedicargli una ricerca analitica: un rapporto che, dai alla mano, prova a comprendere le dimensioni del divario di genere nell'industria musicale. È stato presentato oggi a Sanremo, dove tradizionalmente NUOVOIMAIE è presente per assegnare - nell'ambito del Festival della Canzone Italiana - il Premio Jannacci, intitolato al compianto cantautore milanese, quest'anno consegnato alla 16enne Tecla Insolia, in gara tra le "Nuove proposte" con "8 marzo", dedicata all'universo femminile. A rappresentare la categoria, Levante: tra i 24 big in gara al Festival di Sanremo 2020 (gareggia con "Tiki bom bom"), la cantautrice ha raccontato la sua esperienza di donna nel music business italiano, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa.

La ricerca di NUOVOIMAIE, basata sul repertorio completo di opere registrate e pubblicate (dal 1947 ad oggi), prende in considerazione 765.789 registrazioni musicali in 116 paesi soffermandosi sul numero di ruoli da artisti primari (gli esecutori) e comprimari (quelli che svolgono una parte importante, ma non quanto quella dell'artista primario), analizzati per paese, fascia d'età e sesso, nonché il volume economico generato dall'utilizzo delle opere.

In generale, i ruoli da comprimari femminili sono 93.872 (9,46%) contro gli 898.938 (90,54%). Più o meno simile la differenza per gli incarichi da primari: le donne ne ricoprono 136.088 (7,44%) e gli uomini 1.692.000 (92,56%). In totale le parti maschili sono 2.590.938 (91,85%) a fronte dei 229.690 (8.15%) di quelle femminili. L'andamento ha la stessa tendenza in tutti i paesi rilevati. Le nazioni in cui le differenze tra maschi e femmine sono maggiori (sempre a vantaggio dei ruoli per uomini) sono il Regno Unito (+94,94%), seguito dai Paesi Bassi (+91,86%), Russia (+91,83%), Stati Uniti (+91,20%), Germania (+90,60%), Francia (+90,30%), Svezia (+84,53%), Canada (+83,50%) e Spagna (+81,86%).

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Tra i paesi presi in considerazione, l'Italia è quello in cui la forbice tra i ruoli occupati dalle donne e quelli occupati dagli uomini è sì sproporzionata, ma meno accentuata rispetto agli altri paesi. Nel dettaglio, nel nostro paese si segnalano 56.619 incarichi da comprimari per le donne (con una percentuale pari al 9,42%) a fronte dei 544.694 degli uomini (con una percentuale pari al 90,58%). Sono invece 71.105 (8,32%) i ruoli da primari per le donne e 783.539 (91,68%) per gli uomini su un campione di 389.219 registrazione musicali.

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"Credo che non sia un segreto il fatto che le donne sono poche nella musica. Quando ho iniziato a pagare l'affitto facendo questo lavoro, mi è stata fatta questa domanda: 'Come mai siete così poche?'. È un discorso delicato da approfondire", ha detto Levante commentando i dati spiegati dal presidente del NUOVOIMAIE Andrea Micciché e dal direttore generale dell'istituto Maila Sansaini. "Affrontiamo spesso gli stessi temi che affrontano i nostri colleghi uomini, ma siamo meno ascoltate. Posso scrivere una canzone d'amore stupenda, ma resto sempre una donna che scrive una canzone d'amore stupenda. Se la scrive un uomo, è invece un uomo a scrivere una canzone d'amore stupenda. Sulla bilancia, il peso è differente. Forse è una difficoltà legata a un retaggio culturale. Ed è un problema che non riguarda solo la musica, ma tanti settori".

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NUOVOIMAIE ha elaborato i dati anche per quanto riguarda le fasce d’età al fine di mettere in evidenza se e quanto la discriminazione di genere riguardi essere giovani o meno giovani per trovare spazio nell’ambito musicale. Nella fascia d’età fino a 17 anni i ruoli da comprimari femminili sono stati 662 (19,50%) contro i 2.733 maschili (80,50%), i primari 2.149 (10,93%) e 17.510 (89,07%). La forbice donna-uomo per i primari comincia a divaricarsi ancor più dai 18 ai 34 anni per raggiungere dimensioni sempre più significative dai 35 ai 54 anni, in cui ad esempio la fascia di sproporzione tra uomini e donne è del 93,55% contro il solo 6,45%. Quanto ai comprimari, a partire dai 55 anni e fino ai 67 in cui i ruoli delle donne sono il 5,13% e quelli degli uomini il 94,87%. Dopo i 67 anni si passa al 7,74% di donne comprimarie contro il 92,26% degli uomini e al 6,83% dei primari al femminile e i 93,17% al maschile.

Ma c'è una sorpresa. In un quadro di così marcata e schiacciante superiorità del ruolo maschile su quello femminile nel mondo della musica, il mercato premia proprio le donne. NUOVOIMAIE ha analizzato le ripartizioni effettuate, che derivano dai diritti connessi allo sfruttamento delle opere da parte di radio, tv, streaming, locali pubblici, supporti audio ecc. I dati economici anche in questo caso parlano chiaro: a livello generale si evidenzia che da un solo 7,44% di ruoli primari interpretati da donne il valore economico generato è più che doppio, pari al 16,78% e sulla fascia d’età che premia le donne, ovvero 18-34 anni, addirittura si passa al 32,06%.

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