Led Zeppelin, i 45 anni di “Physical Graffiti”: una canzone al giorno. “Ten years gone”
“Ten Years Gone” è fra le nuove tracce registrate con il supporto tecnico di Ron Nevison e con lo studio mobile di Ronnie Lane a Headley Grange, fra gennaio e febbraio del 1974. Costruita mescolando meticolosamente elementi differenti, “Ten Years Gone” mette pienamente in luce la genialità di Jimmy nel realizzare canzoni profonde e misurate.
In effetti, il cantante tira fuori un’altra delle sue composizioni epiche, criptiche e piene di idee che trasportano l’ascoltatore completamente in un altro mondo. Lavorando nella sua casa studio a Plumpton, Jimmy aveva in un primo momento considerato il pezzo come strumentale; la caratteristica più importante del brano è probabilmente data dal suo “srotolarsi” su un’orchestra di chitarre e di effetti (soprattutto quel caldo riverbero, ma anche un po’ di effetto phaser e forse anche una cassa Leslie). Il riff del pezzo è breve e appena accennato, perché Page utilizza più che altro una cascata di accordi. C’è anche una diffusa traccia ritmica di sitar, il cui suono si sente anche nella sezione dell’assolo, sebbene Jimmy stia molto attento a scongiurare qualsiasi parvenza di cliché̀ orientale (in ogni caso, potrebbe trattarsi di una chitarra elettrica trattata in modo da assomigliare a un sitar). Dal punto di vista ritmico, Bonham risponde alla varietà di tecniche di riverbero di Jimmy con una discreta quantità di riverbero ambientale e un breve accenno di effetto phaser.
Domani scriveremo di “Night flight”.
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I testi sono tratti dal libro di Martin Popoff “Led Zeppelin. Tutti gli album – Tutte le canzoni”, pubblicato da Il Castello, per gentile concessione dell’editore; al libro rimandiamo per la versione integrale dei testi di presentazione delle canzoni di “Physical Graffiti” e di tutti gli altri album dei Led Zeppelin.
