Clash, la storia della copertina di 'London Calling'

Quello del terzo album dei Clash è un artwork che ha fatto epoca: ecco come è nato
Clash, la storia della copertina di 'London Calling'

"Sfortunatamente, cerchi sempre di distruggere quello che ami"
(Paul Simonon)

Il bassista dei Clash era più che soddisfatto dal sound del suo Fender Precision Bass, ma quella sera, al Palladium di New York, non tutto stava andando per il verso giusto. Il Take the Fifth Tour era iniziato l'8 settembre del '79 in California e quando Joe Strummer e soci - dopo una manciata di giorni e qualche data nel midwest, tra Chicago, Detroit e Cleveland - arrivarono il 20 dello stesso mese nella Grande Mela per la prima delle due date previste dal calendario lo show era rodato alla perfezione.

Il Palladium, bisogna ricordarlo, era nato come una sala cinematografica, e anche come venue per concerti aveva mantenuto il proprio assetto di ordini di posto. Il 20 settembre del 1979 il pubblico era entusiata: durante i ventuno brani in scaletta gli spettatori cercano a più riprese di alzarsi dalle poltroncine per raggiungere il fronte del palco, ma il personale di sicurezza in servizio in platea represse ogni tentativo di avvicinamento. Dopo l'ultima canzone del bis, "White Riot", e dopo aver visto l'ennesimo fan costretto a sedersi dagli addetti alla security, Paul Simonon non resse più la frustrazione e diede i numeri, sfasciando sul palco - alle 10,49 di sera - il suo amato Precision.

Pennie Smith, fotografa specializzata nei ritratti di rock band dal vivo, quella sera si trovava dietro le quinte del Palladium: altre foto erano già state scattate durante le precedenti date del tour ma quella sera, oltre al ruolo di ritrattista ufficiale dei Clash per il Take the Fifth Tour, a Pennie era stato assegnato anche un altro ruolo, quello di custode dell'orologio dal polso di Simonon, il cui cinturino si era rotto poco prima.

Per una serie di circostanze, la Smith si trova al posto giusto al momento giusto: alla fine del set Simonon perde le staffe e sfascia il basso, e lei lo fotografa. Sono le 10,49 del 20 settembre 1979 - come confermano gli appunti originali di Ray Lowry, il grafico che curò l'artwork, e non, come in molti hanno creduto per molti anni, il giorno successivo.

Quando Joe Strummer e lo stesso Lowry la contattarono per chiederle di poter utilizzare la fotografia di Simonon per la copertina di "London Calling", la Smith fu tentata di negare l'autorizzazione: tecnicamente parlando, lo scatto non è impeccabile, soprattutto riguardo la messa a fuoco. Ma cattura un attimo, un atteggiamento e un'energia che l'avrebbero fatta diventare epocale, come le grafiche di Storm Thorgerson per i Pink Floyd. Solo che Pennie, all'epoca, ancora non lo sapeva: per fortuna Strummer e Lowry riuscirono a convincerla, consegnando agli annali una delle copertine più belle di sempre.

Il resto, come si dice, è storia. Quella di "London Calling" è regolarmente presente in tutte le classifiche delle copertina più belle mai realizzate di tutte le testate specializzate del mondo, e fin qui niente di strano. La foto della Smith è stata omaggiata da uno degli artisti più quotati oggi sulla piazza mondiale, Banksy, che l'ha citato in una delle sue opere realizzate per le strade della capitale inglese:

https://a6p8a2b3.stackpathcdn.com/EYPikHpAdmd4HZrWR6uN7EVDU2c=/700x0/smart/https%3A%2F%2Fpayload.cargocollective.com%2F1%2F0%2F633%2F693757%2FBanksy_The-Clash_London-Calling_Office-Chair_u_1000.jpg

Il tributo più sorprendente alla fotografia, tuttavia, è stato fatto pervenire nel 2010 da una delle più antiche e rispettabili istituzioni britanniche, la Royal Mail, che nove anni fa ha emesso un francobollo con la copertina di "London Calling":

https://a6p8a2b3.stackpathcdn.com/II6LbBWASZyA-ftt1YSQtZAFosw=/700x0/smart/https%3A%2F%2Flive.staticflickr.com%2F2788%2F4257825374_7ee2b08eb5_b.jpg

Rockol, dallo scorso 25 novembre, sta celebrando il quarantennale della pubblicazione di “London Calling” dei Clash, che ricorre il 14 dicembre 2019: a questo indirizzo sono disponibili tutti gli approfondimenti che abbiamo dedicato per l'occasione al terzo disco della band di Joe Strummer, Mick Jones, Paul Simonon e Topper Headon.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.