Brian May polemizza con chi critica 'Bohemian Rhapsody'

Il chitarrista dei Queen ha risposto ad alcuni commenti pubblicati sul suo canale Instagram riguardo il film sui Queen e su Freddie Mercury 'Bohemian Rhapsody'.
Brian May polemizza con chi critica 'Bohemian Rhapsody'

Brian May recentemente si è regalato il viaggio che ‘avrebbe voluto sempre fare’, ovvero recarsi a Zanzibar, l’isola al largo della Tanzania dove nacque il suo compagno di band Freddie Mercury, visitando i luoghi dell’infanzia di Freddie. Un 'pellegrinaggio', lo ha definito.

Sul suo account Instagram il chitarrista dei Queen ha pubblicato un fermo immagine del biopic ‘Bohemian Rhapsody’ che ha avuto modo di vedere su un aereo della compagnia del sultanato arabo dell'Oman, Oman Air, curioso di vedere come fosse stato ‘tagliato’.

“Alla fine della visione. Ho davvero sentito che gran parte del messaggio del film fosse stato perso. Il che mi ha reso triste. Ma molte delle cose buone fatte ci sono anche in questa versione. E’ facile essere superiori a tutto e disapprovare - ma non molto tempo fa i Rolling Stones furono autorizzati a esibirsi all'Ed Sullivan Show negli Stati Uniti solo se avessero cambiato “Let’s Spend the Night Together” in “Let’s Spend Some Time Together”!! Non mi credete? Date un'occhiata su YouTube! Forse non siamo così liberali e progressisti come pensiamo di essere! O forse, per ogni nazione, ci vuole tempo, tolleranza e... compromesso? Per raggiungere un buon posto”.

Qualche ora più tardi Brian May ha pubblicato un altro messaggio, sempre su Instagram, ed è tornato nuovamente a parlare di ‘Bohemian Rhapsody’, stimolato da alcuni commenti sulla accuratezza del film condivisi da alcune persone in calce al messaggio precedente che, evidentemente, non lo hanno trovato d’accordo.

“Il luogo dove è nato Freddie. Finalmente. L'ospedale in cui Farouk e sua sorella Kashmira nacquero da Jer e Bomi Bulsara il 5 settembre 1946. È stato un brivido per me trovarlo. Alcuni commenti al mio post precedente sull'accuratezza del film ‘Bohemian Rhapsody’ mi fanno capire che molte persone non capiscono il significato di ‘accurato’ nel contesto di un film biografico, piuttosto che di un documentario. Fermatevi e pensateci. Si stanno cercando di condensare 20 anni in due ore sullo schermo. E tu hai una storia che vuoi raccontare sul viaggio emotivo e spirituale di un uomo nel contesto della sua famiglia e dei suoi amici e dell’intero lavoro di tutta la sua vita. Vuoi raccontare la storia onestamente, decentemente, senza evitare i problemi importanti, ma senza inserire gratuitamente dettagli pruriginosi. Vuoi che abbia un senso per le persone di tutte le razze, colore, tendenze sessuali ed età. Pensa alla grande quantità di situazioni e alle milioni di parole pronunciate in 20 anni. Non c'è modo di raccontare la storia senza comprimere le scale temporali, spostare gli eventi, condensare più conversazioni avute negli anni in scene singole, amalgamare i personaggi, e lasciare fuori il 99,9 per cento di ciò che è accaduto!!! Pensi che, confrontando la narrativa del film con gli scarti che hai raccolto da storie di stampa, biografie non autorizzate, ecc. vedi degli ‘errori’? Posso assicurare che non c'è una singola parola, azione, emozione in ‘Bohemian Rhapsody’ che è lì per caso, o per qualsiasi altra ragione che fornire una visione, un indizio per il quadro generale, il pezzo di un ritratto coerente di un uomo, della sua vita e dei suoi sogni. Il fatto che questo film sia diventato di gran lunga il biopic di maggior successo nella storia mi dice che noi - o meglio, l'intero team di BR - nel suo complesso - abbiamo fatto bene”.

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