Il caso Vecchioni / Regeni: interviene Massimo Priviero
Sapevo, direttamente da lui, che l'anno scorso Massimo Priviero aveva scritto una canzone su Giulio Regeni, e che non l’aveva pubblicata. Non l’ho scritto nell’articolo precedente: perché si trattava di una confidenza e non del contenuto di un’intervista, e perché comunque volevo capire se Massimo era d’accordo che lo scrivessi. L’ho chiamato, e gli ho chiesto se desiderava raccontare la sua scelta, diversa da quella di Vecchioni. Ecco la sua email, per la quale lo ringrazio. (fz)
Carissimo Franco,
rispondo volentieri alla tua sollecitazione. Più o meno un anno e mezzo fa scrissi una canzone su Giulio Regeni che in origine doveva essere inclusa nel mio ultimo album ‘All’Italia’. La mandai all’avvocato della famiglia Regeni, che fece da tramite. Ci sentimmo al telefono. Mi fece sapere che, per motivi che mai mi permetterei di discutere, fatto salvo che era una decisione mia e che nessuno contestava la mia libertà artistica, la famiglia Regeni preferiva che non la pubblicassi. Ho riflettuto e ho deciso di tenere la canzone in un cassetto. Il testo partiva dal concetto di quando una verità non viene mai svelata. E diventava per strada una carezza. Questo mio intervento ha il solo scopo di raccontare come ognuno risponde ad una propria sensibilità. Umana ed artistica. Senza alcuna polemica, ovviamente. Dopodiché, la mia scelta di tanti anni fa di essere del tutto distante e per certi versi “inetichettabile e inclassificabile” continua ad essere, per quel che mi riguarda, una scelta giusta. Un abbraccio e una carezza. Soprattutto per tutti gli uomini davvero liberi.
Massimo Priviero