Casacci, Cosma, Maroccolo e Sinigallia, i Deproducers tornano per parlarci di “DNA” – INTERVISTA e VIDEO

Casacci, Cosma, Maroccolo e Sinigallia, i Deproducers tornano per parlarci di “DNA” – INTERVISTA e VIDEO

Vittorio Cosma lo chiama scherzosamente un gruppo di auto-aiuto di musicisti âgée. Ci sono vari modi per definirli, seri e ironici, ma i Deproducers sono soprattutto un caso più unico che raro di band musicale che fa divulgazione scientifica. Cosma, Max Casacci dei Subsonica, Gianni Maroccolo e Riccardo Sinigallia hanno rimesso in moto il gruppo. Questa volta lo scopo è parlare di genetica e di evoluzione in uno spettacolo e in un album in uscita il 5 aprile chiamato “Dna”. Il disco contiene, fra gli altri pezzi, un suggestivo viaggio nell’evoluzione, la “Storia compatta della vita” raccontata da Sinigallia e da Eugenio Finardi (nella parte di dio), ispirata al calendario cosmico del divulgatore Carl Sagan.

Cosma, sempre lui, lo chiama “il nostro Freddie Mercury”. È Telmo Pievani, filosofo, storico della biologia ed esperto di teoria dell’evoluzione. È co-autore dei testi del disco e accompagnerà il gruppo negli spettacoli dal vivo animati dai visuals di Marino Capitanio. “Ogni brano di ‘Dna’ è nato attorno a un concetto scientifico”, spiega Pievani. “Le musiche non sono una semplice colonna sonora dei miei discorsi, sono nate per illustrarli. È un modo non tradizionale di raccontare la scienza, per sorprendere il pubblico e farlo entrare nella narrazione”. Si parla di origine della vita, di evoluzione e di cancro come guasto di questo processo. Non a caso, il progetto è sponsorizzato dalla Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro. Secondo Pier Paolo Di Fiore dell’Istituto Europeo di Oncologia, “Dna” esprime “la voglia di comprendere la realtà con lenti diverse da quelle dello scienziato. Parla a una componente emotiva e perciò può comunicare con un pubblico che magari non sa nulla di scienza o filosofia. È conoscenza giocata non dall’intelletto, ma dall’emozione”.

È questo lo spirito del progetto Deproducers, inaugurato nel 2012 con “Planetario” con la complicità dell’astrofisico Fabio Peri e proseguito nel 2017 con “Botanica” con la collaborazione del neuro-biologo Stefano Mancuso.

“Dna” segna un cambiamento nel metodo produttivo: per la prima volta, il gruppo è partito dai testi scientifici, cercando poi di scrivere musiche che vi si adattassero. “Non pensavamo di andare oltre il primo disco. Siamo stupefatti di essere arrivati al terzo”. Qualcosa è scattato durante il tour di “Botanica”, spiega Casacci, quando i Deproducers hanno cominciato a suonare di fronte a sale e piazze piene. “Abbiamo capito che un esperimento nato senza una direzione si era strutturato. Non esistono altri progetti musicali capaci di coinvolgere un pubblico che va dagli 8 agli 80 anni e che non viene a vederti perché conosce la tua musica o i tuoi album”.

Il progetto è complesso e costoso. Nei prossimi due anni, i Deproducers terranno almeno 20 esibizioni per renderlo economicamente sostenibile. L’idea, spiega Casacci, è “tenere in vita contemporaneamente tutti e tre i capitoli di questa nostra enciclopedia sonora, magari suonando per lo stesso pubblico la prima sera ‘Planetario’, la seconda ‘Botanica’ e la terza ‘Dna’. Una cosa che non esiste nel rock dove i progetti nascono e vengono abbandonati, al limite li si recupera per qualche ricorrenza”. Le date di “Dna” fissate finora sono il 9 aprile a Brescia, l’11 aprile a Roma e il 18 maggio a Mantova. A quanto pare, la trilogia potrebbe essere eseguita a Matera, capitale europea della cultura 2019.

Uno dei messaggi dell’album ha a che fare con la serendipità, vale a dire la capacità o fortuna di fare scoperte per puro caso, mentre si sta cercando altro.

Spiega Pievani che “le grandi scoperte si fanno grazie alla ricerca di base, non a quella che si pone obiettivi precisi. Sono esempi di serendipità la penicillina, i raggi X, il forno a microonde, i vetri infrangibili. La natura è più grande della nostra immaginazione”. In un certo senso, la serendipità sta anche alla base della musica del gruppo. “Bisogna essere aperti alle scoperte che nascono dagli errori”, spiega Sinigallia. Casacci gli chiama “smart mistakes”, gli accordi sbagliati che aprono prospettive armoniche e scardinano la routine, gli incidenti di percorso che diventano opportunità creative. “Bisogna abbandonare le proprie certezze e non è facile per musicisti con una lunga storia”, spiega Maroccolo.

Un altro tema sotteso al progetto, forse implicito, è il ruolo della scienza nella costruzione della società. In un periodo in cui anche le più elementari evidenze scientifiche vengono messe in dubbio da complottisti e scettici amanti del retroscenismo, il fatto che quattro musicisti dotati di talento, storia e credibilità dedichino progetti avvincenti alla divulgazione scientifica è una buona notizia. La scienza è una questione democratica. Da qualche parte, Vittorio Cosma ha già un elenco dei possibili argomenti dei prossimi album.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.