La sessualità, la malattia, i Queen, la morte: rispunta una vecchia intervista alla musa di Freddie Mercury

La sessualità, la malattia, i Queen, la morte: rispunta una vecchia intervista alla musa di Freddie Mercury

La "Bohemian Rhapsody" mania sembra non volersi fermare. Dopo le indiscrezioni degli scorsi giorni su un eventuale sequel del film diretto da Bryan Singer che racconta l'ascesa al successo di Freddie Mercury e dei suoi Queen, rispunta ora in rete una vecchia intervista a Mary Austin, nota ai più per essere stata la prima fidanzata del leggendario frontman della rock band britannica nonché sua musa - a lei dedicò "Love of my life".

Nell'intervista, concessa al "Daily Mail" nel 2013, la donna raccontò il suo rapporto con Mercury, gli ultimi anni di vita del cantante, la malattia e anche la morte. A partire dalla proposta di matrimonio, prima che Mercury scoprisse di essere gay:

"Quando avevo 23 anni mi regalò un grande cofanetto nel giorno di Natale. Dentro c'era un'altra scatola, poi un'altra scatola ancora, così fino all'ultima. Per lui era un gioco. Alla fine, ho trovato un incantevole anello di giada all'interno dell'ultima piccola scatola. L'ho guardato e sono rimasta senza parole, ricordo di aver pensato: 'Non capisco cosa sta succedendo'. Non me l'aspettavo, quindi gli ho chiesto: 'A quale mano dovrei metterlo?'. E lui mi rispose: 'Anulare, mano sinistra'. E poi aggiunse: 'Perché, mi vuoi sposare?'. Io ero scioccata, non me l'aspettavo, e sussurrai solamente: 'Sì, lo farò'. Qualche tempo dopo notai un meraviglioso abito da sposa antico in un piccolo negozio. Freddie non mi aveva più parlato del matrimonio, quindi l'unico modo per tastare il terreno era dirgli: 'È ora che io compri il vestito?'. Ma lui disse di no. Ci aveva ripensato, e il matrimonio non ci fu".

Mary Austin ricordò nell'intervista anche il momento in cui si confrontò con Freddie sulla sua sessualità:

"Sposarsi era probabilmente qualcosa che voleva davvero, ma poi avrà cominciato a chiedersi se era giusto per me. Se fosse andato avanti vivendo una vita bisessuale senza dirmelo, avrei contratto l'Aids e sarei morta. In seguito si sentì sereno per avermi finalmente detto che era bisessuale. Ma io gli dissi: 'Freddie, non penso che tu sia bisessuale. Penso che tu sia gay'".

Ciò nonostante, la donna continuò a restare un punto fisso nella vita di Mercury e restò al suo fianco anche nei difficili anni della malattia:

"Una volta mi disse, con tono triste: 'E pensare che ero così bello'. Io mi sono alzata e ho dovuto andarmene. Sapevo che se fossi rimasta lì sarei scoppiata in lacrime. Quando tornai, mi sedetti di nuovo come se non fosse successo nulla. Mi aveva preso alla sprovvista".

Dure le parole nei confronti di quelli che furono i compagni di band del cantante:

"Freddie è stato molto generoso con loro negli ultimi anni della sua vita e credo che loro non abbiano accettato quella generosità. Non penso che apprezzassero o riconoscessero ciò che Freddie gli aveva lasciato. Ho lasciato alla band un quarto delle royalties degli ultimi quattro album, cosa che non aveva bisogno di fare. Dopo la morte di Freddie si sono allontanati".

Fu proprio Mary Austin ad occuparsi della tumulazione delle ceneri, dopo la morte di Freddie Mercury, avvenuta il 24 novembre 1991 a Kensington, Londra:

"Temeva che qualcuno potesse scavare la sua tomba come era successo ad altre persone famose. I fan possono essere molto ossessivi. Voleva che la sua tomba rimanesse un posto segreto. È stato molto difficile trovare il momento giusto. Una mattina sono uscita di casa con l'urna, dicendo che sarei andata a fare un trattamento per il viso. Doveva sembrare una giornata normale, il personale non doveva sospettare di nulla, a causa dei pettegolezzi dello staff. Nessuno saprà mai dove è sepolto, quello era il suo desiderio".

Al rapporto tra Freddie Mercury e Mary Austin il regista e gli sceneggiatori di "Bohemian Rhapsody" hanno dedicato una parte importante del film. La donna è stata interpretata dall'attrice Lucy Bonton, che sul set ha finito per legarsi sentimentalmente a Rami Malek.

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