NEWS   |   Pop/Rock / 11/02/2019

Grammy Awards 2019, il resoconto della serata: trionfa Childish Gambino, bene Lady Gaga

Grammy Awards 2019, il resoconto della serata: trionfa Childish Gambino, bene Lady Gaga

ore 05.40: Dopo il tradizionale filmato che ricorda gli artisti scomparsi nel corso dell'ultimo anno - tra gli altri, Charles Aznavour, Joe Jackson, Avicii, Ed King, Otis Rush, Mac Miller, Dj Fontana e Aretha Franklin - sul finire del contributo video parte il tributo live propria alla Regina del Soul, che vede schierate sul palco Fantasia, Andra Day e Yolanda Adams per una rilettura - a tratti sopra le righe - del superclassico "(You Make Me Feel Like) A Natural Woman".

Si giunge finalmente - sul finale della cerimonia - alle premiazioni delle due categorie più importanti. Childish Gambino conquista il suo quarto Grammy della serata con "This Is America" come Record of the Year, mentre nella categoria Album of the Year a spuntarla è Kacey Musgraves con "Golden Hour", che brucia sul traguardo la colonna sonora di "Black Panther" con Kendrick Lamar, "Dirty Computer" di Janelle Monáe, "Beerbongs & Bentleys" di Post Malone, "Scorpion" di Drake e "Invasion of Privacy" di Cardi B.

ore 05.20: E' ancora tempo di celebrazioni dal vivo: Jennifer Lopez, Smokey Robinson e Ne-Yo prendono possesso della ribalta per il tributo ai sessant'anni della Motown, la storica etichetta soul / r'n'b di Detroit. La diva newyorchese di origini portoricane si lancia in un medley dei classici "Dancing in the Street", "Please Mr. Postman", "Money (That's What I Want)", "Do You Love Me": poco dopo la raggiunge sul palco Robinson, per le citazioni di "ABC", "My Girl", "Papa Was a Rollin' Stone", "War" e "Square Biz". La chiusura del set è affidata ai Ne-Yo, alla cui voce vengono affidate "Another Star" di Stevie Wonder.


Arriva la premiazione della categoria Best R&B Album, che vede H.E.R. aggiudicarsi la statuetta con il suo eponimo album/raccolta del 2017.

Brandi Carlile, che già nel pre-telecast era riuscita a portare a casa tre statuette, sale sul palco eseguire "The Joke", che solo qualche ora fa è valsa alla sua autrice due premi. Suege il set di Chloe x Halle, che offrono al pubblico una rilettura di "Where is the Love" in omaggio a Donny Hathaway.

Nella categoria Best Rap Album "Invasion of Privacy" di Cardi B ha la meglio su - tra gli altri - "Astroworld" di Travis Scott e "Daytona" di Pusha T. Segue l'esibizione di St. Vincent e Dua Lipa su "Masseduction" , che colpisce per originalità e ispirazione: subito dopo il set la categoria Best New Artist laurea vincitrice la stessa Dua Lipa, scesa dal palco solo pochi secondi prima.

ore 04.30: Il nipote di Diana Ross introduce sul palco dello Staples Center l'icona della disco soul, che si produce in una solida interpretazione di "The Best Years of My Life" e "Reach Out and Touch (Somebody's Hand)", accolta con calore dalle star in platea.

E' poi la volta di Lady Gaga, che con Mark Ronson porta sul palco dei Grammy Awards 2019 la premiata "Shallow": inguainata in una tuta leopardata, Miss Germanotta restituisce una versione energica e sentita del brano presente nella colonna sonora di "A Star Is Born", supportata da una band impeccabile. Dopo i Red Hot Chili Peppers, è la cosa più rock che si sia vista questa sera sul palco della "music's biggest night".


Travis Scott, uno dei performer di estrazione hip hop più attesi della serata, accende i riflettori sulla trap, facendosi accompagnare nelle prime battute del set - su "Stop Trying to Be God" - da James Blake: la parentesi "contaminata" termina di colpo quando il rapper di Houston attacca , rinchiuso in una gabbia metallica, "No Bystanders".

ore 03.50: Allo Staples Center continua a tenere banco la musica dal vivo: dopo H.E.R. tocca a Cardi B, che propone al pubblico la sua "Money" con il supporto di una scenografia sfarzosa e un costume per lo meno bizzarro.


Si prosegue con la premiazione della categoria Best Country Album, che vede Kacey Musgraves avere la meglio sugli altri concorrenti con il suo "Golden Hour".

A sorpresa si esibisce anche Alicia Keys, producendosi in un omaggio per voce e piano a Janis Joplin con "The Entertainer", a Roberta Flack con "Killing Me Softly", a Nat King Cole con "Unforgettable", ai Kings of Leon con "Use Somebody", ad Lauryn Hill con "Doo Wop (That Thing) e al "Empire State of Mind", il brano che la vide duettare con Jay-Z.


La musica dal vivo resta protagonista con Dan e Shay, che eseguono la loro "Tequila" prima di premiare il vincitore nella categoria Best Rap Song, che si rivela essere "God's Plan" di Drake.

ore 03.20: Una pattuglia di star composta da Little Big Town, Maren Morris, Kacey Musgraves, Katy Perry e Miley Cyrus prende possesso del palco dello Staples Center per omaggiare l'icona country a stelle e strisce Dolly Parton, che prende parte già dalle prime battute al tributo: si comincia con "Here You Come Again", per proseguire con "Jolene" (con una Cyrus in grande forma), la cover di Neil Young di "After the Gold Rush" e "Red Shoes", quest'ultima dal recente "Dumplin'" del 2018. Il set si chiude con "9 to 5", eseguita con il contributo corale di tutti gli ospiti intervenuti.


E' poi la volta di H.E.R.: nonostante l'arduo compito di far dimenticare alla platea la parata di stelle che l'ha preceduta, la cantante di Vallejo, California, si difende piuttosto bene, interpretando con intensità la sua "Hard Place" e dimostrandosi una chitarrista di tutto rispetto.

 

ore 02.50: Kacey Musgraves esegue dal vivo "Rainbow", accompagnata solo dal pianoforte: al suo set segue quello di Janelle Monáe, prima vera sorpresa della serata - con "Make Me Feel" - dalle atmosfere spiccatamente princiane.


Si passa alla premiazione della categoria Song of the Year: a spuntarla è Childish Gambino con "This Is America", già vincitrice nella categoria Best Music Video.

Lo show prosegue con l'attesa esibizione congiunta di Post Malone e Red Hot Chili Pepper: apre il set il rapper con "Stay" e "Rockstar", che dopo aver iniziato l'esecuzione nel backstage raggiunge sul palco Flea e compagni per duettare - chitarra alla mano - sulle note di "Dark Necessities", per quella che al momento è la prestazione live più convincente della serata.

ore 02.20: Riprende dallo Staples Center di Los Angeles la seconda parte della sessantunesima edizione dei Grammy Awards, quella riservata alle categorie maggiori. La serata di gala è aperta dalla performance congiunta di Camila Cabello, J Balvin, Ricky Martin, Arturo Sandoval e Young Thug, ospitata da una scenografia complessa in stile soap opera che occupa gran parte del palco installato nel palazzetto losangelino. Il tripudio latin pop - sulle note di "Havana" e "Mi Gente" - affollato di ballerine e figuranti lascia spazio alla presentatrice dell'evento, Alicia Keys, che dà il benvenuto al pubblico e chiama sul palco per fare gli onori di casa, tra le altre, Lady Gaga e l'ex first lady Michelle Obama.

Sul palco sale Shawn Mendes, per la sua esibizione con Miley Cyrus: il cantante prima attacca da solo, al pianoforte, "In My Blood", per poi essere raggiunto sotto i riflettori dall'ex Hannah Montana, la cui entrata in scena è accompagnata dall'intervento nell'arrangiamento del brano della band e di una sezione d'archi.

Si passa quindi all'assegnazione della prima statuetta appartenente alle categoria maggiori, quella per la Best Pop Duo/Group Performance: a spuntarla è "Shallow" di Lady Gaga e Bradley Cooper, dal film "A Star Is Born". Per Miss Germanotta, questo, è il terzo Grammy della serata: l'artista ringrazia, visibilmente commossa.

ore 00.50: Laurie Anderson e il Kronos Quartet si aggiudicano il premio nella categoria Best Chamber Music/Small Ensemble Performance: quello della vedova di Lou Reed è l'unico nome familiare ai fan della musica pop, rock e affine nel lungo treno di premiazioni a tema "classico".

L'esibizione di Sofie Tukker - con "Best Friend" - prelude all'assegnazione dei premi nelle categorie riservate all'elettronica e alla dance, presentate da Jimmy Jam, già parte del duo Jimmy Jam & Terry Lewis. Come Best Dance Recording a spuntarla è "Electricity" di Silk City e Dua Lipa, alla realizzazione del quale hanno preso parte in vesti di ospiti Diplo e Mark Ronson. I Justice si portano a casa la statuetta nella categoria Best Dance/Electronic Album - per "Woman Worldwide", e "incrociano" sul palco Shaggy, premiato nella categoria Best Reggae Album per "44/876", realizzato insieme a Sting ("E' il più grande progetto che abbia mai realizzato", ha commentato la star di origini giamaicane).

Una standing ovation accoglie sul palco la leggenda del jazz - e già cofondatore dei Weather Report - Wayne Shorter, premiato nella categoria Best Jazz Instrumental Album per Emanon, realizzato dal suo Wayne Shorter Quartet.

Allo scomparso leader di Soundgarden e Audioslave Chris Cornell viene assegnato postumo il premio nella categoria Best Rock Performance per "When Bad Does Good": a ritirare la statuetta sono i due figli dello scomparso rocker, che  commuovono la platea con un breve ma sentito discorso. "Non ho mai pensato di essere qui senza nostro padre: era un'icona rock e un bravo papà. E' stato uno dei più grandi poeti della sua generazione, e una delle migliori voci della sua epoca. Questo è per te, papà, mi amiamo così tanto".

Gli High on Fire vincono il Grammy nella categoria Best Metal Performance per "High on Fire", mentre St. Vincent e Jack Antonoff soffiano ai Greta Van Fleet il premio come Best Rock Song grazie a "Masseduction". La band dei fratelli Kiszka si rifà aggiudicandosi il premio nella categoria Best Rock Album per "From the Fires", lasciando così gli Alice In Chains - in lizza con il loro "Rainier Fog" - per la nona volta a bocca asciutta.

Pharrell Williams si porta a casa il premio come Producer of the Year.

"This Is America" fa guadagnare a Childish Gambino il secondo Grammy della serata nella categoria Best Rap/Sung Performance: e con il premio all'attore, performer, autore e rapper californiano si conclude la prima parte dei Grammy Awards 2019. La parte principale dello show prenderà il via nel vicino Staples Center tra circa un'ora e mezza.

ore 23.40: Dopo l'esibizione congiunta di Angela Aguilar, Natalia Lafourcade e la star del genere ranchero Aida Cuevas, che sul palco del Microsoft Theater cantano "La Llorona", il ruolo di presentatrice viene assunto da Lzzy Hale degli Halestorm per le premiazioni riservate alle categorie latin: Claudia Brant, con "Sincera", conquista la statuetta nella categoria Best Latin Pop Album, mentre in quella come Best Latin Rock, Urban or Alternative Album ad avere la meglio è "Aztlán" di Zoé. Luis Miguel, un tempo molto celebre anche in Italia (ricordate "Noi ragazzi di oggi"?), si aggiudica per "¡México Por Siempre!" il Grammy nella categoria Best Regional Mexican Music Album.

"This Is America" di Childish Gambino vince il premio nella categoria Best Music Video: Donald Glover è il primo esponente della scena hip hop di alto profilo a ricevere una statuetta all'edizione 2019 dei Grammy Awards, che premiano anche il film "Quincy", dedicato al leggendario produttore Quincy Jones, nella categoria Best Music Film.

Lady Gaga si aggiudica la seconda statuetta della serata nella categoria Best Pop Solo Performance grazie a "Joanne (Where Do You Think You're Goin'?)", battendo una concorrenza importante composta tra gli altri da Beck, Camila Cabello, Post Malone e Ariana Grande, che - pur polemicamente assente, come già annunciato - conquista grazie a "Sweetener" il Grammy come Best Pop Vocal Album.

ore 23.00: Con "The Joke" Brandi Carlile vince il Grammy come Best American Roots Performance, e bissa anche nella sezione Best American Roots Song - sempre con "The Joke" - lasciando a mani vuote, tra gli altri, Pat McLaughlin, John Prine, Jeff Tweedy e Lee Ann Womack. La cantante di Ravensdale, Washington, sbaraglia la concorrenza anche nella categoria Best Americana Album con "By the Way, I Forgive You", centrando così tre statuette su tre: la roots music a stelle e strisce ai Grammy, quest'anno, è stata tutta roba sua.

Il veterano delle sedici battute Buddy Guy, con "The Blues Is Alive and Well", batte Ben Harper e Charlie Musselwhite - in gara con "No Mercy in This Land" - nella categoria Best Traditional Blues Album: "Please Don't Be Dead" di Fantastic Negrito conquista la statuetta nella categoria "gemella" Best Contemporary Blues Album - e la dedicata, tra gli altri, allo scomparso frontman di Soundgarden e Audioslave Chris Cornell. Nella categoria Best Folk Album i Punch Brothers, con "All Ashore", battono tra gli altri "Whistle Down the Wind" di Joan Baez e "Weed Garden" degli Iron & Wine.

ore 22.35: Il Soweto Gospel Choir, con "Freedom", batte Bombino - in gara con "Deran" - nella categoria Best World Music Album: il nostro Luca Guagagnino, in corsa nella categoria Best Compilation Soundtrack for Visual Media per la colonna sonora di "Call Me by Your Name", viene sconfitto da Hugh Jackman, che si aggiudica - insieme ai suoi collaboratori - la statuetta per l'album associato a "The Greatest Showman". Il blockbuster "Black Panther" - per mezzo del compositore dello score Ludwig Göransson - si porta a casa il Grammy nella categoria Best Score Soundtrack for Visual Media, mentre nella categoria Best Song Written for Visual Media Lady Gaga e Mark Ronson - con "Shallow", da "A Star Is Born" - battono - tra gli altri - Kendrick Lamar con "All the Stars" (da "Black Panther") e Sufjan Stevens con "Mystery of Love" (sempre da "Call Me by Your Name" di Guadagnino).

Snatam Kaur interrompe le premiazioni per eseguire dal vivo la sua "Darashan Maago".

ore 22.20Beck, insieme ai suoi collaboratori Julian Burg, Serban Ghenea, David "Elevator" Greenbaum, John Hanes, Greg Kurstin (già produttore per, tra gli altri, Foo Fighteres e Liam Gallagher), Florian Lagatta, Cole M.G.N., Alex Pasco, Jesse Shatkin, Darrell Thorp & Cassidy Turbin, Chris Bellman, Tom Coyne, Emily Lazar e Randy Merrill, si aggiudica - sempre per "Colors" - il premio come Best Engineered Album, Non-Classical: tocca poi ad Alan Parsons, al quale viene assegnato il premio nella categoria Best Immersive Audio Album per "Eye in the Sky: 35th Anniversary Edition", riedizione dell'album del 1982 degli Alan Parsons Project. Mura Masa - all'anagrafe Alex Crossan - conquista la statuetta per il remix di "Walking Away" delle Haim.

Il treno delle premiazioni è interrotto dal live set della star della world music Fatoumata Diawara, che esegue sul palco del Microsoft Theater la sua "Negue Negue (Let’s Have Fun)".

Come Best Contemporary Instrumental Album ad avere la meglio è l'eponima ultima prova in studio della Steve Gadd Band.

ore 22.00: "Sono grato per essere stato scelto come conduttore della Premiere Ceremony dei Grammy Awards 2019, e sono contento di essere tornato qui a L.A.: voglio congratularmi con tutti i nominati", esordisce Shaggy, prima di lanciarsi in un freestyle ragamuffin "a tema" - il ritornello è "The Grammy goes to..." - e di introdurre le prime categorie ad essere premiate. "Se parlerete troppo durante il vostro discorso di ringraziamento, verrete interrotti dalla nostra band", avverte il cantante.

Il premio per il Best Comedy Album va a Dave Chappelle per "Equanimity & The Bird Revelation", mentre il Grammy per il Best Musical Theater Album se lo aggiudicano Etai Benson, Adam Kantor, Katrina Lenk e Ari'el Stachel per "The Band's Visit". Beck conquista la statuetta nella categoria Best Alternative Music Album per "Colors", battendo - tra gli altri - Björk, Arctic Monkeys e David Byrne: Terence Blanchard conquista il Grammy nella categoria Best Instrumental Composition per "Blut Und Boden (Blood And Soil)". Il premio Best Arrangement, Instrumental or A Cappella va invece a John Daversa per "Stars and Stripes Forever".

Mark Kibble, Randy Waldman e Justin Wilson si aggiudicano la statuetta come Best Arrangement, Instruments and Vocals per "Spiderman Theme": Willo Perron, che ha curato il package di "Masseduction" di St. Vincent, vince nella categoria Best Recording Package. "Squeeze Box: The Complete Works of "Weird Al" Yankovic" vale a Meghan Foley, Annie Stoll e allo stesso Yankovic (presente alla premiazione) il Grammy nella categoria Best Boxed or Special Limited Edition Package.

ore 21.30: Ha preso il via presso il Microsoft Theater di Los Angeles l'edizione 2019 dei Grammy Awards, gli "Oscar della musica" americani istituiti nel 1959 dalla National Academy of Recording Arts and Sciences, l'associazione di categoria degli addetti ai lavori dell'industria musicale americana per premiare i successi discografici dell'anno appena concluso.

Tornata a Los Angeles dopo la trasferta dallo scorso anno a New York per celebrare la propria sessantesima edizione, la "music's biggest night" - come da tradizione - ha preso il via presso il Microsoft Theater, dove nelle prossime ore verranno premiate le categorie minori e tecniche. A questa prima, importante tranche - in termini temporali e di riconoscimenti assegnati - seguirà la seconda parte dello show, quella trasmessa in diretta dalla CBS, che sarà invece ospitata dall'antistante e più capiente Staples Center.

Tra i presentatori del pre-telecast ci sono la star giamaicana del reggae-pop Shaggy, oltre che a Lzzy Hale dei Halestorm, Kalani Pe'a, Questlove e Cécile McLorin Salvant. Sul palco del Microsoft Theater, per la prima porzione della sessantunesima edizione dei Grammy Awards, sono invece attesi Angela Aguilar, Aida Cuevas, Fatoumata Diawara, Natalia Lafourcade, Snatam Kaur, Seun Kuti, Craig Morris e Sofi Tukker.

John Poppo, il presidente della Recording Academy fa gli onori di casa: "Diamo il benvenuto ad alcuni dei migliori artisti musicali del pianeta. Abbiamo ricevuto 21mila candidature, e ci siamo detti: 'Possibile che ci succeda ancora?'. Vi ringrazio per il vostro talento, che è sempre fonte di ispirazione".

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