NEWS   |   Italia / 13/11/2018

Salmo e Junior Cally: di rap non allineato, maschere e classifiche

Salmo e Junior Cally: di rap non allineato, maschere e classifiche

Entrambi fanno rap. Ma rap non convenzionale. Quello di Salmo e quello di Junior Cally è un rap difficile, spigoloso, che attinge a generi estranei all'hip hop: è quello che nel Regno Unito o negli Stati Uniti definiscono rapcore, rap rock o alternative hip hop. Entrambi hanno scelto di presentarsi al pubblico con una maschera, nascondendo il loro volto. Un modo per distaccarsi dal mondo del rap classico, verrebbe da commentare, differenziandosi.

Il primo, però, la maschera ha deciso di togliersela quando è diventato una realtà affermata: è successo a partire dal 2013, quando con "Midnite" (album con il quale, per la prima volta in classifica, ha conquistato il primo posto della classifica dei dischi più venduti in Italia) ha dato il via alla sua ascesa dopo anni passati nel ghetto del rap underground. Ascesa che è passata per "Hellvisback", l'album del 2016, e che ora ha permesso a Salmo di toccare le vette più alte. Ci riferiamo al nuovo album, "Playlist", che ha segnato il ritorno trionfale del rapper di Olbia: nella prima giornata di pubblicazione le canzoni contenute nel disco hanno fiorato i dieci milioni di riproduzione sulle piattaforme di streaming, cancellando il record precedentemente detenuto da Sfera Ebbasta (che con le tracce di "Rockstar" si era spinto fino a quota 6 milioni).

Junior Cally, invece, che ha appena fatto il suo debutto ufficiale con l'album "Ci entro dentro" (primo frutto del contratto firmato con Sugar dal rapper - di cui non si sa niente, se non che è romano, classe 1991), la maschera antigas se la tiene sul viso e, almeno per ora, non ha alcuna intenzione di toglierla. Non la indossa sulla copertina del suo disco, è vero, ma lì si copre il volto con le mani - ed è in mezzo ad un esercito di persone con indosso la sua stessa maschera: "L'unico volto fra le maschere", recita una piccola scritta sotto al suo nome e al titolo dell'album. "Sono uno di voi, come ognuno di voi è Junior Cally", ha scritto ai suoi fan, su Instagram, il rapper. "Ci entro dentro" questa settimana ha conquistato il quarto posto della classifica dei dischi più venduti in Italia ed è l'unico disco hip hop presente nella top ten. Un traguardo raggiunto da Junior Cally costruendo un percorso personale, raccontando il contesto difficile da cui proviene: il mondo delle estreme periferie laziali, dove spaccio, violenza e degrado accompagnano l'infanzia e l'adolescenza di tanti ragazzi. "Questa è la rivincita di chi ha un sogno e se lo va a prendere con le unghie. È la rivincita di un ragazzo semplice, cresciuto con gente attorno che lo prendeva per psicopatico, dicendogli 'trovati un lavoro'. Prima li odiavo, ora non più. Il rap è diventato ufficialmente il mio lavoro, e non potevo chiedere di meglio. È la rivincita della strada, perché è da lì che sono partito, fino a prendermi qualsiasi cosa", commenta Junior Cally.

Se Stan Lee con i suoi personaggi ci ha insegnato che i supereroi non possono fare a meno della maschera, i casi di Salmo e Junior Cally ci insegnano che sotto la maschera, nel mondo reale della musica, c'è di più: un rap che rifiuta i soliti stereotipi su soldi, donne facili e marche di lusso.

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