‘Velvet goldmine' e le biografie-rock

‘Velvet goldmine' e le biografie-rock

Su "La Repubblica" la pagina di apertura degli Spettacoli è dedicata al film "Velvet goldmine".

Accanto a un’intervista a Ewan McGregor, un parere di Enrico Sisti sulle biografie cinematografiche dei divi del rock, che intitola l’articolo: "Com'erano grigie le loro avventure". Si legge nel pezzo: « Certe volte la musica non vale la vita di chi l'ha scritta. I bio-pic musicali (i film biografici sulla vita dei grandi personaggi della musica, rock e altro) sono la moda del momento. Tutti investono e, in sala, tutti aspettano. Ma forse non tutte le "bio" valgono un "pic". Nonostante i lustrini d'epoca, nonostante le tante vite parallele raccontate di corsa, come se fossero state vite vissute in caduta libera, nonostante i tanti riferimenti diretti e indiretti a David Bowie, Iggy Pop, Lou Reed, Marc Bolan e Mick Ronson, incrociati fra di loro per puro sadismo (chi cerca di riconoscere qualcuno o qualcosa con precisione casca male), "Velvet Goldmine" è la dimostrazione che una rockstar può anche aver avuto un'esistenza convenzionale. La "convenzione" che il film tenta di trasformare in mito è quella del glam rock e dei giorni in cui una certa ribellione inglese, appropriatasi di Oscar Wilde secondo procedure che a Wilde non sarebbero piaciute affatto, decise di confondere le acque confondendo anzitutto l'identità sessuale dei suoi figli/figlie. All'epoca nessuno si fidava più di ciò che vedeva. Costruire una rockstar era in quei giorni dei primi anni Settanta un percorso necessariamente ambiguo. Tutti si truccavano. Tutti si facevano. "Velvet Goldimine" lo racconta. Ma lo sapevamo già. Ed è sempre stata un'avventura "convenzionale", non certo sufficiente per sostenere una trama che pretenderebbe di essere mitologica. Le avventure terrene dei ragazzi/bambola di "Velvet goldmine" sono grigie malgrado i tanti colori del loro make up. Tanto più grigie e "qualunque" quanto più le canzoni che essi/esse scrissero appaiono ancora oggi molto belle, molto stimolanti e strutturalmente molto "avanti". E allora l'indicazione del film potrebbe essere questa: forse del glam rock è giusto riscoprire i suoni, ma solo quelli, perché il resto - i verbali della polizia, i baci omosex, i ricordi di produttori, mogli e spacciatori - è una mezza barba». .

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