Caparezza ci fa entrare nella sua prigione con ‘Prisoner 709 Live’ e pubblica il lyric video di 'Confusianesimo' – INTERVISTA

Caparezza ci fa entrare nella sua prigione con ‘Prisoner 709 Live’ e pubblica il lyric video di 'Confusianesimo' – INTERVISTA

Una settimana ricca di uscite per Caparezza, con la ristampa del suo libro best seller “Saghe Mentali” edito da Rizzoli e l’uscita di “Prisoner 709 Live”, l’album – disponibile in tre formati – nato per celebrare il “Prisoner 709 Tour” che ha visto l’artista di Molfetta protagonista per tutto lo Stivale, dapprima nei palazzetti dello sport e, negli ultimi mesi all’aperto nei festival estivi.

Il disco, come anticipato, sarà disponibile nel suo formato standard con doppio CD (l’album “Prisoner 709” registrato in studio + “Prisoner 709 Live” con i pezzi registrati durante le esibizioni dal vivo in tutta Italia) e un DVD contenente un documentario, “Trip 709”, che mostra cosa sia stato questo tour di Caparezza, davanti e dietro le quinte, ai quali si aggiunge un libro fotografico nella versione Deluxe o una special artist edition di Rolling Stone Italia nel terzo formato.

Un anno da incorniciare, (“Prisoner 709” è uscito il 15 settembre 2017) che ha visto Caparezza protagonista di 18 date sold out su 20 del proprio tour indoor: “It’s time to celebrate!” ammette lo stesso Caparezza che, come si vede all’interno del DVD, pur essendo agnostico ringrazia San Nicola, il Babbo Natale di Molfetta che il 6 dicembre consegna i regali ai bambini nella città pugliese e che il 6 dicembre scorso ha esaudito il sogno dell’artista di fare un’esibizione sold out al Mediolanum Forum di Milano.

La copertina dell’album, che vede la mano di Caparezza afferrare le mani dei fan (la foto è stata scattata durante un live) rappresenta le visite ricevute dall’artista nella propria prigione mentale, ed è in netta contrapposizione con quella dell’album precedente, in cui il rapper si trova da solo, costretto in una gabbia da cui non può e (forse) non vuole scappare e, pur essendo “Prisoner 709” l’album più personale della sua carriera, Caparezza ammette che il photobook e il documentario siano stati concepiti sia per sé “Sicuramente era una cosa che volevo fare perché non l’avevo mai fatto…”, che per celebrare chi collabora con lui e orbita intorno ai suoi spettacoli: “Allo stesso tempo avevo voglia di dare visibilità a chi lavora nell’oscurità dei concerti, non sotto i riflettori, ma che permettono a noi di esibirci” e per i propri fan “Anche per far vedere a chi non è mai stato a un mio concerto, grosso modo, cosa sia un mio concerto, anche se dalle foto spesso sembra di essere più a teatro…”, infatti lo stesso cantante definisce le proprie esibizioni come “Una via di mezzo fra un concerto, un musical ed una rock opera perché il mio disordine negli ascolti ha prodotto altro disordine nel mio modo di scegliere le canzoni e di come rappresentarle: c’è il teatro, ci sono i monologhi, ci sono le scenografie di cartapesta, i costumi. C’è tutto quello che ci potevo mettere!”.

Il pubblico che affolla i palazzetti dello sport e che è coprotagonista con Caparezza nella sua ultima fatica discografica è quanto il più possibile eterogeneo: per stessa ammissione dell’artista sono ormai tre le generazioni che vanno alle sue esibizioni: “18 anni fa ai miei concerti veniva gente molto giovane, non è cambiato il nucleo, sono cambiate le persone, i fan della prima ondata sono cresciuti, hanno altri problemi, magari non vengono più, ma sono molto trasversale in questo, trovo ragazzi che mi dicono che hanno sentito il papà mettere un disco e sono solo contento di questo. Mi ci rapporto con tutta la naturalezza possibile”.

“Prisoner 709” ha visto Caparezza duettare con John De Leo, DMC e Max Gazzè, mentre per il futuro l’artista non ha ancora in mente nessun tipo di featuring: “Non sentendo la competizione con nessuno nel mondo della musica non ho pregiudizi, mi piacciono tanti artisti con cui sarebbe difficile collaborare per questioni di linguaggio, mentre con tanti altri sento che potrebbe uscire qualcosa di interessante, istintivamente citerei rapper come Murubutu, Mezzosangue e Rancore e tutto quel filone più impegnato nella scrittura”.

“Saghe Mentali”, il libro uscito per la prima volta nel 2008 e nuovamente disponibile nelle librerie grazie a Rizzoli, raccontava, oltre alla vita di Michele Salvemini (vero nome di Caparezza), i primi 4 album dell’artista che, pur dotato di capacità di preveggenza (come sottolineato dallo stesso autore nella prefazione fatta apposta per questa edizione), non sa ancora quando il volume avrà un seguito: “Probabilmente al mio ottavo disco (in studio, n.d.r.) tirerò fuori ‘Saghe Mentali 2’”.

Al momento, però, l’unica cosa certa è l’immediato futuro che vedrà Caparezza protagonista di instore promozionali di “Prisoner 709 Live” (sulla pagina Facebook dell’artista è possibile consultare il calendario) e poi? “E poi mi fermo, scompaio in un buco nero da cui potrei comparire sia nel futuro che nel passato. Non so cosa accadrà e non l’ho mai saputo alla fine del ciclo di ogni disco, quest’anno mi ero messo in testa di scrivere qualche pezzo durante il tour, che ce l’avrei fatta e, invece, come al solito sono qui alla fine del disco con nulla fra le mani e nulla in testa”.

È di queste ore anche l'uscita online del lyric video di "Confusianesimo", pezzo presente in "Prisoner 709" e "Prisoner 709 Live":

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