Shawn Mendes torna con un nuovo album, intitolato semplicemente "Shawn Mendes". Con questo disco, che arriva a due anni da "Illuminate", il cantautore canadese prova a costruirsi una nuova identità: più popstar pronta a far ballare le arene e i palasport, meno cantautore malinconico che canta ballate struggenti accompagnandosi con la chitarra. Ma com'è l'album?
C'era da aspettarselo che prima o poi la parte più edsheeraniana di Shawn Mendes prendesse il sopravvento su quella più intimista e acustica. L'album dal vivo registrato al Madison Square Garden di New York e il disco acustico inciso per la serie MTV Unplugged, però, avevano fatto ben sperare: Shawn sembrava interessato a percorrere una strada diversa rispetto a quella del rosso cantautore di Halifax, più vicina al blues rock à la John Mayer ("Mercy", "Ruin", "Bad reputation") che al pop dalle contaminazioni urban e hip hop di hit come "There's nothing holdin' me back" e "Treat you better". Ma evidentemente l'immagine che gli si era costruita intorno gli stava stretta: e allora via la chitarra, via le ballate struggenti e malinconiche dal sapore autunnale.