La forma del dolore: gli Avion Travel raccontano il nuovo album “Privé” – VIDEOINTERVISTA

La forma del dolore: gli Avion Travel raccontano il nuovo album “Privé” – VIDEOINTERVISTA

Talento musicale e garbo. Quesiti sulla vita e dialoghi con Dio. Riflessioni sul potere della parola e un lutto da elaborare. “Questo è un disco carico di dubbi”, dice Peppe Servillo degli Avion Travel. “Sono storie dell’età di mezzo, storie di uomini adulti”. L’album in questione s’intitola “Privé” ed è il primo di canzoni inedite del gruppo campano da “Poco mossi gli altri bacini” del 2003 (nel frattempo, ci sono stati un lavoro dedicato a Paolo Conte e uno a Nino Rota). È anche il primo dalla morte del chitarrista Fausto Mesolella, scomparso nel marzo 2017. “Col senno di poi”, dice il sassofonista e clarinettista Peppe D’Argenzio, “ci siamo accorti che in quest’album usiamo gli stessi ingredienti di sempre, ma semplificati. È un bonsai di quel che abbiamo fatto in passato. Per essere ascoltato ha bisogno di intimità”.

“Privé” è anzitutto una ripartenza per gli Avion Travel. “Nel 2014 abbia ripreso a suonare assieme”, racconta Servillo, “ritrovando la complicità e scrivendo nuovi brani. Stavamo discutendo delle tonalità, mettendo in sequenza le canzoni, stabilendo il calendario delle registrazioni quando Fausto è scomparso all’improvviso. Questo disco è un debito che gli dovevamo”. Mesolella firma quattro brani e la sua voce compare in “Caro maestro”. “Il nostro mestiere” spiega il cantante “ci dà l’opportunità di lavorare il dolore, di sistemarlo. Nel disco abbiamo dato forma a questo dolore. Non va esibito, ma ordinato”. D’Argenzio: “Fausto rappresentava il nostro contatto con la dimensione popolare, anche se paradossalmente era quello che scriveva in modo più complesso. Ci diceva: qua ci sono troppi accordi, questo passaggio è troppo difficile, questo testo non lo capisco”.

Gli Avion hanno trattato questa faccenda estremamente personale con pudore. “Non abbiamo voluto attribuirle un valore simbolico”. Hanno optato per non sostituire Mesolella con un altro chitarrista, scegliendo invece di coinvolgere il pianista e tastierista Duilio Galioto, dall’Orchestra di Piazza Vittorio che con Peppe D’Argenzio plasma il suono di “Privé”, e richiamando in servizio, diciamo così, Mario Tronco. “Duilio è più giovane di noi”, spiega D’Argenzio, “è quasi una staffetta. Avevamo la curiosità di sentire come tornavano le nostre cose attraverso la sensibilità d’un musicista che è cresciuto ascoltandoci”.

Il risultato è un album diviso in due. Da una parte canzoni cupe e potenti, dall’altra brani più leggeri in cui il gruppo lascia intravedere una possibilità di pacificazione. “Abbiamo dotato il disco di due anime, una più scura e una più solare. Qualche volta configgono, però ci sembra raccontino bene la nostra storia degli ultimi anni, anche quella personale. Le canzoni servono ad orientare la memoria, a dare identità, a condividere con gli altri. Il racconto obbliga al confronto con sé stessi”.

Nei testi ricorrono domande rivolte a Dio e sul mestiere di autore di canzoni. “E su tutte aleggia una domanda sulla parola. Oggi la parola è esaurita nel suo significato, ma resta l’unica possibilità concreta che ci rimane nelle relazioni. Nel momento in cui ci rivolgiamo all’altro, ci prendiamo delle responsabilità nei suoi confronti. La domanda quindi è: quanto la parola ha ancora la capacità di narrare noi stessi e di rappresentare il mondo? È una speranza e al tempo stesso un grande limite. Noi cantiamo questo limite e alimentiamo il desiderio di superarlo”

“Privé”, la canzone, racconta le fragilità di un uomo maturo. E “Privé” è stato scelto come titolo dal significato ambivalente che rappresenta sia la necessità di usare storie private per leggere vicende collettive, sia la volontà di ristabilire un confine tra privato e pubblico, ritrovare una forma d’intimità nel fare musica, cercando di trasmettere esperienze profonde. “E poi”, dice Servillo, “il titolo evoca anche la parola privilegio. Dopo trent’anni, fare canzoni e pubblicare un disco è precisamente questo: un privilegio”.

Dopo una data zero a Piangipane (RA) il 15 giugno, gli Avion Travel debutteranno il 16 all’Auditorium Fondazione Cariplo di Milano, per poi suonare fra giugno e luglio a Napoli, Fiesole (FI), Parma, Roma, Anacapri (NA), Ceglie Messapica (BR). “Ora”, dice D’Argenzio, “vogliamo vedere dove questo disco andrà a finire”.

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