CNCO, la boy band di “Reggaetón lento” che vuole unire le culture (e intanto duetta con Riki) – INTERVISTA

CNCO, la boy band di “Reggaetón lento” che vuole unire le culture (e intanto duetta con Riki) – INTERVISTA

“Ciao come stai bellissima?” è una delle prime cose che i CNCO hanno imparato a dire in italiano. I fan dei cinque ragazzi vincitori della prima edizione di “La banda”, talent creato da Ricky Martin e Simon Cowell con Laura Pausini tra i giudici, stanno aumentando in modo esponenziale. I CNCO (si pronuncia “si-ɛn-si-oʊ” o un alternativa “cinco”) sono nel nostro Paese per promuovere il secondo, omonimo album nel quale ripongono le speranze di replicare il successo del singolo “Reggaetón lento”, doppio platino in Italia, un miliardo e 300 milioni di visualizzazioni su YouTube. “Ora i fan ci guardano come modelli di ruolo”, dicono. “Vogliamo creare musica che li ispiri. Il nostro messaggio è: unire culture diverse ed essere felici è possibile”.

Non che le cose siano andate bene fin dal principio. Il premio di “La banda” era la nascita di un gruppo formato dai cinque migliori talenti emersi dal programma. “Quando ci hanno messi assieme non ci stavamo particolarmente simpatici”, ammettono ridendo. “E poi, provenendo da Paesi differenti, neanche ci capivamo perfettamente”. Richard Camacho è originario della Repubblica Dominicana, Christopher Velez è nato in Ecuador e si è trasferito a 18 anni nel New Jersey, Zabdiel De Jesus è di Puerto Rico, Joel Pimentel è californiano d’origini messicane, Erick Brian Colon si è trasferito negli Stati Uniti proveniente da Cuba nel 2012.

È stata la Sony a decidere di trasformarli in una boy band reggaetón, con un target molto giovane e molto femminile, come ha spiegato a Billboard Alex Gallardo, A&R per il mercato latino. Prodotti e protetti da Ricky Martin, hanno debuttato nell’estate 2016 con l’album “Primera cita”, ovvero “primo appuntamento”. Il nuovo disco ha sonorità più urban e internazionali. Il duetto/remix di “Reggaetón lento” con le Little Mix indica chiaramente l’intenzione di indirizzarsi verso un mercato globale, cominciando a cantare in lingua inglese (il resto dell’album è in spagnolo). “Questa volta” assicurano “abbiamo partecipato alla scelta delle canzoni e ne abbiamo anche scritte due [assieme a un team di autori]. Ecco perché abbiamo intitolato l’album ‘CNCO’, ci rappresenta di più”. Recentemente hanno registrato a Miami una canzone con Riki che sarà lanciata in estate. “Per la prima volta cantiamo in italiano, è stata dura”.

I CNCO sono giovanissimi, educati e hanno nostalgia di casa. Il mentore Ricky Martin ha suggerito loro di “non scordarci da dove proveniamo e di essere noi stessi”. Sono orgogliosi di potere aiutare le famiglie con i soldi guadagnati e, ridendo e strofinandosi le mani, dicono di essere “single e disponibili per le ragazze italiane”. L’album contiene solo canzoni d’amore, con l’unica mezza eccezione di “Fan enamorada”, un ritratto di una fan che abbraccia il cuscino e pensa ai CNCO. “Ora le nostre fan sono diventate più… selvagge. Ma ci sono anche ragazzi che ci seguono e per un maschio amare una boy band non è per niente facile. Siamo genuini e la gente lo capisce”.

Tutti i CNCO hanno alle spalle famiglie con storie di immigrazione. Che ne pensano delle politiche di Trump? “Non siamo addentro a cose del genere, speriamo solo che le cose migliorino e che l’amori trionfi. Non vediamo ragioni per espellere persone che hanno fatto tanti sacrifici per entrare nel Paese e realizzare i loro sogni. Noi latini siamo gran lavoratori, siamo determinati, abbiamo degli obiettivi e vogliamo un futuro per noi stessi e per le nostre famiglie. Vogliamo solo essere accettati”. E le mamme che dicono, a casa? “Non ci capiscono più. Abbiamo sviluppato un linguaggio interno ai CNCO che combina i nostri cinque accenti spagnoli con l’inglese. Quando torniamo a casa le mamme ci guardano storto e ci chiedono: ma che diavolo stai dicendo? Ma da che Paese vieni tu?”.

Dall'archivio di Rockol - I CNCO in Italia
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