Prima data dei Litfiba, pensando a cinema, pesca e un nuovo trio

Prima data dei Litfiba, pensando a cinema, pesca e un nuovo trio
La rockband italiana ha inaugurato il proprio tour. Scrive Marinella Venegoni su "La Stampa": «Gira sui Litfiba un'aria provvisoria che neanche l'avvio del tour - l'altra sera al Palasport di Casale Monferrato davanti a 3000 fans stipati e infervorati - riesce ad occultare. I rapporti fra i due leader storici della band, Piero Pelù e Ghigo Renzulli, sono di cordiale distacco, con differenti manager e accordi che prevedono spazi ad entrambi assegnati con il bilancino del farmacista. "Ci stiamo calibrando", spiegano sibillini. Sul palco sciabolato di luci rosse e blu tutto è apparentemente come sempre, la macchina della musica scivola liscia, quella chitarra di Renzulli alla Morricone che ha fatto sfracelli su "Il mio corpo che cambia" attira urletti entusiastici; però ognuno lavora per i fatti suoi. Avvolto in una palandrana blu e rossa, perfino l'oltraggioso Pelù - uno dei pochi veri istrioni italiani - sembra aver ingoiato una scatola di Valium. La scaletta fila via con una sfilza di lievissime canzoni pop che compongono l'ultimo album, con le furbastre "Mascherina" e "Sexy Dream" e qualche citazione dagli album della tetralogia degli elementi, "Spirito", "Mondi Sommersi", "Terremoto", "El Diablo". Un po' di psichedelia, una spruzzata di tex-mex, pop pesante: mistura che oggi va fortissimo. Pelù fa continui riferimenti alla guerra in corso, dedicando "Sparami" e "Nuovi rampanti" "a chi subisce la pulizia etnica ma anche a chi vive sotto le bombe, perché è sempre chi governa che fa casino". Negli spogliatoi, accuserà poi i governi europei: "Sono ex-post comunisti provano un senso di inferiorità verso gli Usa e si sono lasciati coinvolgere in quest'impresa". Ma come eviterebbe, lei, la pulizia etnica? "Da pacifista non dovrei dirlo: ma come hanno eliminato Kennedy, potevano pure ammazzare Milosevic. Con tutti i cecchini che hanno...".
Cambia prudentemente registro per annunciare che durante il tour ci saranno i missionari del Murialdo che raccoglieranno fondi per la Sierra Leone e sarà presente pure War Child; i Litfiba sono inoltre testimonial della campagna per le cinture di sicurezza. "E poi c'è la voglia di suonare...", aggiunge volenterosamente Pelù: quella famosa voglia che si fa qualche fatica a notare. E infatti il performer parla soprattutto d'altro. Racconta che Mina ha intitolato "Olio" il suo album perché lui le ha portato l'olio che produce la sua tenuta in Toscana: "Mina la Divina è un gran pezzo di donna in tutti i sensi"; annuncia d'aver acquistato i diritti del libro "L'inquilino" di Vichi, edito da Guanda, per trasformarlo in film: "Mi piacerebbe scrivere la sceneggiatura, è una storia un po' noir, un po' giallo, un po' commedia, d'uno sconosciuto che s'insedia in una casa". E Renzulli che farà, nel frattempo? "Andrà a pescare", sbotta Pelù. Di fianco, il chitarrista scalcia: "Ho dei progetti che non posso dire. Non vado a pescare come piacerebbe a lui". Di fianco intanto, il simpatico tastierista Antonio Aiazzi sta proclamando di aver formato un trio con il bassista e il batterista: "Lo abbiamo chiamato Blitz"».
Dall'archivio di Rockol - Le pillole di saggezza dei Litfiba
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